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Blood Incantation - Starspawn
28/12/2016
( 1131 letture )
Venuti alla ribalta con l’ottimo EP Interdimentional Extinction (2015), i Blood Incantation esordiscono con Starspawn, uno dei dischi più attesi dell’anno. L’hype creatosi attorno ai quattro di Denver è del tutto comprensibile: il technical death metal dei nostri è di fatto molto legato alla vecchia scuola; andando a pescare principalmente da gruppi come Timeghoul, Death e Nocturnus, il gruppo mette completamente da parte l’approccio più moderno (sotto ogni aspetto) ormai in voga da anni.

Starpawn si apre con quello che è in assoluto il pezzo più emblematico del disco e del gruppo, Vitrification of Blood (Part 1), un pezzo di tredici minuti in cui emergono tutte le qualità e capacità dei musicisti. Non lasciatevi ingannare dalla durata e non aspettatevi assolutamente un pezzo che si tira avanti a fatica, niente di tutto ciò; è da subito evidente come il lavoro svolto in fase di composizione sia stato a dir poco eccezionale. La canzone è infatti divisa in momenti (sotto-momenti se consideriamo che è parte di una suite), creando così una vera e propria narrazione logica priva di aggiunte superflue che avrebbero soltanto allungato il minutaggio. Ma oltre alla capacità di saper costruire dei veri e propri brani, si fa notare in assoluto la cura per i riff, vero punto di forza dell’opera intera. Abbiam parlato di approccio vecchia scuola, è vero, ma a questo i ragazzi di Denver riescono a mescolare un tocco al passo coi tempi, creando un ottimo compromesso che farà felici sia gli ascoltatori più nostalgici che non. Tecnici quanto basta ma anche coraggiosi nel proporre delle soluzioni dal sapore più progressive utilizzate per dare anima e carattere ai brani. E parlando di anima dei brani, si resta positivamente impressionati dall’atmosfera creata e che si respira per tutto il disco: come appare evidente, le tematiche sono quelle spaziali, ma è bene notare che il gruppo tenta a ricreare delle atmosfere spaziali dal tocco tetro ed horrorifico più che suscitare sensazioni dovute ai misteri del cosmo. Tale approccio viene esaltato non solo dalla musica (rallentamenti, arpeggi), dall’approccio vocale (un growl che si alterna tra scream e qualche passaggio in voce pulita), ma anche dai testi:

Cosmic seas of fire traverse the void of space
Bringing human souls from another world
Manipulate the species from inside
Watch them fight and kill
To build the mega-cemetery urns of the planet
In this lachrymose universe
Of anfractuous dimensions


Starspawn è uno di quei dischi che di ascolto in ascolto esalta determinati aspetti del sound, come ad esempio la splendida prova di Isaac Faulk alla batteria e i giri di basso (fretless, per i fanatici) di Jeff Barrett. Altro fattore che gioca a favore del gruppo è il fatto che, una volta tanto, si parla di un disco che in trentacinque minuti appena dà tutto quello che ha da dare. Troppo spesso ci s’imbatte in dischi che seppur riusciti, rovinano tutto con la durata, diventando ripetitivi e togliendo anche quella voglia di rischiacciare play subito dopo un ascolto. Cinque brani potrebbero sembrare pochi al giorno d’occhio, e se da un lato, la voglia di avere qualcosa in più si fa sentire, dall’altro non si può non ammettere che il disco funziona anche per questo. Nonostante il primo pezzo, gli altri brani si aggirano su una durata media di cinque minuti circa, regalando sempre momenti interessanti, passaggi melodici mai stucchevoli e riuscendo a dire qualcosa anche nella strumentale Meticulous Soul Devourment, che fa riprendere il fiato prima di gettarsi nella titletrack, brano in cui la velocità farà da padrona.

Disco che sembra costruito come un racconto di fantascienza, Starspawn è sicuramente uno dei dischi migliori dell’anno. Prendendo ispirazione dalla vecchia scuola, i Blood Incantation riescono ad imporsi sulla scena con un lavoro che mette in mostra una personalità che promette di rafforzarsi con il passare del tempo. I suoni caldi della produzione (il disco è stato registrato in presa diretta), la capacità di costruire brani che sembrano capitoli di un romanzo, le atmosfere/immagini evocate, rendono Starspawn un vero gioiello.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.5 su 6 voti [ VOTA]
Mulo
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 21.01.13
9
Questi spaccano,gran bel disco.Consigliato a tutti gli amanti del death metal.
lux chaos
Venerdì 6 Gennaio 2017, 9.49.47
8
Curioso. Lo ascolterò appena posso
enry
Sabato 31 Dicembre 2016, 15.01.25
7
Ascoltato e ordinato. Una bella sorpresa.
freedom
Venerdì 30 Dicembre 2016, 23.30.50
6
Veramente molto valido, scorre che è un piacere. Bellissime le parti acustiche e produzione perfetta per il genere, almeno secondo me.
lisablack
Giovedì 29 Dicembre 2016, 6.56.56
5
L'ho ascoltato in rete, non conoscevo questa band, devo prenderlo. Mi è piaciuto tanto, bravi davvero.
andrea
Giovedì 29 Dicembre 2016, 0.09.28
4
comprato. ottimo.
Er Trucido
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 21.30.12
3
Ottimo disco, uno dei migliori dell'anno.
Pacino
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 19.00.49
2
è piaciuto pure a me, ottima sorpresa, gli do 84!
Doom
Mercoledì 28 Dicembre 2016, 18.43.28
1
Ascoltato ancora troppo poco..ma mi sembra un gran bel disco. Ottima Dark descent come sempre.
INFORMAZIONI
2016
Dark Descent Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Vitrification of Blood (Part 1)
2. Chaoplasm
3. Hidden Species (Vitrification of Blood Part 2)
4. Meticulous Soul Devourment
5. Starspawn
Line Up
Paul Riedl (Voce, Chitarra)
Morris Kolontyrsky (Chitarra)
Jeff Barrett (Basso)
Isaac Faulk (Batteria)
 
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