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Edge of Sanity - The Spectral Sorrows
31/12/2016
( 2352 letture )
Riportando indietro il tempo a poco più di vent'anni fa, ci ritroviamo in Svezia. mentre il 1993 sta quasi volgendo al termine. Dan Swanö e Andreas Axelsson, a distanza di un solo anno da Unortodox, danno alle stampe The Spectral Sorrows. Disco che si può quasi considerare come un punto di passaggio da quanto elaborato dal gruppo fin dai loro esordi a ciò che saranno i successivi capolavori più visionari della band. The Spectral Sorrows infatti è come un anello di quella catena che ha portato a dischi come Purgatory Afterglow o meglio ancora come Crimson, ancora molto legato al lato più rude e aggressivo degli Edge Of Sanity, che si nutre di quel death metal che satura l'aria scandinava durante quegli anni, ma che ha già in sé qualche germe della varietà e visionarietà che farà distinguere il gruppo da lì a poco. Proprio nel disco in questione infatti non mancano spunti meno diretti o altri più suggestivi, ma vengono intessuti nella trama musicale con perizia. Partiamo con ordine.

L’omonima opener The Spectral Sorrows è un'introduzione ai successivi cinquanta minuti di musica e ci immerge nel paesaggio sonoro delineato dagli Edge Of Sanity, i quali ci calano fin dal principio in un'ambientazione dalle tinte fosche, distorte e quasi soffocanti. Con la seconda traccia dell'album, invece, si manifesta appieno il sound del gruppo svedese: è infatti l'aggressività del death metal ad esplodere sulla scena con la sua irruenza più feroce, impeto che viene però mitigato da alcuni inserti più melodici, in cui le chitarre si ritagliano un intervallo più melodico appunto, che quasi lambisce qualche lido del gothic metal insieme alle dosate tastiere.
Livin' In Hell ci riporta con tutta la sua furia ad un contesto death: il riffing serrato e energico insieme al drumming incalzante di Benny Larsson creano un terreno sicuro per il growling profondo ed espressivo di Swanö, che si accorda perfettamente con le lyrics cariche di cupezza e alle volte anche di desolazione, ma anche sapendo essere più positive oltre che poetiche (Across The Fields Of Forever su tutte):

The world cracks and we fall into decay
The waves of Styx sweeps the dying as I caress their souls
My knowledge tickles as I cry, the sorrow spectrum grows
I weigh my anchor and sail through the rainbow
There's no future to alter
I enter the other side

And now we're dead
Inherit the secrets neverknown
Explore the universe
Behold the ancients' curse
The dead shall walk the earth


Lost e The Masque invece lasciano spazio ad un riffing più granitico che sembra quasi avvicinare il gruppo ancora una volta verso una deriva più oscura e meno aggressiva del gothic doom, ma che ci sorprende anche con inserti acustici improvvisi, che variano le canzoni ma senza snaturarle.
Mentre la cover dei Manowar Blood Of My Enemies è ben realizzata, ma si allontana completamente dall'atmosfera generale dell'album, creando così una parentesi meno cupa e aggressiva quasi epica, che però sembra spezza troppo l'ambientazione creata con le precedenti e le successive canzoni, con Jesus Cries si ritorna ad un sound feroce e quasi malsano, che culmina con le finali urla quasi strazianti e il suono dell'inchiodatura di Gesù sulla croce.
Dan Swanö comunque non si limita solo al growling ed, oltre ad un narrato intenso, sfoggia anche in alcuni episodi come Sacrificed la sua voce in pulito, che non meno delle harsh vocals sa essere espressiva, questa canzone però ancora una volta ci svela il lato più imprevedibile degli Edge Of Sanity che sfocia in un gothic rock che ricorda i The Cure e i Depeche Mode.
Non così inaspettata, invece, è la chiusura dell'album: Serenade of the Dead conclude infatti il viaggio intrapreso con la prima canzone e musicalmente, con la sua calma e a tratti malinconia, sembra voler rappresentare come già suggerito nel titolo una delle paure e dei dolori più che ci perseguita lungo l'intera vita, ovvero la morte, come un momento quasi pacifico:

Born into this world like any other child,
the years went by and you were young and wild
But deep inside your body there was a secret
that soon would be unveiled
You don't know what's waiting for you,
it's something you won't believe is true
A disease so hard to cure and you will suffer
like never before
Afraid of life because death is near
Destined to die, Time is your seer


Dunque, con The Spectral Sorrows gli Edge Of Sanity si distaccano dal lato più canonico del genere, non soltanto con frammenti più melodici, ma anche con spunti che più si avvicinano alle atmosfere cupe e più introspettive del doom o del gothic, che li fanno dunque allontanare dal death tout court, ma anche dal filone del death melodico alla Dark Tranquillity. The Spectral Sorrows infatti inizia ad esplorare quegli elementi che vedranno il loro culmine in dischi come Crimson ed è perciò un disco che non può mancare per seguire il filo logico dell'evoluzione del gruppo capitanato da Dan Swanö, oltreché essere un album articolato e ben realizzato, ricco di sfumature e suggestioni diverse.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
90.72 su 11 voti [ VOTA]
Suarez
Giovedì 1 Febbraio 2018, 10.25.29
9
Storia del death e come tale va trattata, meno di 90 impossibile valutarlo
gianmarco
Sabato 7 Gennaio 2017, 23.22.52
8
unorthodox .
gianmarco
Sabato 7 Gennaio 2017, 23.19.01
7
anche unhortodox è straordinario .
gianmarco
Sabato 7 Gennaio 2017, 23.17.22
6
mitico Dan Swano .
Er Trucido
Mercoledì 4 Gennaio 2017, 12.15.25
5
Disco che mi è sempre piaciuto molto sia nei momenti più death che in quelli più melodici, la cover dei Manowar è una chicca e rende benissimo, Sacrificed ricordo che mi lasciò spiazzatissimo al primo ascolto tanto da credere che fosse un'altra cover. Gruppo unico come unico è Swano.
lux chaos
Sabato 31 Dicembre 2016, 15.30.33
4
Bello, molto, anche se pure per me il bello doveva ancora arrivare, e a mio gusto arriverà col successivo strabiliante Purgatory, che amo anche più di crimson! Cmq gloria eterna a Swano!!!
Undercover
Sabato 31 Dicembre 2016, 15.26.58
3
Personalmente lo reputo il capolavoro degli Edge Of Sanity ancor più di "Crimson" che tratto come fosse un'opera a sé, un mondo a parte unico al tempo. In quest'album c'è racchiusa l'anima completa di Swano, tutte le sue influenze e poi con pezzi come "Lost", "Jesus Cries" e "Across The Fields Of Forever" e una cover dei Manowar, che preferisco anche al pezzo originale, non c'è discussione. Per me questo è da 95.
enry
Sabato 31 Dicembre 2016, 14.49.04
2
Gran disco, e il meglio doveva ancora arrivare...85
Pacino
Sabato 31 Dicembre 2016, 11.34.56
1
altro bel disco per gli Edge of Sanity!
INFORMAZIONI
1993
Black Mark Records
Melodic Death
Tracklist
1. The Spectral Sorrows
2. Darkday
3. Livin' Hell
4. Lost
5. The Masque
6. Blood of My Enemies (Manowar cover)
7. Jesus Cries
8. Across the Fields of Forever
9. On the Other Side
10. Sacrificed
11. Waiting to Die
12. Feedin' the Charlatan
13. A Serenade for the Dead
Line Up
Dan Swanö (Voce, Chitarra, Piano)
Sami Nerberg (Chitarra)
Andreas Axelsson (Chitarra, Basso)
Benny Larsson (Batteria)
 
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