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Noise Pollution - Unreal
07/01/2017
( 237 letture )
Rispetto al passato adolescenziale questo album è una presa di coscienza diversa, perché abbiamo trattato un tema che è quello della bipolarità o doppia personalità, insomma le maschere che ogni persona indossa e decide di indossare durante la propria giornata.
(Amedeo Mongiorgi, tratto da un'intervista a codecTV).


La storia dei Noise Pollution è una graduale scalata verso la maturità. Un’ascesa intrapresa undici anni fa con la formazione di una cover band, proseguita nel 2009 con l’EP glam metal Don’t Stop Me Baby e arrivata al primo check point nel 2011 con l’omonimo disco, il quale convergeva verso un hard rock di stampo scandinavo. Sono le parole dello stesso frontman Amedeo Mongiorgi riguardo ad Unreal a determinare una cesura netta col passato. Una svolta non tanto dal punto di vista strettamente musicale (il glam e l’hard rock di stampo scandinavo sono ancora presenti e rappresentano i punti più alti del disco), bensì dal punto di vista umano: è il disco che trasforma il ragazzo in adulto, il musicista in artista. Ebbene le dieci tracce del nuovo album sono il frutto di un lavoro in studio lungo e meticoloso, a stretto contatto con l’etichetta Scarlet.

Il concept album possiede diverse sfaccettature e non poteva essere altrimenti visto l’argomento trattato. L’heavy rock è la colonna portante del disco, ma al suo interno si trovano brani come l’opentrack Breaking Down, pezzo a metà fra industrial e hard rock in cui spiccano i refrain distorti delle chitarre ed elementi elettronici alla Rob Zombie, fino ad arrivare a Shame e We Can’t Forget, più vicine allo sludge dei Black Label Society. Il primo singolo estratto da Unreal, MAD e la straripante Two Faced ricordano maggiormente i primi lavori dei Noise Pollution, infatti si muovono fra glam metal e hard rock di stampo scandinavo. I due brani sono frizzanti: le chitarre agiscono dure e compatte sotto i colpi impressionanti piazzati dalla sezione ritmica, il singer fa valere il suo timbro possente e infine le linee melodiche dei ritornelli sono trascinanti. God of Sadness è la perfetta trasposizione del tema della doppia personalità in musica: alle bordate assassine del basso sulle strofe alternative metal, rispondono i cori melodiosi ed i riff accattivanti di stampo heavy/glam. La titletrack e la conclusiva Full of Dreams sono i pezzi più particolari dell’LP. Unreal è effettivamente la chiave di volta per concepire l’intero prodotto, poiché riesce a fondere tutti gli strumenti in un unico grande suono, il quale emerge splendidamente sul sottofondo distensivo prodotto dai campionamenti; mentre la canzone che va a chiudere il disco è una ballata pop/rock contemporanea di difficile comprensione, troppo ambiziosa, persino in questo contesto.

Quando una band riesce a definire ciò che scrive attraverso la musica merita solo elogi. Tale concept possiede tante varianti, diverse maschere appunto, proprio quelle che il frontman Mongiorgi ha deciso volontariamente di indossare nel corso del full length per mettere in risalto una realtà che coinvolge ognuno di noi nella quotidianità: dall’atteggiamento mantenuto con i propri familiari, a quello espresso con i colleghi di lavoro, all’altra faccia ancora mostrata di fronte all’amico, al/alla compagno/a di vita e così via. Potremmo andare avanti all’infinito, per dimostrare quello che i Noise Pollution sono riusciti a racchiudere in meno di 40 minuti di rock.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Scarlet Records
Heavy Rock
Tracklist
1. Breaking Down
2. MAD
3. Gone Forever
4. Shame
5. Unreal
6. God of Sadness
7. Hole Inside Me
8. Two Faced
9. We Can’t Forget
10. Full of Dreams
Line Up
Amedeo Mongiorgi (Voce)

Tony Cristiano (Chitarra)

John Virzì (Chitarra, Voce)

Lorenzo Magni (Basso, Voce)

Chris Albante (Batteria)
 
 
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