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Camel - Mirage
07/01/2017
( 991 letture )
Nella storia ci sono stati moltissimi dischi che hanno suscitato discussioni: pochi come Mirage. La scelta di inserire un così chiaro rimando alla nota marca di tabacchi ha creato non pochi problemi alla diffusione di questo album: negli States uscì solamente dopo diverse battaglie legali e comunque con un artwork modificato. In Europa, invece, il discorso fu molto diverso. Non solo non provocò l’ostracismo dalle amministrazioni, ma la Camel produsse addirittura dei pacchetti in edizione limitata che riportavano la tracklist dell’album. Leggenda narra che la casa discografica Decca Records, all’epoca molto forte sul mercato britannico, strinse addirittura degli accordi con la multinazionale dei tabacchi proprio per utilizzare il gruppo come sponsor per le sigarette. La presenza di un accordo sarà pure leggenda, ma senza ombra di dubbio questa associazione ha giovato non poco alla visibilità del gruppo.

I Camel sono una realtà di cui vale la pena parlare se non altro per la loro assoluta unicità nel panorama progressive e in particolare nella loro scena di appartenenza. Iniziamo con il dire che nel 1974 praticamente tutti i gruppi della scena di Canterbury avevano già prodotto grossa parte della loro discografia, o si erano già sciolti. Al contrario, i Camel proprio in quell’anno produssero il disco che consolidò il loro sound. Inoltre, in quel di Canterbury la stragrande maggioranza delle band, pur con le dovute differenze, proponevano un progressive fortemente influenzato dalla deriva jazz rock proveniente da oltreoceano. I Camel , invece, si distanziano dalle componenti jazzistiche, producendo un sound molto più assimilabile alla branca di maggior successo del progressive britannico, ossia il symphonic prog. Caso più unico che raro che li porta di fatto fuori dal movimento della città dell’Inghilterra meridionale. Sempre in tema di distanziamento dai concittadini, un dettaglio di facile lettura, anche solamente guardando i titoli dei brani, è la matrice fantasy dei testi spesso ispirati a racconti tolkeniani. Altra caratteristica assai curiosa ed interessante di questa band è quella di rappresentare un po’ la cenerentola del progressive: praticamente tutti i membri erano provenienti da quella grande fucina di talenti che è stato il movimento rock/blues britannico della seconda metà degli anni’60, ma che per le più disparate ragioni non erano riusciti a fare breccia nel mainstream ed erano così finiti nel dimenticatoio. Proprio questi musicisti dimenticati sono riusciti, anni dopo, a creare quella realtà chiamata Camel che la storia ha consacrato come band più famosa uscita dalla città di Canterbury.
Mirage fa parte dei dischi ricordati principalmente per l’artwork, non certo per carenze musicali, ma per la storicità e gli aneddoti legati ad una immagine che destò scandalo e stupore. Di per sé non è certo un capolavoro di grafica, ma ci sono veramente pochi esempi nella storia che possono eguagliare l’unicità di questo lavoro.

Il viaggio all’interno di Mirage inizia con il ritmo incalzante di Freefall, il brano più hard del disco. Nonostante la durata abbastanza limitata, complice senz’altro il ritmo sostenuto, risulta irrorato da una moltitudine di variazioni che danno come unica certezza l’imponderabilità di ciò che sta per avvenire. E’ un pezzo di grande spessore compositivo caratterizzato da una forte vena rock e da sfumature di pregevole lirismo che bilanciano il prodotto finale fornendo dei momenti assai godibili, anche per le orecchie meno educate. Il suadente flauto di Latimer ci introduce Supertwister, brano strumentale che presenta, al contrario di quel che potrebbe suggerire la breve durata, un vero e proprio caleidoscopio di sfaccettature ed emozioni. Data l’importanza delle altre tracce, è da considerare un brano di riempimento, ma, se valutiamo il valore specifico, probabilmente risulterebbe il brano di punta in tantissimi dischi. Si prosegue con la prima suite, anche se sarebbe più corretto definirla mini suite, data la durata di poco superiore ai 9 minuti, Nimrodel - The Procession - The White Rider. Come è facile immaginare, il brano si struttura in 3 parti indipendenti, le prime due hanno funzione di intro e hanno infatti durate brevissime, mentre il brano vero e proprio è the White Rider. Come ogni suite che si rispetti è impossibile descriverne in modo esaustivo il contenuto in poche righe ma speriamo di rendere l’idea dicendo che si tratta di un brano quasi totalmente strumentale dove quei pochi versi cantati hanno l’impatto di una grattata di tartufo bianco su un piatto di tagliatelle ben fatte. Earthrise è l’altro brano interamente strumentale del disco. Qui la tecnica individuale del quartetto di Canterbury si percepisce in modo cristallino. Sorretti da un ritmo serratissimo che ricorda molto i Deep Purple dell’era Gillan, Latimer e Bardens si intrecciano in un turbine di soli di pregevolissima fattura. Un arpeggio di synth ci introduce verso quello che dai più è considerato il miglior brano scritto dalla band britannica, Lady Fantasy/Encounter/Smiles for You Lady Fantasy. La suite è strutturata utilizzando un’alternanza speculare tra parti strumentali molto tirate e parti melodiose ed estremamente normalmente associate alla voce di Latimer. Come ogni grande capolavoro nessun suono prodotto è superfluo, ogni nota è assolutamente necessaria al mix e la sua omissione impoverirebbe il brano. E’ possibile definire Lady Fantasy/Encounter/Smiles for You Lady Fantasy un piacevole viaggio attraverso il mondo fantastico dei Camel.

Mirage è sotto tutti i punti di vista il disco più riuscito della band di Canterbury. Ha brillantezza e maturità compositiva, forte carica emotiva, grande impatto sonoro, produzione magistrale e un ottimo mix di "stranezza" e lirismo che lo rende estremamente piacevole all’ascolto. Possiamo dire che si tratta di uno di qui dischi dove ogni ingranaggio si incastra alla perfezione valorizzando al massimo le potenzialità della band. Al fronte dei tanti pregi ha però dei difetti che non possono essere tralasciati. Primo su tutti la voce di Latimer che, anche se molto piacevole e suadente nelle parti morbide, è inutilizzabile in tutte le parti più spinte. Non a caso sono sempre strumentali e questa carenza si fa sentire in diversi punti. In seconda battuta, bisogna riconoscere la scarsa propensione alla sperimentazione che li vede giocare molto sul sicuro, utilizzando strade già ampiamente battute da predecessori e contemporanei. Quindi, in sintesi, possiamo etichettare Mirage come un disco bello, godibile ed emozionante ma non un vero capolavoro a causa della carenza di sperimentazione che, specialmente in quell’epoca, era presente in modo massiccio nei dischi della concorrenza.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
93.12 su 8 voti [ VOTA]
Giaxomo
Sabato 14 Gennaio 2017, 1.04.55
21
È un grandissimo album prog rock, di settantiana memoria fino al midollo, non lo conoscevo e ringrazio nuovamenfe questa rubrica che sforna gemme dimenticate o sconosciute, come nel mio caso, settimanalmente. Sound delizioso, etereo, maledettamente vintage, si respira un'aria arabeggiante(!) e da amante della cultura araba non può che far piacere e la qualità è comunque elevata per tutto il disco...dio santo, il chitarrista! Lunga vita a lui, altro album messo nel carrello ed approfondirò sicuramente i lavori elencati sotto dagli altri utenti! Aggiungo un punticino in più, 90. ME-RA-VI-GLIO-SO!
ayreon
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 17.36.42
20
ve lo ripeto : nude,dust and dream,harbour of tears,rajaz,a nod and a wink,non ve ne pentirete
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 15.36.41
19
Well, effettivamente mi ricordo i commenti e le discussioni che suscitava la copertina di questo disco (noi, a Parigi, nei '70 fumavamo soprattutto Gitanes...), pur avendolo acquistato dopo un paio di anni dalla sua uscita. Voglio sottolineare la eccellente parte iniziale della recensione, soprattutto la distinzione tra i gruppi di Canterbury e il sound dei Camel. Non sono propriamente d'accordo nel definire il loro capolavoro questo Mirage, un grandissimo album, sia chiaro, come tutta la discografia dei Camel. Personalmente metto i concept album The Snow Goose, Stationary Traveller, Dust and Dreams e Harbour of Tears tra le loro vette. Qui comunque siamo a grandissimi livelli e mi associo a chi definisce Andrew Latimer tra i più grandi chitarristi (e compositori) del progressive Britannico. Complimenti a Metallized per averli recensiti. Au revoir.
precision88
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 14.29.09
18
Vedremo che si può fare, ma senza dubbio sono due dischi che meritano di essere recensiti!
dantes
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 14.08.18
17
...spero a presto le recensioni del terzo ( Snow Goose) e del quarto (Moonmadness). Complimenti comunque per l'attenzione nei riguardi di questa band.
dantes
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 14.05.32
16
...Disco meraviglioso! I primi quattro album di questa grande band non possono mancare da una discografia...viaggi senza tempo. Tecnica, melodia, atmosfera...un progressive mai prolisso o fine a se stesso, con un'attenzione ai suoni ed agli arrangiamenti da veri fuoriclasse.
Argo
Lunedì 9 Gennaio 2017, 17.19.23
15
CD ordinato in questo momento.
ayreon
Lunedì 9 Gennaio 2017, 16.46.24
14
sagge parole,il suo tocco irish style nei pezzi di "harbour of tears" è magistrale, l'assolo di "never let go " entra di merito tra i suoi migliori,cosi' come un pezzo strumentale di "dust and dreams" che rasenta il prog metal ,tra i miei preferiti c'è anche quello di un brano di "nude" che ora mi sfugge,per non parlare di "snow goose" che ho avuto l'onore di sentire per intero 3 anni fa a torino. tra i gruppi prog nati negli anni 70 secondo me sono quelli che non si sono ami venduti ,al pari dei king crimson,e scusate se è poco
Hard & heavy
Lunedì 9 Gennaio 2017, 16.08.54
13
i Camel in carriera non hanno mai sbagliato un disco tutti dei capolavori per me, Latimer vero genio. Peter Bardens grandissimo musicista poco riconosciuto dalla critica come Latimer.
ayreon
Lunedì 9 Gennaio 2017, 15.43.35
12
il mondo è bello perchè è vario e gente che la pensa anche diversamente da te,io quando sento latimer provo emozioni che gilmour non mi ha mai dato,anche perchè penso a quanto ha sofferto fisicamente negli ultimi anni e per fortuna ha saputo riprendersi
davide
Lunedì 9 Gennaio 2017, 12.43.47
11
meglio di Gilmour? ma non diciamo eresie perfavore meglio di Gilmour non esiste nessuno
Voivod
Lunedì 9 Gennaio 2017, 10.27.15
10
Latimer è un chitarrista eccezionale (come gusto lo trovo superiore anche a Gilmour) e "Mirage" è una delle prove più riuscite dei Camel, appena dietro ai capolavori "The Snow Goose" e a "Rain Dances"
Macca
Lunedì 9 Gennaio 2017, 9.20.06
9
Comprato usato ad un mercatino circa un mesetto fa insieme a "Land Of Grey And Pink" dei Caravan. Devo ancora ascoltarli, sebbene ne abbia sempre sentito parlare come di due grandi dischi di progressive anni '70: direi che a questo punto è giunta l'ora!
Metal Shock
Lunedì 9 Gennaio 2017, 8.14.34
8
Conoscevo la band di nome, ma solo ieri, complice la recensione, ho ascoltato il disco: visto il genere, che non e` dei miei preferiti, anzi, il lavoro e` veramente valido, strumentalmente molto buono. Pero` anche per me la voce, comunque buona, e` il problema: praticamente assente nelle parti piu` aggressive, dove rimane la sola parte strumentale. Ma sicuramente un buon disco, ma devo pesarci su se vorro` compralo.
Zess
Lunedì 9 Gennaio 2017, 4.36.07
7
Capolavoro.
Ian Hus
Domenica 8 Gennaio 2017, 11.07.38
6
Viva l'"aldilà" (beyond) quando si vuole dire "al di là" (outside)! (Classica manifestazione, la mia di cui mi scuso, di molesta intransigenza metallara)
ayreon
Sabato 7 Gennaio 2017, 20.56.37
5
e che lo dico a fare ,qui siamo al cospetto della prog band più sottovalutata ,meno male che sono venuti 2 volte in italia e han fatto il pienone,segno che a qualcuno piacciono.mai toppato in vita loro ,anzi i dischi da fine anni 90 ad ora sono ancora capolavori ("dust and dreams,harbour of tears,rajaz,a nod and a wink),mai capito perchè un mago della chitarra come latimer non venga mai citato tra i migliori,meno male che ad omaggiarlo ci pensano pendragon,opeth e ayreon.di loro consiglio tutto,in particolare "nude" oltre a "snow goose",ed il live "coming of age" che avevo in vhs,grazie per averli recensiti
Rob Fleming
Sabato 7 Gennaio 2017, 16.40.15
4
Un vero capolavoro: Supertwister, Nimrodel e Lady Fantasy sono quanto di meglio sia mai esistito nel prog e nella musica tutta. E se è vero che i pesi massimi del gusto e del feeling, Gilmour, Schon e G. Moore, meritano i giusti onori, dimenticare sistematicamente Andrew Latimer è un delitto. 85
InvictuSteele
Sabato 7 Gennaio 2017, 16.33.43
3
Uno dei dischi simbolo di tutto il prog rock, un vero capolavoro che ha fatto la storia. Io preferisco però il seguente Moonmadness.
marmar
Sabato 7 Gennaio 2017, 14.47.49
2
Un gran disco, apprezzato da adulto. Quand'ero ragazzino mi ricordo che era oggetto di culto per via della sua copertina e la relativa associazione con la ben nota marca di sigarette, ma era catalogato come "musica colta", come in effetti è, e quindi trascurato dai giovani rockettari. Sicuramente il massimo lavoro dei Camel, "Nimrodel" canzone simbolo, ma ogni solco sembra fatato e circondato da un'aura magica.
Jo-lunch
Sabato 7 Gennaio 2017, 13.22.01
1
Capolavoro! I Camel non avevano bisogno di alcuna sperimentazione, artisti di livello assoluto. Oggi, come ieri, la loro musica è di un'attualità sbalorditiva, nonostante gli anni trascorsi. Mirage è un album che ascolto almeno una volta al mese, e mi da' sempre emozioni perché la classe di alcuni artisti è eterna, aldilà delle mode, aldilà del tempo, aldilà di tutto.
INFORMAZIONI
1974
Deram Records/Decca Records
Prog Rock
Tracklist
1. Freefall
2. Supertwister
3. Nimrodel/The Procession/The White Rider
4. Earthrise
5. Lady Fantasy: Encounter/Smiles for You/Lady Fantasy
Line Up
Andrew Latimer (Voce, Chitarra, Flauto)
Peter Bardens (Voce, Tastiere)
Doug Ferguson (Basso)
Andy Ward (Batteria)
 
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