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The Rolling Stones - Blue & Lonesome
08/01/2017
( 1344 letture )
Come si suol dire, a volte ritornano: non ci riferiamo soltanto alla pubblicazione di un nuovo album, dopo undici anni, da parte di una delle band più importanti, influenti e giustamente celebrate della storia della musica; l'espressione è infatti accostabile anche alla scelta stilistica operata dalla suddetta band, che risponde al nome di The Rolling Stones. Per il loro ventitreesimo album inglese e venticinquesimo statunitense, infatti, Mick Jagger ed i suoi compagni di malefatte dal lontano 1962 hanno scelto di tornare alle origini del proprio sound e della propria carriera, di tornare sul luogo del delitto ove tutto ebbe inizio: Blue & Lonesome costituisce un omaggio alle radici stesse del rock 'n' roll e vede il gruppo londinese cimentarsi, come appunto nei primissimi lavori targati sixties, con cover di artisti che hanno fatto la storia del blues del Delta del Mississippi. Non ci sono purtroppo brani inediti in questo album, ma non per questo dovete trascurare una release di questo tipo: le Pietre Rotolanti hanno infatti svolto un lavoro assolutamente pregevole (registrato in tre giorni!), riuscendo nell'impresa di catapultare nuovamente gli ascoltatori ad inizio anni 60, quando i primi vagiti di una carriera difficilmente imitabile tributavano già un rispettoso omaggio ad artisti come Buddy Holly, Robert Johnson e Willie Dixon.

Il successore di A Bigger Bang, targato 2005, si apre con Just Your Fool, originariamente scritta da Buddy Johnson, artista jazz/blues attivo in particolare negli anni 40 e rielaborata dal virtuoso Little Walter: proprio alla versione di quest'ultimo si ispira la cover posta ad inizio album e che ad esso dà il titolo: l'armonica di Jagger ci catapulta nel passato come una macchina del tempo, mentre il sempreverde Keith Richards tesse in sottofondo le sue trame chitarristiche con nonchalance. Il brano, naturalmente, è più energico rispetto alla versione originale e, lungi dal costituirne una copia carbone, dimostra ancora una volta la bravura del gruppo nel personalizzare brani firmati da altri; gli arrangiamenti sono infatti semplici, ma ciò nonostante brillano di luce propria. Commit a Crime è un classico blues di Howlin' Wolf e, in questo caso, la versione degli Stones ricorda maggiormente l'originale, con la bella parte ritmica di chitarra eseguita egregiamente da Richards; da segnalare anche la convincente prova del frontman, che a 73 anni pare proprio non aver alcuna intenzione di appendere il microfono al chiodo. E pensare che, secondo la leggenda, agli albori della carriera fu consigliato ai musicisti del gruppo di liberarsi di lui...a dispetto del buon giudizio che abbiamo dato sui primi brani, va detto che la prima vera perla del disco è la title-track: portata al successo anch'essa da Little Walter, viene riproposta dal gruppo britannico in una versione micidiale, dove Richards, Wood e soprattutto Jagger toccano vette espressive inarrivabili. Davvero da brividi. La retrospettiva blues prosegue con All of Your Love, scritta da Magic Sam nel 1957, dunque “soltanto” cinque anni prima che la band di Jagger iniziasse ufficialmente il proprio viaggio. Anche in questo caso l'interazione fra musicisti e cantante è sublime e l'interpretazione di primissimo livello. Gli eterni ragazzi londinesi danno la sensazione di divertirsi ancora molto e, soprattutto, di saperci ancora fare alla grande anche con pezzi non propri. I Gotta Go, altro brano di Little Walter, vede riemergere prepotentemente l'armonica suonata da Jagger ed è un brano maggiormente energico rispetto a quelli che l'hanno immediatamente preceduto, più carichi di groove e lenti. Everybody Knows About my Good Thing, originariamente portata al successo da Little Johnny Taylor, risulterebbe probabilmente meno interessante di altri brani, ma va segnalata la presenza come ospite di un giovane musicista blues che sicuramente farà parlare di sé, tale Eric Clapton: il buon Slowhand si esibisce infatti in due brani su Blue & Lonesome, cimentandosi con lo slide nella suddetta Everybody Knows About my Good Thing ed alla chitarra solista nella conclusiva I Can't Quit you Baby. Ride 'em on Down ricorda non poco Just your Fool come andamento ed è l'ennesima (buonissima peraltro) versione di un classico del blues passato attraverso infinite rielaborazioni, la più celebre delle quali è quella di Eddie Taylor. Hate to see you go è ottimamente costruita attorno alla chitarra ed all'armonica, che si fondono abilmente per dar vita ad un brano frizzante e godibile, anch'esso portato al successo da Little Walter, artista imprescindibile il cui stile ha influenzato, fra gli altri, Jimi Hendrix. Ancor meglio risulta però Hoo Doo Blues, cover di un brano di un altro Signore del Mississippi (no, Don Rosa in questo caso c'entra poco), Lightnin' Slim: siamo alle prese con un classico blues acido, nelle cui note gli Stones sguazzano che è una bellezza. Più oscura ed intimista risulta la successiva scelta della band, Little Rain, nota nella versione di Jimmy Reed e lasciata quasi interamente alla voce di Mick Jagger, che viene appena sostenuto da linee di chitarra più semplici che mai. Per concludere degnamente il disco, infine, i londinesi omaggiano un altro gigante del blues, già citato da una band quasi loro contemporanea, tali Led Zeppelin: stiamo ovviamente parlando del grande Willie Dixon, del quale Jagger e soci ripropongono Just Like I Treat You (non memorabile a dire il vero) e, come già scritto, l'arcinota I Can't Quit You Baby. Più che con l'originale ad opera del buon Dixon, viene naturale il confronto con la celebre versione registrata proprio dai Led Zeppelin nel loro esordio del 1969; le differenze principali risiedono sostanzialmente nello stile personale dei due gruppi: più “rumoroso” quello dei Led Zeppelin, con la voce di Plant che toccava picchi inarrivabili, più tipicamente “bluesy” quella registrata in Blue & Lonesome dagli Stones. Le preferenze personali orienteranno verosimilmente il giudizio, dal momento che parliamo di due versioni egualmente magnifiche.

Che altro aggiungere? L'amarezza per l'assenza di brani originali viene ampiamente compensata dalla validità delle versioni proposte in questo album dai musicisti inglesi; in diversi casi si può quasi arrivare a dire di essere alle prese con brani nuovi, tanto profonda è la rielaborazione operata dai The Rolling Stones; il gruppo, come abbiamo ampiamente scritto, ha infatti re-arrangiato con estrema intelligenza i brani scelti, senza snaturarli della loro essenza squisitamente retrò, ma attualizzandoli e riproponendoli in una veste davvero brillante. Non inganni la semplicità di molte canzoni: è proprio nella semplicità che molto spesso risiede la grandezza e, in questo, Mick Jagger e soci hanno davvero pochi rivali.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
87.84 su 13 voti [ VOTA]
blackiesan74
Giovedì 11 Maggio 2017, 16.33.34
15
Ah, dimenticavo @RobFleming: credo che Jimmy Page in "One Hit (To The Body)" suoni l'assolo (ma potrei sbagliarmi)
blackiesan74
Giovedì 11 Maggio 2017, 16.32.35
14
Disco me-ra-vi-glio-so: è tutto perfetto, cos'altro dire? Lunga vita ai Rolling Stones
Rob Fleming
Lunedì 17 Aprile 2017, 9.48.01
13
Dopo mesi e mesi di ripetuti ascolit sono arrivato alla conclusione che questo sia uno degli album più belli degli Stones, ma soprattutto è il più bel disco di cover blues mai inciso sino ad ora; solo "From the cradle" di Clapton gli è superiore. L'armonica in evidenza; brani pressoché sconosciuti; Jagger che canta in modo impeccabile; assoli ficcanti e piano ad arricchire il tutto. Se sarà il loro ultimo album in studio hanno chiuso con il botto. Alzo il (mio) voto: 85
galilee
Lunedì 16 Gennaio 2017, 10.25.23
12
Matocc, non è la stessa cosa. Un conto è fare uscire un disco a Natale. Un conto è fare uscire un prodotto natalizio. Poi ognuno ha il suo modo di vedere le cose. Yeah.
Luigi
Venerdì 13 Gennaio 2017, 15.49.42
11
Ma l'uscita di un album di inediti è prevista?
Matocc
Giovedì 12 Gennaio 2017, 0.45.47
10
@ galilee : non per insistere ma in 50 anni ne hanno fatti uscire di dischi a dicembre.... anche a inizio carriera. Poi magari non ho capito cosa intendi tu
Galilee
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 23.54.14
9
Ma vedi Matocc, I Rolling Stones non si erano Mai abbassati a queste strategie. Un peccato farlo a fine carriera. Il disco rimane quelle che è. Ma l'operazione in se non l'ho gradita.
Barry
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 23.26.18
8
@Fabio: Ovviamente ero io al commento precedente
@Fabio
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 23.25.44
7
Grazie per i complimenti e per la graditissima precisazione, che inseriamo subito nella recensione in effetti, con tutte le molteplici rielaborazioni, a volte orientarsi nel magnifico panorama blues non è semplice
Matocc
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 23.21.16
6
@ galilee : se posso dire la mia, tutti i gruppi cercano l'operazione commerciale, pure se agli esordi... questi signori a 70 e passa anni hanno dato tanto al mondo del rock e l'anima -per come credo tu intendi la cosa- possono anche permettersi di lasciarla da parte, è un album di cover e le fanno con passione omaggiando i loro miti ovviamente con l'intento di vendere e mi piace pensare che sotto Natale qualche nipote abbia regalato l'LP al nonno che è cresciuto ascoltandoli negli anni 60... così sarebbe veramente bello.
Fabio Rasta
Lunedì 9 Gennaio 2017, 15.39.54
5
Bella ed inaspettata sorpresa, non ci avrei sperato nemmeno nei miei sogni migliori. X far uscire un disco di inediti quasi inutile come A Bigger Bang, hanno fatto quello che sanno fare meglio. Stupefacente come a 70anni JAGGER riesca ad essere ancora irriverente e strafottente come un adolescente. E anche con l'armonica ci sa fare. Complimenti al recensore x la preparazione in ambito Blues. Ma tanto x fare il noioso, ho letto in un intervista che la Just Your Fool (che pare essere il La che ha generato tutto l'LP, nato x caso) alla quale si sono ispirati sia la versione di LITTLE WALTER. Ma è un dettaglio. Comunque 12 perle una + bella dell'altra. X chi ama il Blues ce n'è x tutti i gusti. Chi invece il Blues lo detesta, o x qualche oscura ragione non sopporta le pentatoniche, passi ad altro e lasci godere noi appassionati.
galilee
Lunedì 9 Gennaio 2017, 13.19.40
4
Potete dire tutto quello che volete, ma una raccolta di cover blues da far uscire nel periodo pre natalizio è sicuramente una cosa che potevano evitare. Operazione solo ad esclusivamente commerciale. Poi che le cover siano piacevoli perché eseguite da maestri di prim'ordine è un altra storia. Ma l'anima qui non c'e proprio.
LORIN
Lunedì 9 Gennaio 2017, 9.29.14
3
Questo disco è semplicemente STUPENDO, MERAVIGLIOSO, BELLISSIMO.
warrior63
Domenica 8 Gennaio 2017, 21.48.54
2
doom and gloom è un gran pezzo per esempio di inediti
Rob Fleming
Domenica 8 Gennaio 2017, 13.13.07
1
Veramente un bellissimo album che, per quanto mi riguarda, ha quanto meno tre pregi non indifferenti. Pur essendo un album di cover, l'unico pezzo veramente noto è "I Can't Quit You Baby" più vicino alla versione originale rispetto a quella degli Zeppelin. Il secondo pregio è quello di aver fatto riscoprire l'armonica a bocca, strumento sin troppo dimenticato e Jagger è bravo. Il terzo è proprio il fatto che non vi sono inediti. Non abbiamo bisogno di inediti degli Stones. L'ultimo veramente degno di nota è stato "Harlem Shuffle". Ah già anche quella era una cover, allora diciamo "One Hit (To the Body)" (dove mi sono sempre chiesto in cosa sia consistito l'intervento di Jimmy Page). 80
INFORMAZIONI
2016
Polydor Records
Rock/blues
Tracklist
1. Just Your Fool
2. Commit a Crime
3. Blue & Lonesome
4. All of Your Love
5. I Gotta Go
6. Everybody Knows About My Good Thing
7. Ride ‘Em on Down
8. Hate to See You Go
9. Hoodoo Man Blues
10. Little Rain
11. Just Like I Treat You
12. I Can’t Quit You Baby
Line Up
Mick Jagger (Voce, Armonica)
Keith Richards (Chitarra)
Ronnie Wood (Chitarra)
Charlie Watts (Batteria)

Musicisti Ospiti
Eric Clapton (Chitarra nelle tracce 6 e 12)
Matt Clifford (Tastiere)
Chuck Leavell (Tastiere)
Darryl Jones (Basso)
Jim Keltner (Percussioni nella traccia 9)
 
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