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Sixty Miles Ahead - Insanity
09/01/2017
( 373 letture )
Li avevamo lasciati ad inizio 2013 alle prese con la promozione del loro primo album in studio, Millions of Burning Flames, da noi recensito e soprattutto apprezzato. Li avevamo però scoperti la prima volta nel 2011, grazie al valido EP Blank Slate. Loro sono i Sixty Miles Ahead, band proveniente dal milanese e salita agli onori delle cronache anche per l’attività live che li ha visti suonare -tra gli altri- insieme a nomi del calibro di Richie Kotzen e Tygers of Pan Tang. Le novità in seno al gruppo sono l’abbandono del bassista Davide Bosio, sostituito dall’amico di vecchia data Francesco Li Donni, e il cambio di etichetta, dalla tedesca Antstreet Records all’americana Eclipse Records. Per il resto, perlomeno dal punto di vista della proposta musicale, niente pare essere cambiato. L’hard rock a tinte alternative che caratterizzava il precedente lavoro è rimasto lo stesso, le qualità tecniche dei singoli pure. Scendiamo allora più nel dettaglio, per scoprire pregi e difetti di questo Insanity.

A primo acchito l’album si presenta dotato di una forte grinta e aggressivo quanto basta per destare la nostra attenzione, soprattutto grazie al buon comparto ritmico e alla voce ben impostata di Sandro Casali il quale, pur non eccellendo per varietà, dimostra di sapere il fatto suo destreggiandosi con la giusta personalità lungo tutto il corso del disco. La chitarra di Fulvio Carlini non è l’elemento su cui i Sixty Miles Ahead sembrano puntare maggiormente le loro carte, ma forse il “problema” può anche essere dato dalla mancanza di una seconda ascia che possa rendere il lavoro di Carlini meno improbo. Non possiamo però non sottolineare la buona prova di quest’ultimo quando chiamato in causa, anche tramite assoli degni di nota. Nelle dodici tracce qui presenti non vi sono picchi degni di nota, ma nemmeno cadute di stile troppo evidenti; l’album scorre infatti in modo piuttosto omogeneo dall’inizio alla fine, e l’elevata orecchiabilità delle varie tracce ci aiuta a rendere più immediato l’ascolto. Per apprezzare l’operato della band meneghina bastano comunque pochi pezzi: Lost in My Mind, con quel suo mood da rock “stradaiolo”, accostato ad un ritornello molto ben riuscito, è perfetta per calarsi nella giusta atmosfera, così come la semi-ballad Insanity e la più vivace Dirt and Lust, o ancora All My Fears, No One Else e Absence of Light, tutti pezzi in grado di catturare all’istante la nostra attenzione e di rappresentare al meglio lo stile del gruppo. Come detto, non si segnalano grosse falle all’interno dell’album, anche se alcuni brani -come ad esempio Every Time I Try, Sign for Tomorrow o Let Go- non convincono proprio sotto tutti i punti di vista. A livello generale, resta comunque il fatto che i Sixty Miles Ahead dimostrano di avere le idee chiare e di “non perdersi in chiacchiere”, ma andare dritti al sodo.

Insanity è un disco godibile, accessibile a diversi tipi di utenza, ma consigliabile più agli amanti di un certo tipo di rock “moderno”, radiofonico e commerciale -termine da prendere con le pinze, ma che ci fa intendere più chiaramente ciò di cui parliamo- che ad appassionati di hard rock/heavy metal di matrice “classica”. Si tratta però di un disco in grado di lasciare traccia di sé, non alla stregua di un semplice comprimario all’interno di una scena musicale sempre più vasta. I Sixty Miles Ahead ci sanno fare, questo è innegabile. Se si manterrà il solido e crescente supporto da parte di label e fanbase, allora il futuro potrebbe rivelarsi ancor più roseo e potremmo sentire parlare di loro ancora a lungo.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Eclipse Records
Hard Rock
Tracklist
1. Lost in My Mind
2. Every Time I Try
3. Sign for Tomorrow
4. Insanity
5. Dirt and Lust
6. Let Go
7. Dead Space
8. Neverending Fight
9. All My Fears
10. No One Else
11. Absence of Light
12. Used to Believe
Line Up
Sandro Casali (Voce)
Fulvio Carlini (Chitarra)
Francesco Li Donni (Basso)
Luca Caserini (Batteria)
 
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