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Rotten UK - That is not Dead
11/01/2017
( 222 letture )
Spesso si parla di punk rimembrando le vecchie e gloriose band inglesi del passato come GBH, Discharge, Exploited, le quali tra la fine degli anni 70 e l'inizio della decade seguente misero a ferro e fuoco le menti dei ben pensanti e di una società logora e marcia; sono passati quarant'anni dai fasti di un genere che era distruttivo ed assoluto ma quella rabbia in qualche modo non si è mai affievolita ed oggi la ritroviamo nel disco di debutto degli americani Rotten UK, il nome indica l'origine del loro sound senza mezze misure (con un tocco di new wave/dark nella voce di Sinn Vicious) che non lasciano spazio ad altre interpretazioni.

L'album si apre con Phantasmagoric, un intro che ripropone il main theme del film Phantasm del 1979 di Don Coscarelli sfociando in Revolution Moon, che sin dalle primissime note ci riporta alla fine degli anni settanta in quel di Londra con quel sound inconfondibile ma suonato da gente proveniente dalla east coast americana: i suoni sono grezzi, ma la voce, nella rabbia intrinseca nel genere, riesce a dare una sorta di melodia al cantato mentre nella seguente Waiting For The Bomb ci sono reminiscenze di Bauhaus e primissimi The Cure unite ad un andamento alla The Clash, un buon brano con quel sapore di ''antico'' che però ben si adegua anche ai tempi moderni. I Rotten UK appaiono genuini con una buona attitudine e si notano i profondi legami con quel periodo storico senza copiare spudoratamente ma piuttosto tributando in modo genuino un tempo passato. Brani come Dark Times o Animal Sacrifice hanno nel proprio DNA tutto il furore del punk più viscerale e marcio, chitarre ruvide e il drumming di Joel Division che risulta essenziale, il livello tecnico della band è sporco e grezzo come anche la produzione che ben si addice alla proposta dei Rotten UK. That Is Not Dead è un disco di punk rock senza contaminazioni, il giusto tocco di melodia che riporta alla mente sonorità più vicine al dark ma che nell'insieme offrono un piacevole ascolto, i brani non si spostano di un centimetro dai binari del punk e la band suona il genere molto bene; la conclusiva Back To War è un inno punk senza compromessi, GBH, Discharge, Sex Pistols, Crass sono tutti qui in questo brano che di fatto riassume ciò che i ventotto minuti dell'album riesce a proporre.

I Rotten UK tributano con rispetto un genere unico che non si è mai limitato solo alla musica ma anche ad un'attitudine estrema e contro, riescono a regalare un album ricco di riferimenti e citazioni ma con il giusto approccio anche perché per suonare del puro punk ci vuole attitudine e credere fermamente in ciò che si suona perché certamente non puoi inseguire facili guadagni o una sorta di successo, ai Rotten UK non frega niente di tutto questo se non suonare del fottuto punk rock senza mezzi termini sputando ancora una volta in faccia alla società tutto il livore, la rabbia e il disagio la quale forse oggi è ben peggio di quella di allora.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
Kappa
Giovedì 12 Gennaio 2017, 14.03.03
5
LAMBRUSCORE, figurati, parli con uno che ha come manifesto un disco come Beat the bastards degli Exploited, cioè un bel mix tra hardcore e thrash
d.r.i.
Giovedì 12 Gennaio 2017, 12.59.47
4
Come voto mi sembra esagerato per una band che tende troppo a scimmiottare il passato in fase compositiva, strumentale e di registrazione rendendosi poco credibili. Magari le potenzialità le hanno pure e ben venga se e quando riusciranno ad esprimerle. Voto poco sopra il 60
LAMBRUSCORE
Giovedì 12 Gennaio 2017, 11.35.30
3
@Kappa, anche lì va a gusti, io preferisco chi pigia sull'acceleratore spesso, mentre altri sono più per le ritmiche più lente e ragionate, se poi un gruppo riesce a conciliare il tutto, ancora meglio, ahah, magari variando un po' lo stile, questi Rotten Uk lo fanno, solo che al primo ascolto non mi hanno preso molto.
Kappa
Giovedì 12 Gennaio 2017, 9.42.03
2
Questi Rotten UK non mi dicono quasi nulla mentre sono andato ad ascoltare i Violent Arrest segnalati sotto, e quelli meritano molto di più in effetti.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 23.15.01
1
Non è il tipo di punk che fa per me, anche se qualcosa non mi dispiace, preferisco buttarmi sul sicuro ,sentite i Violent Arrest e ditemi se non spaccano i deretani, lo dico da alcuni anni , non c'è proprio paragone, rispetto a tanti gruppi che mi sembrano mosci...
INFORMAZIONI
2016
Hells Headbangers Records
Punk
Tracklist
1. Phantasmagoric
2. Revolution Moon
3. Waiting For The Bomb
4. Their Dreams
5. Dark Times
6. Reaper Follows
7. Slipping Into Darkness
8. Crucifiction
9. Royal Blood
10. Animal Sacrifice 
11. Stagnation Is Sin
12. Long Kiss
13. Deathbeat
14. Back To War
Line Up
Sinn Vicious (Voce)
Matt Sex (Chitarra)
Jake (Basso)
Joel Division (Batteria)
 
 
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