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Superjoint - Caught up in the Gears of Application
11/01/2017
( 598 letture )
Negli ultimi tempi, di Phil Anselmo si è parlato moltissimo, ma non per motivazioni musicali: giusto un anno fa il nostro, a suo dire pesantemente sbronzo, si è reso protagonista di un gesto inneggiante al white power che ha fatto enorme scalpore (forse anche troppo, per certi versi) e gli ha causato non pochi problemi, fra critiche roventi e show cancellati. E' dunque un piacere poter tornare a parlare di lui per motivi squisitamente artistici, dopo aver già avuto modo di ascoltare il suo progetto simil-black Scour; in questo caso, però, il nome del progetto coinvolto è di quelli importanti, giacché Phil ha reclutato alcuni dei vecchi compagni di avventure e musicisti “testati” con i suoi The Illegals per resuscitare i Superjoint Ritual, ora denominati semplicemente Superjoint.

Li ricorderete per due album intrisi di hardcore, sludge ed un pizzico di protoblack metal marcescenti rilasciati all'alba del nuovo millennio (il primo decisamente più riuscito del secondo) e, se avete amato le loro sonorità, allora certamente ritroverete pane per i vostri denti. Intendiamoci: questo nuovo prodotto, intitolato Caught up in the Gears of Application e rilasciato dalla label del buon Phil, la Housecore, non è destinato a riscrivere la storia del genere; quella è già stata ampiamente scritta e, nel suo genere, con la sua micidiale ugola, il nostro amico l'ha già scritta. Tuttavia, dopo il discreto album degli Scour, questo nuovo lavoro targato Superjoint prova che il musicista sta ricominciando a regalarci prodotti quantomeno onesti, dopo che il progetto The Illegals lo ha visto toccare uno dei punti più bassi della sua carriera. Today and Tomorrow, prima traccia dell'album, parte in realtà maluccio, offrendoci tre minuti e mezzo abbastanza ripetitivi ed anonimi; per fortuna Burning the Blanket riscatta la falsa partenza regalandoci una mazzata hardcore come si deve, con un Phil più maligno che mai al microfono e qualche urlaccio quasi degno dei bei vecchi tempi che furono; per non farsi mancare nulla, verso la fine troviamo qualche rallentamento sludge ben congegnato, che riporterà alla vostra mente i Down. Ruin You non colpisce a fondo come la traccia precedente, ma convince comunque presa nel suo complesso anche grazie ad un improvviso, ma graditissimo sfoggio tecnico da parte dei chitarristi Jimmy Bower e Kevin Bond. La title-track, aperta da un...ehm, rumore corporale è uno dei migliori brani del disco, con un Phil nuovamente sugli scudi ed alcuni cambi di tempo ottimamente gestiti dai suoi compari di malefatte. La parte centrale dell'album è peraltro verosimilmente la migliore: Sociopathic Herd Delusion vede nuovamente Phil in gran forma con un eccellente accompagnamento sonoro, ripetitivo ma non noioso, mentre Circling the Bait e Clickbait si alternano fra momenti più furiosi ed altri più tipicamente sludge; in tal senso, però, il brano più “melmoso” è probabilmente la simpatica Asshole, che rispolvera buona parte delle influenze southern che hanno ad esempio animato i già citati Down. La parte conclusiva di Caught up in the Gears of Application è un po' meno brillante ad esser sinceri: a dispetto di una buonissima prova della sezione ritmica, Mutts Bite Too non convince appieno; Rigging the Fight e Receiving no Answer to Knock, dal canto loro, non sono eccezionali dal punto di vista musicale, ma esalteranno non poco i fan dell'ugola del buon Filippone: qui il singer è infatti autore delle prove più cavernose dell'album, che in qualche caso sfociano nel death. La conclusione insomma non è eccezionale, ma presenta comunque spunti interessanti.

Come dicevamo, il nuovo album dei Superjoint non è un capolavoro, ma probabilmente non intende esserlo: Anselmo e soci hanno dato alle stampe un lavoro rabbioso, viscerale e ben suonato e, probabilmente, questo era il loro scopo sin dall'inizio. Da un certo punto di vista è indubbiamente “triste” dover giudicare solo onestamente sufficiente il lavoro di uno dei cantanti metal più importanti degli ultimi venti anni, ma d'altra parte sarebbe anche ingiusto bocciare questo album solo perché non al livello di quanto prodotto da Phil (e dal suo gruppo naturalmente) quindici anni fa. Prendete dunque Caught up in the Gears of Application come un lavoro sincero e discretamente coinvolgente di un artista che, dopo molti alti ed anche parecchi bassi, sembra aver trovato una dignitosa quadratura del cerchio.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
66.25 su 4 voti [ VOTA]
Ripper
Sabato 4 Febbraio 2017, 11.56.24
7
Come dice Barry, un lavoro triste, come triste è la vita e la carriera di Anselmo post-Pantera, poveretto lui e chi si deve sorbire i suoi deliri musicali post-sbornia perenne...un gorgo di merda da cui non è mai riuscito a uscire, tranne i Down (ma li ci son dentro compositori coi cazzi almeno)...tristezza a palate per un ex grande artista
Giaxomo
Venerdì 13 Gennaio 2017, 17.36.38
6
Esatto, io ho assoluta necessità di sentire un parere ben argomentato sui primi due lavori, da diversi punti di vista possibilmente (utenti e recensore). Esempio: il commento 4 fà ben sperare però mi piacerebbe sentire più voci!
Tendkill
Venerdì 13 Gennaio 2017, 17.23.17
5
Quando farete le recensioni dei vecchi dischi dei superjoint? sarei curioso di sentire la vostra anche in merito a quelli...
Kappa
Giovedì 12 Gennaio 2017, 8.58.33
4
Bella recensione che mi trova sostanzialmente d'accordo, salvo il fatto che i primi 2 secondo me erano entrambi dei gioielli, e soprattutto il secondo, e che alzerei almeno a 70/100 il voto a questo album, che dalla sua ha importanti pregi come sincerità della proposta, irruenza e richiami all'hc vecchio stampo, che a me piace molto. I difetti sono la produzione con le chitarre che coprono troppo il resto e alcuni brani che non reggono il confronto col passato della band. In generale, preso in se e per se, questo album è una delle migliori uscite "metal-core" degli ultimi tempi.
hc/hc
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 22.06.09
3
be..se si parte dal presupposto che non ci si trova davanti ad un capolavoro, il disco é più che godibile. 70
Pacino
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 21.46.32
2
a mio parere s'intende...
Pacino
Mercoledì 11 Gennaio 2017, 21.45.18
1
il peggior disco dell'anno, per distacco! voto 35
INFORMAZIONI
2016
Housecore Records
Hardcore
Tracklist
1. Today And Tomorrow
2. Burning The Blanket
3. Ruin You
4. Caught Up In The Gears Of The Application
5. Sociopathic Herd Delusion
6. Circling The Drain
7. Clickbait
8. Asshole
9. Mutts Bite Too
10. Rigging The Fight
11. Receiving No Answer To The Knock
Line Up
Phil Anselmo (Voce, Chitarra)
Jimmy Bower (Chitarra)
Kevin Bond (Chitarra)
Stephen Taylor (Basso)
José Manuel Gonzalez (Batteria)
 
 
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