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Coal Chamber - Chamber Music
14/01/2017
( 1817 letture )
I Coal Chamber non sono certo conosciuti per la loro intensa attività discografica: tre album a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila, seguiti da due raccolte e un quarto disco arrivato soltanto nel 2015. Nel mezzo lo scioglimento, durato quasi dieci anni e dovuto alle solite divergenze interne, e alcuni cambiamenti in line-up, con l’addio della bassista Rayna Foss-Rose avvenuto subito dopo le registrazioni di Dark Days, nel 2002. Al suo posto, come sappiamo, subentrò Nadja Peulen, che restò nella band solamente per due anni salvo tornare nel 2013 e prendere parte al nuovo disco, Rivals. Da sempre accostati ai “cugini” Korn per stile e genere musicale, i Coal Chamber, nel corso della loro pur breve carriera, hanno però saputo divincolarsi dai facili pregiudizi della critica di settore dimostrando di avere mire più alte. Se l’album di debutto era a tutti gli effetti quanto di più classico e meno originale ci si potesse aspettare da una band nu metal emergente, col successivo Chamber Music la band losangelina seppe andare ben oltre tutte le aspettative. Chiamato alle armi un corposo numero di ospiti importanti e non, tra i quali spiccano Ozzy Osbourne, DJ Lethal (Limp Bizkit) e Jay Gordon (Orgy), i Coal Chamber diedero alle stampe un album capace di valicare ogni genere, passando come niente dal nu metal al groove e all’industrial, dall’alternative al gothic, dal metal al rock, non facendosi mancare neppure diverse sezioni sinfoniche ed elettroniche. Non per questo, però, lo si potrebbe etichettare facilmente come crossover, perché in fin dei conti a prevalere è sempre l’anima nu metal del gruppo. Insomma, Chamber Music si presenta come un album ricco di elementi, di spunti ed idee, per nulla semplice da analizzare anche a distanza di quasi vent’anni dalla sua uscita.

Che si tratti di un ottimo disco -o perlomeno meritevole di elogi- e non di un esperimento malriuscito è comunque un dato di fatto. Il tempo e i numeri hanno dato ragione a Dez Fafara e i suoi colleghi, consacrando Chamber Music come l’apice della loro carriera -perlomeno dal punto di vista della personalità e della crescita del gruppo- se si pensa al disco d’esordio come ad un buon punto di partenza, da cui questo secondo lavoro si discosta più che altro in quanto a scelte stilistiche e sperimentazione. Difficile mettere a confronto i due album, ma è proprio questo il punto: i Coal Chamber di Chamber Music potrebbero essere facilmente scambiati per una band molto diversa da quella dell’esordio di due anni prima.
Il disco è presentato da un artwork di copertina del tutto atipico per un gruppo nu metal -altro elemento, questo, che va a consolidare la grande diversità di questo lavoro-, in cui spicca la figura angelica della moglie di Dez Fafara, Anahstasia, intenta a suonare uno strumento ad arco. Archi che sono presenti anche nella breve intro Mist, preludio alla prima canzone vera e propria, Tragedy, un misto di nu metal ed industrial che mette in luce le peculiarità della voce “malata” del singer californiano. El Cu Cuy ed Untrue sono invece due brani tipicamente classici per lo stile della band, ma proprio in quest’ultimo emergono i limiti sotto l’aspetto melodico della voce di Fafara, certamente più a suo agio in altre situazioni. Tyler’s Song, che è dedicata dal cantante al figlio Tyler, è una canzone apprezzabile, ma senza molte pretese. Di tutt’altro tenore le successive What’s in Your Mind? e Not Living. La prima, che potremmo far rientrare nel calderone del groove metal, ci testimonia tutta la follia di cui sono capaci i Coal Chamber; la seconda, che ci riporta invece su binari alternative/nu metal, ci permette di fare una riflessione: per quanto la band losangelina in questo Chamber Music provi continuamente ad addentrarsi in territori differenti, è all’interno delle mura amiche del nu metal che trova la sua vera ragion d’essere. La cover di Shock the Monkey (di cui esiste anche un videoclip ufficiale), brano di Peter Gabriel, realizzata in collaborazione con Ozzy Osbourne, è ciò che potremmo definire un curioso e divertente intermezzo capace di alleggerire notevolmente l’atmosfera del disco. L’oscura e tetra Burgundy precede invece un lotto di canzoni ben più interessanti, che da qui alla fine innalzeranno di parecchio la valutazione dell’album. Su tutte Feed My Dreams, dai forti richiami al groove metal di Sepultura e Soulfly, My Mercy, in cui vengono fuori tutte le componenti sinfoniche di cui la band si è avvalsa e No Home, sulla quale vengono utilizzate le percussioni sintetizzate e che contiene sezioni alterne di groove e nu metal. Infine, la conclusiva Anything But You è una canzone cupa e tenebrosa, che mette in luce ancora una volta l’ecletticità vocale di Dez Fafara, qui capace di passare da toni bassi e caldi ad altri più aggressivi e urlati.

Come ribadito più volte, Chamber Music è un album complesso, dal non facile approccio e che ancora oggi non gode di troppi consensi. E in effetti, se lo consideriamo da un punto di vista generale, non è un disco che ha di fatto cambiato la storia della musica, né tantomeno del metal o del nu metal. Semmai avrebbe potuto cambiarla. In che modo? Sicuramente l’avrebbe fatto se i Coal Chamber avessero proseguito nella direzione qui intrapresa, invece di ritornare sui loro passi col successivo Dark Days (un buon album di genere, ma senza grandi pretese) e abbandonare poi tutto di lì a poco. Ciò che Chamber Music ci lascia più di tutto è la testimonianza di un potenziale mai totalmente espresso, di una band che avrebbe potuto dare molto di più alla musica, ma che per diversi motivi non è stata in grado di compiere il grande passo.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
68.35 su 14 voti [ VOTA]
vascomistaisulcazzo
Giovedì 2 Aprile 2020, 1.16.50
14
Uno dei grandissimi album del nu metal. Peccato si siano persi
Ivan
Sabato 20 Gennaio 2018, 11.57.27
13
Ma @Nu Metal Head sei sparito? Non vedo un tuo commento da mesi..
Demanufattura
Domenica 3 Dicembre 2017, 18.19.37
12
Bello bello, come pure il precedente. Un 85/100 se lo merita assolutamente.
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 0.35.14
11
Una delle migliori band nu metal,e questo il loro miglior disco.grande anche il progetto dei devildriver di dez fanfara!
manaroth85
Lunedì 16 Gennaio 2017, 16.40.41
10
Anche i Devildriver hanno una discografia della madonna, e attualmente sono un gruppo veramente valido, ma i Coal Chamber hanno scritto inni immortali, canzoni come Loco, Fiend, No Home, Big Truck, Not Living, per non parlare delle recenti I.o.u e Rivals, sono dei grandi, speriamo presto in un loro ritorno! L'ultimo Rivals era veramente ottimo
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Lunedì 16 Gennaio 2017, 14.49.11
9
Beh i Coal Chamber non hanno mai cannato un album,e anch'io penso che questo non sia molto inferiore al debutto,sfortuna vuole che si siano sciolti per tensioni interne perchè hanno laciato il segno nel genere...poi per il resto dipende dai gusti,io preferisco un pò di più i Devildriver,ma diciamo che tutto quello che fa Dez Fafara è di qualità elevatissima...in un certo senso ha fatto un percorso uguale a Chad Gray
Nu Metal Head
Lunedì 16 Gennaio 2017, 14.27.41
8
...però i devildriver hanno sfornato un capolavoro come "the fury of our maker's hand"... quello è un disco della madonna...
deris
Lunedì 16 Gennaio 2017, 14.05.08
7
molto molto meglio dei devildriver........poi questo album lo sento ancora oggi.Ogni tanto
Ivan
Lunedì 16 Gennaio 2017, 9.47.49
6
Ho sempre preferito loro ai Devildriver, li ho sempre trovati più spontanei e innovativi, gran gruppo e ottimo disco
manaroth85
Sabato 14 Gennaio 2017, 18.08.44
5
Finalmente si torna a parlare di loro!! Mancava proprio questa recensione!Che dire??uno dei miei gruppi Nu Metal preferiti, che darei oro per vederli live! Questo album è una mazzata anche se trovo per motivi affettivi inferiore a Dark Days il loro capolavoro!
Nu Metal Head
Sabato 14 Gennaio 2017, 14.44.39
4
l'ho riascoltato poco tempo fa, e devo dire che non è poi così inferiore al debutto, che seppur poco originale considero il loro apice... la violenza anche qui non manca, e tutto sto sperimentalismo e sta melodia non ce li sento, diciamo che è una versione meno rozza e più affinata del primo album... comunque è vero, avevano tutte le potenzialità per essere dei grandi, ma si sono persi troppo presto... però una manciata di buone canzoni le hanno scritte lo stesso.
Germano Mosconi
Sabato 14 Gennaio 2017, 14.43.50
3
Nonqsono un grande fan della band, ma questo disco é ottimo.
Paolo87
Sabato 14 Gennaio 2017, 14.39.03
2
Disco incredibile, grande gruppo! mi mancano un sacco
Havismat
Sabato 14 Gennaio 2017, 12.52.53
1
Mai piaciuti, nemmeno quando il NuMetal andava per le maggiori. Li ho sempre considerati una brutta copia dei Korn. Essendo un fan dei DevilDriver, ho apprezzato di più Rivals.
INFORMAZIONI
1999
RoadRunner Records
NuMetal
Tracklist
1. Mist
2. Tragedy
3. El Cu Cuy
4. Untrue
5. Tyler’s Song
6. What’s in Your Mind?
7. Not Living
8. Shock the Monkey
9. Burgundy
10. Entwined
11. Feed My Dreams
12. My Mercy
13. No Home
14. Shari Vegas
15. Notion
16. Anything But You
Line Up
Bradley “Dez” Fafara (Voce)
Miguel “Meegs” Rascón (Chitarra, Cori e Tastiere nella traccia 4)
Rayna Foss-Rose (Basso)
Mike “Bug” Cox (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Ozzy Osbourne (Voce nella traccia 8)
E. Blue (Voce e Tastiere nella traccia 8, Voce nella traccia 12)
Jay Gordon (Tastiere nella traccia 9)
Aimee Echo (Voce nelle tracce 9 e 12)
Amir Derakh (Percussioni sintetizzate nella traccia 13, Tastiere nella traccia 15, Micromoog nella traccia 16)
Jay Baumgardner (Tastiere nella traccia 15)
DJ Lethal (Campionatore e Giradischi nella traccia 15)
Troy Van Leeuwen (Tastiere)
Josh Abraham (Tastiere)
 
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