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Unison Theory - Arctos
15/01/2017
( 1322 letture )
Gli Unison Theory sono una di quelle band che annovero tra i gruppi del "prendi e porta a casa", una volta scoperti in uno dei modi più classici ed old-school possibile: il concerto live. La band romana, fondata da Omar Mohamed nel 2011, ha infatti avuto modo di aprire le danze al Cycle Club di Calenzano a fine ottobre scorso, quando si sono esibiti Obscura, Revocation, Beyond Creation e Rivers of Nihil ed è proprio in tale occasione che ho avuto la possibilità, e la fortuna, di scoprire questi ragazzi dalla forte attitudine sul palco. Mezz’ora è sempre un tempo piuttosto risicato per farsi conoscere, ma gli Unison Theory hanno sfruttato sino all’ultimo secondo per fare colpo sul pubblico, graziati anche da un bilanciamento sonoro pressoché perfetto, come spesso accade al Cycle Club. Una volta conclusa l’esibizione, mi sono diretto al loro banchetto dove ho potuto acquistare il loro bundle cd e maglietta per approfondire questa curiosa realtà romana dedita da un technical death metal non troppo convenzionale. Eccomi dunque qui, a distanza di un paio di mesi, finalmente a parlare di Arctos, prima fatica composta come trio da Alexander Starstev, Omar Mohamed e Simone Tempesta e con due ospiti illustri come Rafael Trujillo (Obscura) e Tommaso Riccardi (Fleshgod Apocalypse).

L’apertura è melodica: un pianoforte ci introduce in un’atmosfera di placida calma e soffuse sensazioni, ma si tratta solo della punta dell’iceberg ritratta in copertina. Infatti, appena Deepeye termina, ci troviamo proiettati in una potentissima mazzata death intitolata Omega. La sezione ritmica è molto buona, aggressiva e cadenzata al punto giusto, in una rappresentazione del death metal più moderno, con qualche sfumatura di meshugghiana memoria. Valore aggiunto, senza ombra di dubbio, l’apporto solista di Rafael Trujillo che lascia presagire tutto il suo talento anche in fase compositiva per la felicità dei ragazzi della band e per tutti i fan degli Obscura, orfani di Christian Muenzner e di Fountainhead. La tracklist è piuttosto omogenea, con brani quali Arrigetch: The Devil’s Passage, Project Shockwave e Level IV che mordono con un muro sonoro di tutto rispetto, messo in risalto da una produzione ben appropriata. Molto piacevoli i cambi di tempo dettati dal batterista Simone Tempesta, sempre preciso e vario nel suo stile, su cui si districano le vocals di Alexander Startsev e la chitarra di Omar Mohamed, con alcune soluzioni piuttosto azzeccate, soprattutto nel primo brano succitato. Nella stessa Project Shockwave troviamo anche la bella prestazione di Tommaso Riccardi, altro ospite d’eccezione del disco. Un altro pezzo che, nella setlist, fa capolino con prepotenza è Polar Sentinel, a dimostrazione della bontà delle potenzialità della band romana, prima della chiusura offerta dalla complessa ed elaborata The Price of Eternity, degna conclusione di un disco che soddisferà i fan del technical death metal più moderno.

Riassumendo, Arctos è un buon debutto che riesce a colpire ed a mettere in mostra una band che possiede tutte le potenzialità per migliorare in futuro ed elevarsi tra le realtà preponderanti della nostra penisola. La produzione è ottima, sia nel mixing di Marco Mastrobuono, che nel mastering agli Hertz Recording Studio (i quali si sono occupati tra gli altri di Behemoth, Decapitated e Vader). Per cui, se siete appassionati del caro e vecchio technical death metal, ma al contempo apprezzate sonorità più moderne alla Meshuggah, potreste trovare negli Unison Theory una bella sorpresa. Promossi su tutta la linea, ma ora ci aspettiamo un ulteriore passo avanti con il prossimo full-length.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Time to Kill Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Deepeye
2. Omega
3. Arrigetch: The Devil’s Passage
4. Project Shockwave
5. Grendel
6. Level IV
7. Polar Sentinel
8. The Price of Eternity
Line Up
Alexander Starstev (Voce)
Omar Mohamed (Chitarra)
Simone Tempesta (Batteria)

MUSICISTI OSPITI
Marco Mastrobuono (Basso)
Rafael Trujillo (Chitarra in traccia 2)
Tommaso Riccardi (Voce in traccia 4)
 
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