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Gorgoroth - Twilight of the Idols – In Conspiracy With Satan
21/01/2017
( 2035 letture )
I Gorgoroth, da grande band black metal quale sono da più di vent'anni ormai, hanno sempre sofferto degli stessi problemi che hanno afflitto anche molte altre band del genere, a cominciare dagli innumerevoli cambi di line-up, che ovviamente hanno causato una certa mancanza di stabilità all'interno del gruppo, che può contare solo su Infernus come punto fermo e membro fisso; come se non bastasse, si sono aggiunti i soliti scandali extra-musicali che spesso tolgono spazio alla musica che dovrebbe invece contare più di ogni altra cosa: come dimenticare le incarcerazioni di Infernus e di Gaahl, il coming out di quest'ultimo, o la strafamosa querelle tra King ov Hell - Gaahl e Infernus che portò alla vittoria di Tiegs e alla formazione dei God Seed da parte degli altri due ormai ex-membri.

Per quanto auspicabile che simili questioni lasciassero il tempo che trovano, è innegabile che dopo l'uscita del controverso e sperimentale Incipit Satan l'impegno del fondatore Infernus all'interno della band sia calato notevolmente, ed è proprio di questo che lo accusavano gli ex-compagni. A riprova di ciò, basta leggere i crediti accuratamente apportati nel booklet che accompagna il qui analizzato Twilight of the Idols – In Conspiracy With Satan (il cui titolo paga tributo a Nietzsche e agli indimenticati Bathory, entrambi già citati in precedenti uscite del gruppo, ovvero Destroyer – Or How About to Philosophize With the Hammer e la demo A Sorcery Written In Blood), da cui possiamo apprendere che il contributo del buon Infernus si sia limitato alla composizione del tutto sommato passabile outro Domine In Virtute Tua Laetabitur Rex e alla scrittura del testo (come da tradizione Gorgoroth assenti nel booklet) di Forces of Satan Storms, motivo per cui la canzone viene tutt'ora riproposta live dal gruppo.

Venendo alla formazione, rispetto ad Incipit Satan, possiamo notare non solo l'assenza del chitarrista Tormentor (che poi si riunirà alla band per registrare Quantos Possunt Ad Satanitatem Trahunt) e l'arrivo di Einar Selvik a.k.a. Kvitrafn alle pelli.
Neanche il tempo di dare uno sguardo alla copertina dalle strane tinte verdastre, raffigurante la chiesa di Fantoft rasa al suolo da Varg Vikernes nel 1992, che subito si viene colpiti dall'incipit della furiosa Procreating Satan. Il sound è curato, ma mantiene una certa attitudine raw, le melodie della chitarra sono marce e dissonanti, la batteria è un battere continuo e senza sosta, la voce di Gaahl che sa essere cattiva e demoniaca, urlando le blasfemie scritte proprio dalla sua penna.
Questa traccia, un assalto all'arma bianca di dimensioni epocali, è l'unica scritta dal batterista Kvitrafn insieme alla penultima Of Ice and Movement e, guarda caso, entrambe le tracce si candidano come migliori del platter, essendo quelle dotate evidentemente di un songwriting più fresco ed efficace. Le restanti canzoni, scritte tutte da King ov Hell, tranne il succitato outro, si assestano quasi tutte su tempi medi (se escludiamo Forces of Satan Storms), ma mantengono una certa carica distruttiva, grazie a riff pesanti come macigni e drumming infarcito di scariche di doppia cassa. In particolare, si distinguono Proclaiming Mercy – Damaging Instinct of Man il cui titolo omaggia i nostrani Mortuary Drape citando un verso della mitica Primordial, caratterizzata da notevoli cambi di tempo e melodie (se di melodie si può parlare) sempre oscure ed opprimenti, nonché Exit Through Carved Stones in cui Gaahl si lancia addirittura in delle semi-clean vocals.

Tirando le fila di questo disco, Twilight of the Idols sicuramente fu manna dal cielo per i fan più di vecchia data, ancora un po' spiazzati dai controversi Destroyer, or About How to Philosophize with the Hammer e Incipit Satan, in quanto in quest'album non viene lasciato spazio ad alcuna sperimentazione: il gruppo difatti si riallacciò direttamente alla tradizione a loro tanto cara del True Norwegian Black Metal, arricchita però da una produzione di un certo livello (cosa può fare la Nuclear Blast) e da un songwriting che necessariamente si allontanò dai restanti lavori, diventando più tendente a tempi medi e a melodie meno epiche e più oscure ed opprimenti. Fermo restando che la trilogia iniziale dei Gorgoroth non sarà mai più raggiunta in termini di qualità dal gruppo stesso, che continuerà più o meno sulla stessa strada tracciata da questo platter con il successivo Ad Maiorem Sathanas Gloriam, Twilight of the Idols è una release che brilla all'interno dell'ottima discografia della band di Bergen e la arricchisce grazie alla classe che contraddistingue da sempre i Gorgoroth, nonostante qualche uscita più recente decisamente non all'altezza.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
88.2 su 5 voti [ VOTA]
Doom
Domenica 22 Gennaio 2017, 14.16.40
4
Buon album..ma niente di clamoroso. Per me i Gorgoroth hanno fatto i primi 3 capolavori assoluti. Poi Destroyer per me davvero buono e marcio e una serie di buoni album ma non fondamentali per nulla, fino a Quantum. Poi la ciofeca assoluta dell'ultimo Istinctus bestialis che manco considero. Comunque per me oggi possono considerarsi morti e sepolti ma da un glorioso passato. Solo il passatempo personale di Infernus. Peccato
Kappa
Sabato 21 Gennaio 2017, 21.48.13
3
Disco bellissimo, come quasi tutti quelli dei Gorgoroth. Gli unici brutti davvero sono quelli dopo la reunion. Questo album è davvero cattivo!
Undercover
Sabato 21 Gennaio 2017, 17.26.46
2
L'unico che mi piaciucchia con Gaal è "Ad Majorem Sathanas Gloriam" tutto il resto lo ritengo skippabilissimo, discorso che vale anche per questo "Twilight of the Idols – In Conspiracy With Satan" sufficiente e nulla più.
Luca
Sabato 21 Gennaio 2017, 17.18.50
1
Il picco compositivo raggiunto con under the sign of hell... destroyer abbastanza interessante, poi il nulla cosmico
INFORMAZIONI
2003
Nuclear Blast
Black
Tracklist
1. Procreating Satan
2. Proclaiming Mercy – Damaging Instinct of Man
3. Exit – Through Carved Stones
4. Teeth Grinding
5. Forces of Satan Storms
6. Blod og Minne
7. Of Ice and Movement
8. Domine In Nomine Tua Laetabitur Rex
Line Up
Gaahl (Voce)
Infernus (Chitarra)
King ov Hell (Basso)
Kvitrafn (Batteria)

Musicisti Ospiti
Herbrand Larsen (Outro su traccia 7)
 
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