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Be the Wolf - Rouge
24/01/2017
( 1103 letture )
Rouge. Rosso come il sangue sparso sui muri e sui pavimenti del teatro Bataclan di Parigi in quella maledetta notte del 13 novembre 2015. L'attentato terroristico avvenuto durante il concerto degli Eagles of Death Metal è tristemente noto. Meno noto invece è che i Be the Wolf avrebbero potuto far parte del bill della serata. All'epoca il talentuoso trio rock di Torino veniva dal fortunato LP d'esordio Imago, il quale li porterà sucessivamente nel Paese del Sol Levante a ritirare il "Brightest Hope Award 2015", ambito premio assegnato dalla rivista giapponese Burrn! Magazine. La band italiana ha voluto rendere omaggio alle vittime di quella drammatica serata nel miglior modo possibile, ovvero dedicandogli un intero full length.

È così che nascono 10 tracks alternative rock spontanee, che in alcuni casi riescono pure ad emozionare. I brani sono stati scritti in un evidente stato di grazia del processo creativo/compositivo del gruppo e sono suonati con tecniche basilari, ma efficaci. Le linee melodiche realizzate dalla chitarra sono sempre ottime e stanno alla base di ogni singolo pezzo. Gli assolo sono quasi del tutto assenti, ma in compenso la prova dietro al microfono del cantante/chitarrista Federico Mondelli è superlativa per tecnica e precisione: la sua straordinaria vocalità unita al timbro delicato e caratteristico sono l'arma in più del disco. La ritmica è esemplare nel mantenimento della giusta densità e velocità dei brani, i quali vengono indirizzati in taluni casi verso l'hard rock, in altri verso il blues. Infine i bridge sono presenti nel corpo centrale di ogni singola track e vanno a smorzare l'atmosfera creatasi fino a quel momento: questo procedimento talvolta funziona (su Shibuya e Rise up Together le parti strumentali hanno veramente qualcosa da offrire), mentre in altre situazioni i break sembrano solo dei semplici riempitivi, ma in entrambi i casi non determinano il giudizio finale complessivo. È difficile segnalare le canzoni più significative in un LP che dal punto di vista del songwriting è quasi perfetto però, come spesso accade, alcune songs rimangono maggiormente impresse nella mente. È il caso della scoppiettante Animals, la quale ricorda vagamente i No Doubt e si stampa in testa grazie al suo ritornello supercatchy, al basso slappato e ai riff docili sulle strofe; o della splendida Blah Blah Blah: soft, rilassante ed armoniosa, con poche semplici variazioni sui volumi, peraltro calibrate alla perfezione. Altri due episodi risaltano poiché hanno in comune il fatto di mantenere una maggior compattezza fra strofa e ritornello rispetto alle altre tracce. Il riferimento è a Rise up Together, discretamente complessa dal punto di vita tecnico per via dell'interessante base creata dalla batteria e in generale per il costante apporto della sezione ritmica, inoltre non vanno sottovalutati i refrain veloci e le digressioni della chitarra. Molto più incalzanti i ritmi di The Game, ma anche qui al pari della traccia precedente è un blocco unico compatto a scagliarsi contro l'ascoltatore e a colpirlo a suon di giri armonici e cori trascinanti. Infine come non citare la sognante e malinconica Shibuya, brano che parla di uno dei quartieri più caratteristici di Tokyo e che vuole essere un chiaro omaggio ai tanti fans giapponesi della band. La rock'n'roll Peeps e la blues/rock Freedom si distaccano in parte dal contesto di rock moderno e alternativo dei Be the Wolf, ciononostante si fanno apprezzare per la verve frizzante espressa dai tre ragazzi.

C'è poco da aggiungere. I ragazzi hanno saputo comporre canzoni radiofoniche e facilmente assorbibili, senza svalutarle del significato profondo insito in ognuna di esse. Rouge nasce proprio dal connubio fra il momento particolarmente felice del trio in fase di scrittura (soprattutto del frontman) e la presa di consapevolezza di avere a che fare con una situazione globale destabilizzata dai consueti attacchi terroristici, abilmente espressa tramite un sound rock innovativo.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Scarlet Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Phenomenons
2. Down to the River
3. Animals
4. Blah Blah Blah
5. Shibuya
6. Gold Diggers
7. Peeps
8. Rise up Together
9. The Game
10. Freedom
Line Up
Federico Mondelli (Voce, Chitarra)
Marco Verdone (Basso)
Paul Canetti (Batteria)
 
RECENSIONI
69
 
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