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C.F.F. e il Nomade Venerabile - Circostanze
( 2507 letture )
La musica come arte, l'arte come veicolo per comunicare emozioni, le emozioni come armoniche vibrazioni, proprio come musica. Come un serpente che si morde la coda, il vizioso circolo di pensiero in cui mi sono ritrovato più volte durante l'ascolto di questo disco suggerisce un cammino interiore che continua a tornare su se stesso senza portare realmente in alcun luogo. Mi è davvero difficle trovare le parole giuste per descrivere "Circostanze", esordio sulla lunga distanza dei baresi C.F.F. e il Nomade Venerabile, band che sin dal principio ha intrapreso un personale percorso musicale, fatto di note ma soprattutto di emozioni ed immagini: l'importanza donata alla ricerca della parola ed alla comunicazione visuale dei concetti lirici e musicali espressi hanno creato un concept del tutto nuovo nel panorama musicale italiano e non solo. Tutti questi elementi trovano il giusto impatto nella dimensione live; in questa sede tuttavia mi occuperò solo della musica, rimandando la trattazione degli altri argomenti legati all'universo dei CFF ad una prossima intervista.
"Soul Food" direbbero semplicemente gli amici Inglesi al cospetto di quest'album. Una fotografia complessiva di dieci momenti da assaggiare, assaporare e gustare lentamente, lasciando il giusto tempo alle emozioni per essere "digerite" e metabolizzate, in un'esperienza sonora fresca e sorprendente. L'espressione artistica del gruppo pugliese rivela se stessa sulle note di un rock dai mille riverberi, attraversato da un notturno velo di malinconia che fa da filo conduttore, tinto dai colori del pop, della psichedelia, della dark-wave ottantiana e dalla canzone d'autore e sferzato da improvvise scariche elettriche, nel quadro di un sound personalissimo ed originale. Sul tutto si staglia la magnifica voce di Anna Maria Stasi, splendida interprete di liriche particolari e ricercate che vertono su riflessioni legate agli aspetti dello scorrere della vita di tutti i giorni, in contrasto a quegli eventi che cambiano il corso delle cose e lasciano dentro segni del loro passaggio. In questo senso particolarmente azzeccato è l'uso della lingua italiana, scelta atta a stabilire subito un legame con l'ascoltatore e (penso) ad avere un impatto emozionale più forte.
Pregne di passione, di inquietudine, di forza e di romanticismo le canzoni dei CFF sono in grado di rapire l'attenzione e di dispensare più di un brivido, basti pensare al bellissimo refrain di In Cima al Nulla, al solenne incedere di Sul Se, alla dolcezza di Rovisto Nei Tempi Sgretolati o alla terrificante nenia di Birkenau, giusto per fare alcuni esempi. Particolare rilievo all'interno del sound è rivestito dal basso di Vanni La Guardia (impiegato anche alle backing vocals), che oltre al ruolo di accompagnamento ritmico assieme alla batteria di Nicola Liuzzi si fa carico di creare strutture mai troppo semplici e al tempo stesso mai troppo intricate sulle quali si incastonano gli affreschi melodici delle tastiere di Monica Notarnicola e le efficaci incursioni chitarristiche di Anna Surico. La durata media delle songs si aggira sui sei minuti e questo lascia intendere l'importanza data alla fase di songwriting, aspetto vincente della musica del gruppo, sottolineato dalla totale assenza di riempitivi o momenti di stanca.
La registrazione e la produzione dell'album si dividono in diversi luoghi e momenti (dal 2003 al 2006, presso gli studi Mediterraneo, Diamond e Aria in provincia di bari) ma riescono a donare al disco un suono coeso e nitido, in cui ogni strumento trova il giusto risalto ed alla voce viene restituita la sua primaria importanza. Aspetti tecnici che comunque passano in secondo piano rispetto allo straordinario contenuto musicale che il gruppo è stato in grado di confezionare in quest'opera prima che, spero con tutto il cuore, funga da trampolino di lancio verso un successo che sarebbe più che meritato. Di band come i C.F.F. e il Nomade Venerabile c'è da andare parecchio fieri.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
32.55 su 29 voti [ VOTA]
Rob
Lunedì 29 Gennaio 2007, 18.45.03
1
Non ho sentito il loro esordio, ma ho sentito con grande piacere un loro demo. I lavori in studio non gli rendono giustizia, live sono davvero uno spettacolo con il loro rock para-teatrale. E cosa dire della cantante? Semplicemente divina. Bravo Giuseppe, mi ha fatto piacere riavere notizie di questi ragazzi. Saluti!
INFORMAZIONI
2006
Otium Records
Rock
Tracklist
1. io sono un albero
2. sasso
3. in cima al nulla
4. del decoro
5. sul se
6. birkenau
7. fiumani
8. rovisto nei tempi sgretolati
9. satori
10. troppa vita mi dai
Line Up
Anna Maria Stasi - voce
Monica Notarnicola - tastiere e piano
Anna Surico - chitarre
Vanni La Guardia - basso e voce
Nicola Liuzzi - batteria
 
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