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Attacker - Sins of the World
01/02/2017
( 1514 letture )
Grande attesa per il nuovo disco degli Attacker i quali, a pochi anni di distanza dal precedente album Giants of Canaan del 2013, ritornano sulle scene con questo Sins of the World, edito sempre sotto l’egida dell’instancabile Metal on Metal Records. Il gruppo statunitense, originario del New Jersey, è celebre principalmente grazie a due dischi culto usciti negli anni 80: Battle at Helm’s Deep e soprattutto The Second Coming, due perle discografiche degli Eighties che sintetizzano benissimo il concetto di U.S. Metal e che meritano di essere riscoperti e valorizzati, se non li si conoscono a dovere. Al di là dei generi e delle sterili classificazioni, è indiscutibile il fatto che quando si parla degli Attacker ci si riferisce ad un gruppo che, nella propria intermittente e sfortunata carriera oramai trentennale, ha dimostrato ad ogni uscita discografica di possedere attitudine, talento e soprattutto una qualità compositiva non comune. Dopo la reunion avvenuta nel 2004, la band ha dimostrato di essere in grado di riproporre sonorità affini agli anni 80 in maniera fresca e convincente. A conferma di questo è Sins of the World, un disco contenente dieci convincenti pezzi di heavy metal potente, in cui un cantato acuto e ipnotico è inquadrato da riff granitici che lasciano spazio a interessanti strutture melodiche accompagnate da una sezione ritmica solida e precisa, in grado letteralmente di esaltare gli amanti di un metal schietto, deciso e dal sapore un po’ retrò.

Che siamo di fronte ad un disco ispirato lo si percepisce fin dai primissimi secondi di Sins of Man che, dopo il morbido acustico intro A Time Before the Darkness, mostra all’opera il muro sonoro costruito dalla coppia alle sei corde dello storico Pat Marinelli coadiuvato dal talentuoso Mike Benetatos, nonché il pregevole lavoro al basso di Brian Smith e dal grande contributo del vocalist Bobby Lucas. Il singer americano è un veterano del panorama heavy a stelle e strisce, essendo noto per le collaborazioni passate con band quali Seven Witches ed Overlorde, nonché per essere il frontman dei Morbid Sin, band storica dell’underground americano. Caratteristica peculiare di Sins of the World è la compattezza e coesione di tutti i pezzi che, senza soluzione di continuità, investono l’ascoltatore togliendo letteralmente il fiato. Veramente notevole la qualità dei pezzi presenti nel cuore della setlist: Carcosa, Garuda, We Rise, World Destroyer e Choice of Weapon elevano le sensazioni positive intuite in apertura di disco e le portano verso una pura esaltazione. Come se non bastasse, alla fine di questa magnifica carrellata, gli Attacker ci regalano con la furiosa Archangel il pezzo più ispirato del disco che trova nell’assolo uno dei picchi compositivi. Come la quiete dopo un uragano, l’acustica By the Will of Crom ci permette di rifiatare quel tanto che basta per permetterci di assaporare la nuova ondata sonora di Where the Serpent Lies, episodio più lungo e articolato rispetto ai brani precedenti, ma altrettanto convincente ed appropriato quale capitolo di chiusura dell’album.

Complimenti alla caparbietà dei due membri originali Pat Marinelli e Mike Sabatini, impegnati a portare avanti il pesante monicker da oltre trent’anni e che ci permette di gustarci a pieno questo nuovo lavoro degli Attacker, una band certamente diversa per età e ovviamente per line-up rispetto ai primi due dischi, ma che è ancora oggi meritevole di elogi e attenzione. Nei suoi quasi cinquanta minuti, Sins of the World ci propone infatti una band decisamente in forma ed ispirata, ben amalgamata e che eccelle in tutti i suoi componenti. Complice anche una buona e curata produzione, il disco è destinato a non passare inosservato e farà sicuramente la gioia di moltissimi metallari, sia della vecchia guardia che più giovani.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
99 su 2 voti [ VOTA]
Salvatore
Mercoledì 16 Settembre 2020, 8.44.49
3
Altro ottimo fantastico album ...con una formazione super alla voce BOB LUCAS l'ugola di acciaio che adoro al pari dei grandi singer del metallo canonico JAMES RIVERA , CARL ALBERT, ROB HALFORD e BRUCE DICKINSON. La loro importanza nella scena defender Stelle e Strisce e' fondamentale per ogni infatuato del canonico metal e del power che si rispetti e questo album ne conferma tali caratteristiche. Nell olimpo delle US true/power e epic/metal insieme a VICIOUS RUMORS, HELSTAR, JAG PANZER e METAL CHURCH VOTO ALBUM 95 DANIELE WILLIAM RE "THE KING"
ObscureSolstice
Lunedì 6 Febbraio 2017, 0.59.22
2
Me lo devo ascoltare, gran bella copertina marziana
Undercover
Giovedì 2 Febbraio 2017, 11.06.55
1
Questo mi toccherà ascoltarlo, i primi li ho consumati.
INFORMAZIONI
2016
Metal on Metal Records
Heavy
Tracklist
1. A Time Before the Darkness
2. Sins of Man
3. Carcosa
4. Garuda
5. We Rise
6. World Destroyer
7. Choice of Weapon
8. Archangel
9. By the Will of Crom
10. Where the Serpent Lies
Line Up
Bobby Lucas (Voce)

Mike Benetatos (Chitarra)

Pat Marinelli (Chitarra)

Brian Smith (Basso)

Mike Sabatini (Batteria)
 
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