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Xandria - Theater of Dimensions
02/02/2017
( 2347 letture )
Se Nightwish ed Epica sono piaciuti, l’ascoltatore medio inizierà a cercare qualche altra band magari meno famosa, ma dalla stessa allure sinfonica. Si ricadrà molto probabilmente sugli Xandria, band tedesca attiva da inizio secolo. Tra continui cambi di line up e momenti più o meno felici il gruppo è finito a trascinarsi attorno alla posizione di "eterno secondo arrivato", a volte anche terzo. Della serie "suo figlio è bravo ma può fare di più".
Riuscire a produrre un disco di qualità indiscussa che metta d'accordo tutti, in questo la mente di Marco Heubaum non è ancora riuscita. Non che ci si possa lamentare della sfera tecnico-compositiva, ma la vena creativa è sempre stata piuttosto debole. Perché non serve specificare che una tecnica seppur più che buona, non è l'unica conditio sine qua per un album di successo. La mancanza di una front-woman in pianta stabile ha senza dubbio contribuito a debilitare la band nella costruzione di un'identità. Motivo per il quale in ogni recensione relativa al gruppo tedesco vengano nominati almeno un paio di volte i gruppi citati in prima riga. Il 2013 aveva visto l'entrata in corsa di un nuovo bassista e di una nuova cantante, proprio durante le registrazioni di Sacrificium, pubblicato pochi mesi dopo. Gli Xandria avevano all'epoca abbracciato questo malsano proposito di rilasciare tre dischi in tre anni, non riuscendoci comunque.

Theater Of Dimensions riprende le fila del precedente, ma in modo senza dubbio migliore. Il genere è ovviamente sempre quello del symphonic metal, il più avvolgente e pomposo che abusa di cori e abbellimenti barocchi, com'è giusto che sia, qui accompagnati da ispirazioni gothic e sensibili contributi prog e folk.
L’album ha un grande pregio, a cui deve buona parte dei riscontri positivi che raccoglierà: la voce di Dianne van Giersbergen. Non che già non ci fosse nel precedente, ma stavolta l'intero album viene pensato e scritto attorno alle potenzialità e alle abilità della cantante d'opera, che come abbiamo avuto modo di sentire direttamente dalla sua voce e vedremo fin dai primi ascolti, sono molte. La soprano scrive di sua mano circa la metà delle liriche mentre il primo ideatore rimane, così come in principio, Marco Heubaum, che iniziamo a sospettare principale impedimento a un vero e proprio rinnovo. Riagganciandoci ai testi quello che rimane più impresso è We Are Murderers (We all), primo promo single con una punta di critica sociale. Il semplice ritornello e il contrasto che crea la voce growl di Björn Strid (Soilwork) lo rendono un brano dalla facile presa. Call Of Destiny è invece il tipico pezzo power ben eseguito dalle linee piacevoli, che si apre con un rapido assolo di chitarra, e mantiene un energico impatto sonoro tramite batteria e orchestrazioni. Più in generale di melodie giuste se ne trovano diverse, prendiamo la ballata Forsaken Love, strategicamente collocata come bolla d'aria tra la foga degli altri brani. In questo la cantante sceglie di alternare il cantato pop al lirico in modo magistrale, assecondando le dinamiche. La controparte strumentale più distesa, quasi d'atmosfera tra campanelli e arpeggi di piano, dona varietà all'organico di questo disco e sottolinea la voce. Sulla stessa linea si trova Céilí, pezzo strumentale irish folk, ulteriore timeout alle cavalcate in doppio pedale. Qui suona Johannes Schiefner con le sue uillean pipes, ormai delle habitué nel pentagramma degli Xandria.Queen Of Heart Reborn è un'altra splendida cornice per la voce di Dianne che dimostra uno sconfinato talento e che per alcuni versi me la fa preferire alla stessa Tarja. Nonostante il registro sia quello sopranile, lo spaziare alle note gravi apporta quel carattere in più, che molte altre colleghe dalla stessa tessitura avrebbero stentato nel fare. A volte l'inserirsi del coro risulta però superfluo in qualcosa di già bello così com'era, senza voler sempre strafare.

Nel complesso, Theater Of Dimensions è un disco di brani di livello medio-alto come i citati, insieme a una manciata di altri che appaiono semplicemente di troppo (vedasi Ship Of Doom e Burn Me). Questo lavoro più degli altri a parer mio vale i soldi spesi, ma non si può far a meno di notare che nonostante tutte le belle parole e le note di merito, ancora manca quel quid che faccia gridare al sorpasso.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
84.06 su 49 voti [ VOTA]
Legalizedrugsandmurder
Giovedì 12 Dicembre 2019, 14.28.43
10
Inutili erano e inutili sono rimasti. Posso salvare Ravenheart e India, che per quanto privi della benchè minima originalità avevano qualche hit valido.
Patrizia
Giovedì 23 Novembre 2017, 23.17.21
9
Secondo me alcuni di voi sono troppo duri senza motivo. Cioè, se questo è un album brutto, noioso e per nulla originale mi ritiro direttamente e ascolto Britney Spears! Il symphonic metal questo è, e per quante cose si provino quelli sono gli elementi, che vi piaccia o no. Io ho sentito solo questo e Sacrificium, però da ignorante sento dei miglioramenti. Sacrificium non mi spiaceva affatto, alcuni pezzi sono davvero belli (Sacrificium, Dreamkeeper, the Watcher, la fantastica Betrayer e altre), ma altri troppo carichi di cori e roba gotica, in più la cantante cantava sempre allo stesso modo. Quest'album lo trovo più vario, trovi la classica canzone power-gotica-sinfonica coi cori e Dianne super lirica, ad altre praticamente death metal, alcune altrre più orecchiabili e scanzonate (tipo Forsaken Love, Burn me e Ship Of Doom che sinceramente ho trovato diversa e originale, altri che di troppo! Le opinioni tra una persona e l'altra sono discordanti, si sa. In più Dianne usa varie tecniche di canto, com'era ora facesse! Io cercavo una band simile ai Nightwish perché ormai a forza di ascoltarli mi hanno quasi stufato, e l'ho trovata nei Xandria, che almeno in quest'album han cercato di discostarsi un po' di più dai parenti finlandesi rispetto al precedente dove alcune canzoni sembravano uscite da Once (seppur molto belle da ascoltare). Insomma ripeto sarò ignorante ma lo trovo un album riuscito. Purtroppo hanno poco seguito, e il fatto di cambiare di continuo frontwoman di sicuro non li aiuta. Ah, We Are Murderers è superlativa! Incazzosa, energica ma allo stesso tempo con un ritornello catchy! Un qualcosa di diverso per loro, e a confronto del resto deli pezzi dell'album. Bisogna ascoltare più volte prima di lasciare certi commenti acidi e frettolosi, perché non sono canzonette orecchiabili e commerciali dunque crescono col tempo, almeno per me.
Matteo
Martedì 18 Aprile 2017, 10.52.32
8
beh intanto Dianne è una soprano con i controglioni, altro che Tarja, Dianna ha studiato seriamente e si può ben permettere di spaziare con la sua voce. Tra l'altro leggo nei commenti "esagerata" riferito all'uso del timbro lirico...Mmm scusate ma dove??anzi è stata anche molto contenuta, rispetto ai primi lavori nightwish dove Tarja era super intubata, da sembrare un mezzosoprano invece che un soprano. Complessivamente all'album do un 80.
Painkiller
Martedì 18 Aprile 2017, 1.27.22
7
Ho letto in varie recensioni dei loro dischi commenti tipo " se vi piace il genere, non fatevi scappare questo disco!" Et simila. Ecco, per me è l'esatto contrario, se vi piace il genere scappate da questa band!!! Noiosi, per nulla originali e mooooolto lontani dai livelli di altre band. Anche per me è NO.
Prometheus
Venerdì 3 Febbraio 2017, 12.57.53
6
Concordo con Ocram. Per me è NO.
Angel
Giovedì 2 Febbraio 2017, 22.29.39
5
Si, sono cloni dei Nightwish dell' era Tarja....ma chissenefrega, è un buon album e me lo compro. Voto 80
Beta
Giovedì 2 Febbraio 2017, 22.13.22
4
Momentaneamente sono su altri lidi musicali, ma appena mi ritorna la voglia di symphonic lo proverò. Per ora ho già trovato due punti di contrasto con Cafuné, che sono sui due singoli: personalmente ho trovato We Are Murderers tutt'altro che di facile presa, anzi, piuttosto noioso e vuoto, e Call of Destiny è sì piacevole, ma anche questo l'ho trovato un po' noioso al secondo ascolto, forse perché sapeva di stantio. Però davvero, lo proverò, anche perché Cafuné scrive molto bene e la sua disamina mi incuriosisce non poco
ocram
Giovedì 2 Febbraio 2017, 19.33.08
3
Pesonalmente è un album brutto, mappazzone indigesto con pochissima originalità. Canzoni stravecchie e strasentite, senza nessun spunto di originalità. Eccessivo uso della voce lirica, va bene che Dianne è notevole, ma qui si è superato il limite del ridicolo (si senta la pessima Song For Sorrow And Woe e la noiosa Queen Of Hearts Reborn). Inoltre ho avuto l'impressione che aleggi su tutto l'album un certo clima piratesco e danzereccio che ha davvero stancato. Peccato veramente perchè la band è tecnicamente ineccepibile ma ha un songwrite gravemente insufficiente. Voto 50
terzo menati
Giovedì 2 Febbraio 2017, 18.36.34
2
I lacuna coil affiancati a questi nomi mi lasciano molto perplesso. La loro é una proposta più alternative-nu-pop-modernista che mi piace molto. Questo gruppo e gli altri si muovono in territori sinfonici con uso abbondante di cantato lirico, genere che non mi entusiasma particolarmente
Floriano_91
Giovedì 2 Febbraio 2017, 18.02.34
1
Decisamente un disco più che buono, in uno stile Epica, Nightwish e Lacuna Coil. Le canzoni sono bellissime e la voce di Dianne è da brividi! Nonostante i suoi 74 minuti si è lasciato ascoltare molto facilmente, ma forse perché sono un amante del genere a cui appartiene. Mi è piaciuto inoltre particolarmente il testo di "A Theater Of Dimensions, che mi è sembrato un racconto fantascientifico. Per chiunque ami il Symphonic Metal, le band da me citate all'inizio della recensione e gli Xandria ovviamente consiglio vivamente l'acquisto di questo CD. Non rimarrà deluso!
INFORMAZIONI
2017
Napalm Records
Symphonic Metal
Tracklist
1. Where The Heart Is Home
2. Death To The Holy
3. Forsaken Love
4. Call Of Destiny
5. We Are Murderers (We Are)
6. Dark Night Of The Soul
7. When The Walls Came Down (Heartache Was Born)
8. Ship Of Doom
9. Céili
10. Song For Sorrow And Woe
11. Burn Me
12. Queen Of Hearts Reborn
13. A Theater Of Dimensions
Line Up
Dianne Van Giersbergen (Voce)
Marco Heubaum (Chitarra, Tastiera)
Philip Restermaier (Chitarra)
Steven Wussow (Basso)
Gerit Lamm (Batteria)
 
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