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Corrosion of Conformity - Deliverance
04/02/2017
( 1334 letture )
Era il 1991, e Blind era stato appena pubblicato, accrescendo l'attenzione di pubblico e critica nei riguardi dei Corrosion of Conformity; il singolo Vote with a Bullet iniziò inoltre a ruotare in emittenti quali MTV, determinando l'inevitabile immissione della band nel circuito mainstream. Attraverso questo album l'approccio del quintetto del North Carolina subì una pesante sterzata in cui venivano relegate le influenze hardcore, a favore di un'evidente impronta thrash.
Il cammino intrapreso per la ricerca di una propria impronta stilistica tuttavia non si assestò su queste coordinate; la personalità di Pepper Keenan, già messasi precedentemente in evidenza a seguito dell'entrata nella line-up proprio in sede dei lavori per Blind (in qualità di chitarrista nonché voce proprio per la canzone Vote with a Bullet), passò silenziosamente al timone affiancata dall'appoggio di Weatherman e Mullin. La formazione, allora supportata dalla Relativity Records, entrò nei Southern Tracks Studios di Atlanta su consiglio di un loro fan, “un certo” Billy Corgan. Una volta avviato il processo compositivo si capì immediatamente che i COC stavano nuovamente cambiando pelle, come ricordato dallo stesso Keenan:

Avevamo scritto la canzone Albatross e stavamo ancora cavalcando sulle vibrazioni degli Skynyrd. La verità è che eravamo determinati a diventare un altro tipo di band

Tali propositi portarono con sé delle ripercussioni non indifferenti, che avrebbero ancora una volta ridisegnato la line-up; il cantante Karl Agell fu ritenuto incompatibile, tanto nella sua impostazione canora, quanto nell'approccio con il quale scriveva i testi, rispetto alle nuova veste che il gruppo si tesseva addosso e venne dunque allontanato senza tanti complimenti; in una sorta di reazione a catena, il bassista Phil Swisher andò letteralmente fuori di testa, abbandonando di sua spontanea volontà i restanti membri. Tutto questo accadde proprio quando i COC erano immersi in studio nella fase di scrittura di Deliverance, creando dunque ulteriori ostacoli al cammino della band: il budget, visto che di piccola label a supporto si parla, ovviamente era limitato, quindi, dati tempi stretti, i tre reduci dovevano cercare in fretta una soluzione. In questo intervallo in cui Keenan, Weatherman, Mullin e il produttore John Custer navigavano nel limbo, videro la luce le strumentali Without Wings, Mano de Mono, #2121313, che furono opportunamente incastonate tra i brani costituenti il vero cuore dell'album. La situazione presto si sbloccò con il re-inserimento di Mike Dean, scelta che si rivelò cruciale per il nuovo assetto: durante le session infatti un giorno il bassista se ne uscì rivolgendosi a Keenan:

Hey, perché non canti tu? Lo hai già fatto con Vote with a Bullet...

Il lancio del guanto e il successivo accoglimento della sfida da parte del biondo chitarrista sancirono un rinnovato assetto nonché l'inizio di un'alchimia unica e irripetibile, che porterà alla stesura di alcuni dei pezzi che non solo diverranno il fiore all'occhiello dell'intera carriera dei COC, ma anche di tutta la storia dello stoner metal.

A partire da una produzione impeccabilmente sincrona alla via imboccata dal combo americano, cangiante nel valorizzare gli strumenti sotto una vena più cruda e “arenosa”, ma soprattutto nel rendere più versatili le chitarre affinché le influenze più strettamente metal si emulsionino con quelle southern (tra l'altro rielaborate sotto una chiave più fresca), Deliverance offre un ritratto di una band in pieno stato di grazia creativa. Heaven's not Overflowing apre col botto il platter producendo volutamente un netto punto di distacco con Blind e facendosi immediatamente carico di quelle vivaci vibrazioni southern rock e blues che traboccano in esplosioni dal sapore tipicamente sabbathiano. La voce di Keenan graffia a dovere pur rimanendo ancorata nel range melodico, Mike Dean con il suo quattro corde effettua un lavoro superlativo nel roteare come un folle tra le note delle due chitarre offrendo maggiori sfumature ai riff portanti; anche gli assoli costruiti su impianti tipicamente pentatonici si rivelano decisamente vincenti. Queste caratteristiche, tra l'altro, continueranno a fluire quale costante lungo il corso di Deliverance, nonostante i COC dimostrino di traccia in traccia di variare abilmente il songwriting pur attingendo a piene mani dalle stesse coordinate stilistiche. Il main riff in slow tempo posto in apertura di Albatross è semplicemente storia dello stoner metal, così come lo è ovviamente il brano nella sua interezza; il suo groove trascinante è destinato ad installarsi nella memoria inesorabilmente come un chiodo piantato dritto sul lobo temporale; il cantato di Keenan nelle sue tendenze ad entrare in levare, ricordando un approccio tipicamente jazzy, raffigura a distanza di oltre vent'anni l'eterna reiterazione di un bagliore di pura creatività messa in musica, in grado di elevare questi cinque minuti in perfezione assoluta. Come già accennato precedentemente, una delle caratteristiche cardine di questo lavoro consiste nel fatto che i COC hanno conferito una precisa connotazione ad ogni brano; a dimostrazione di ciò Clean my Wounds è un ennesimo centro piazzato pur essendo completamente differente dalla traccia che la precede; un riff nervoso dalle tinte thrash costituisce lo scheletro del brano sul quale possono intercalarsi agevolmente le melodie vocali di Pepper Keenan; peculiare è sicuramente il momento in cui le due chitarre in configurazione solista si intrecciano tributando pieni onori ai Thin Lizzy (altro approccio che verrà costantemente sfruttato lungo il corso del disco). Le inclinazioni divengono più pesanti in Broken Man, richiamando in parte le atmosfere di Blind soprattutto attraverso le frasi scandite dalle sei corde di Keenan e Weatherman e da una voce dall'impronta decisamente più corposa e rabbiosa. Señor Limpio muta ancora una volta gli umori snodandosi in un andamento spassoso intriso di venature tipicamente hard rock stroncate prontamente da uno schiacciante refrain. Seven Days e Shake Like You sono altri due inoppugnabili manifesti di stoner metal, diversificandosi peraltro per le differenti influenze raccolte al loro interno; se nella prima, infatti, trovano spazio nuovamente i richiami ai Thin Lizzy e ai Lynyrd Skynyrd, nella seconda si mettono in evidenza le sfumature southern rimarcate soprattutto attraverso il solo in chiusura suonato con la tecnica del bottleneck slide. My Grain si dipana nelle sue commistioni di hard rock e accenti southern collocando in primo piano, proprio nella parte centrale della canzone, l'indiscutibile classe di Mike Dean che si materializza in un frenetico assolo di basso. Deliverance è contrassegnata da un riff travolgente grazie alla sua scansione mediante le chitarre caricate dei wah e da un'inusuale ma gradevole presenza alla voce di Dean. Shelter è invece una ballata dalle chiare tonalità country guidata da semplici accordi di chitarra acustica, un'altra in bottleneck e la voce di Keenan che danza delicatamente sfruttando un timbro cupo coadiuvato dall'impiego di note basse. Chiude l'ottima Pearls Before Swine, nella quale Keenan cambia ancora una volta registro mimando una voce alterata, quasi a dipingere uno di quei brutti viaggi acidi tipici di quando si alterano i circuiti serotoninergici; il tutto su uno sfondo musicale dal sapore desertico opportunamente declinato, che a fine traccia prosciuga corpi e bocche e alimenta miraggi allucinati.

Ovviamente i Corrosion of Conformity erano ben consapevoli della validità del materiale che avevano scritto e si rifiutarono che questo venisse pubblicato tramite Relativity Records, determinando una provvisoria fase di stallo che posticipò la pubblicazione del disco fino all'acquisizione della Relativity da parte della Columbia. Una volta immesso alla sua normale fruizione, Deliverance determinò una crescita esponenziale della visibilità dei COC ma questa è un'altra storia; ciò che è necessario mettere in evidenza è che questo fu uno degli album sicuramente non pionieristici ma di certo fondamentali sul versante della rielaborazione di certe sonorità. Da questi cinquantacinque minuti diverse band più e meno note presero gli spunti per costruire o ri-costruire (e non poche, anche dai nomi altisonanti, fallirono miseramente in questo intento) il proprio sound, mentre Pepper Keenan metteva un punto più che fermo nella sua carriera, evidenziando quella forte personalità e quella determinazione che gli avrebbero consentito di interagire con altre personalità di spicco quali Phil Anselmo, Kirk Windsten e Todd Strange dei Crowbar e Kimmy Bower degli Eyehategod. Ed eccole ancora, le parole di Keenan, a offrire la chiave di lettura per comprendere il senso storico dell'album:

Ricordo quando avevamo il nastro delle canzoni senza la voce, sapevamo che sarebbe stata la mossa giusta da fare, anche se tutto era contro di noi. È questo quello di cui sono più orgoglioso. In un momento in cui il mondo stava andando matto per la scena di Seattle, noi stavamo ascoltando classic rock come Grand Funk Railroad, insistendo sul fatto che era proprio quello, ciò che volevamo diventare.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
96.6 su 5 voti [ VOTA]
Giaxomo
Giovedì 16 Novembre 2017, 18.43.45
18
E il nuovo singolo dei CoC l'avete ascoltato? Che goduria è? Quanto mi mancava Mr. Pepper..
5-HT
Giovedì 16 Novembre 2017, 18.17.09
17
Sull'argomento ho avuto un approccio volutamente criptico perché non ha senso scatenare polveroni inutili facendo nomi e cognomi che portano con sé l'unica conseguenza di spostare l'attenzione da quello che ritengo un album importantissimo. D'altronde alcuni album pubblicati post Deliverance parlano da soli e la maggior parte di voi sono perfettamente in grado di individuarli.
TheSkullBeneathTheSkin
Giovedì 16 Novembre 2017, 17.59.39
16
@5-HT... sono più che sicuro che quando parli di band con nomi altisonanti che non seppero reinventare il proprio sound (nel periodo di Deliverance) in testa hai anche i Metallica. Non so perchè, ma la frase di un addetto ai lavori letta ai tempi su una rivista, mi è rimasta in testa: "Wiseblood è il disco che i Metallica non faranno mai". Credo che le aspetttative per Wiseblood ed il riferimento ai 'tallica fossero proprio dovute alla "bomba" Deliverance... grande band, contento stiano tornando
Doom
Martedì 7 Febbraio 2017, 15.49.48
15
C'ho provato spesso sia con questo che con Blind...ma la scintilla non è mai scoccata. Non sono per me queste sonorità...ma riconosco che si tratta di due album davvero importanti nel genere.
d.r.i.
Martedì 7 Febbraio 2017, 11.59.15
14
Ok ci riproverò
Giaxomo
Martedì 7 Febbraio 2017, 11.43.57
13
@Absynthe: ti ringrazio per la delucidazione. La penso come te su Blind, a mia volta. Qui, ciò che ha reso grande la band e intramontabile questo lavoro è la (finalmente) trovata identità che la band stessa andava cercando da ormai una decina d'anni o giù di lì. E l'ha fatto in una maniera del tutto inaspettata. Se avessero continuato sulla linea di Blind, li avrei abbandonati a Blind stesso. @d.r.i.: RIASCOLTALO! Accompagnato da del sanissimo Jack Daniel's o qualche dozzina di lager.
Metal Shock
Martedì 7 Febbraio 2017, 11.36.37
12
@D.r.i.: se eri abituato ai primi C.o.c c'è poco da fare, con Blind stratosferico, ma questo è un bellissimo lavoro che inciderà sui futuri ottimi lavori.
d.r.i.
Martedì 7 Febbraio 2017, 11.34.43
11
Per me che non ho mai gradito il loro cambio di genere sto disco è una palata sulle balle! Lo riascolterò incuriosito dai voti alti e dai giudizi positivi ma se è finito nella zona 'dimenticati' della mia collezione un motivo ci sarà!
Absynthe
Lunedì 6 Febbraio 2017, 19.52.23
10
@Giaxomo: nessuna ironia - quel che ho scritto è da prendere alla lettera. Sia su Blind che su Deliverance, la penso esattamente come te per come lo hai espresso nel commento n° 2. Per me, Blind è un disco sopravvalutato, altalenante e confusionario - penso che il solo fatto di reputare Shallow Ground il brano migliore all'interno di quel marasma, la dica lunga su che tipo di rapporto ci sia tra me e quel disco.
lux chaos
Lunedì 6 Febbraio 2017, 18.49.00
9
Straordinario, stupendo, anche io li apprezzo post-blind, con tutte le influenze della seconda parte di carriera iniziata con questo capolavoro...i successivi America's volume dealer e In the arms of god non saranno da meno, grande gruppo
Bloody Karma
Lunedì 6 Febbraio 2017, 13.19.05
8
Da pischello adolescente che ero all'epoca li conobbi perchè furono da supporter al tour dei Metallica dei tempi di Load. Pur non capendo ancora niente di musica, mi colpirono moltissimo e cercai in tutti i modi di comprarmi questo Deliverance, che ancora oggi mi piace da morire.
brainfucker
Lunedì 6 Febbraio 2017, 10.02.39
7
gli anni '90 sono stati il decennio dell'incertezza, della voglia di mischiare e di sopravvivere e questo disco ne è l'emblema perfetto. pochi dischi riescono a ricreare un determinato periodo e i COC ci sono riusciti alla grande con un disco pieno di influenze ma allo stesso tempo omogeneo..semplicemente meraviglioso. ci piazzo un 95 e mi sembra pure d'essere stretto di manica.
Giaxomo
Domenica 5 Febbraio 2017, 21.10.47
6
@Absynthe: non ho ben capito se la prima parte del tuo commento sia ironica o meno, perdonami ma in sessione d'esami il mio QI e l'acume arrivano ai livello di quello di una murena! Se appoggi il mio pensiero, mi fa molto piacere, se non lo appoggi, mi dilungherò nello spazio più opportuno, ovvero nella recensione di Blind.
Absynthe
Domenica 5 Febbraio 2017, 1.02.58
5
@Giaxomo: quando, sotto la recensione di un disco che funge da spartiacque nella carriera di una band (come è Deliverance nel caso dei COC), mi capita di leggere un commento come il tuo (N° 2), che mostra il coraggio di uscire fuori da un coro rispetto al quale guai a steccare, non posso che complimentarmi. Riguardo a Blind, la penso esattamente come te, e lo stesso vale per questo pezzo da 95. Nella mia testa, l'asse Delvirance-NOLA è ciò che corrisponde all'unico specimen del southern metal.
Giaxomo
Sabato 4 Febbraio 2017, 22.18.19
4
Quasi dimenticavo oggi: per chi venisse rapito al primo ascolto da questo capolavoro consiglio di ascoltare il più recente "In the arms of God", che nella mia classifica personale di questa favolosa band è mezzo gradino sotto di "Deliverance", stessa formula stoner ma più oscuro e asfissiante. Lo penalizzo un po' anche per la lunghezza leggermente eccessiva.
DëZ
Sabato 4 Febbraio 2017, 19.06.46
3
95. Ottima band e bellissimo disco! Tanti bei ricordi ogni volta che lo ascolto
Giaxomo
Sabato 4 Febbraio 2017, 15.29.12
2
Paradossale e unico è il parere che nutro nei confronti dei C.O.C. : fino a Blind, che è ritenuto all'unanimità uno dei capolavori del metal anni 90, sono una band normalissima, anzi sotto la media. Nei primi due suonano un hardcore senza infamia e senza lode, onestissimo, mentre Blind...Blind (espiro) è un mattone, non solo il sound ma il lavoro stesso lo trovo noioso, condito da testi sopra la media ma da riff nella seconda parte (eccetto Vote with a Bullet) anonimi, sbiaditi, privi di groove. Non fustigatemi, vi prego. Qui invece emerge in pieno il retaggio, il bagaglio culturale del mastermind, al secolo Pepper Keenan, nonché uno dei miei frontman e chitarristi preferiti. Qui emergono le sue radici del Sud (e non sudiste!!!), la pentatonica del Delta Blues. Non posso stilare una lista di canzoni migliori del lavoro, semplicemente perché si tratta di uno dei miei album preferiti! Se amate lo Stoner, se amate il Southern Rock, se amate i Down, se amate la pentatonica, se amate riff monolitici, carichi di groove e distorsioni sature qui trovate ciò che fà per voi. Semplicemente, uno dei lavori fondamentali della musica contemporanea alternativa. 100. In calce aggiungo: ottima recensione, non conoscevo alcune chicche!
Lizard
Sabato 4 Febbraio 2017, 14.52.29
1
Il cambio di passo rispetto a Blind è evidente e fu un piccolo shock per chi, come me, aveva adorato il disco precedente che divenne di fatto un unicum nella carriera della band. Albatross testimonia in maniera chiara questo salto in avanti. Deliverance diventerà fondativo per il futuro della band ed è un disco grandioso, che cova dei riff monumentali. Amo letteralmente Pearls Before Swine. Da avere, senza dubbio e da capire anche, perché da qui germinera' una intera via al genere. Con gli Helmet e i Therapy? una delle band fondamentali degli anni 90 e meno celebrate in assoluto. Grandi C.O.C.
INFORMAZIONI
1994
Columbia Records
Stoner
Tracklist
1. Heaven's Not Overflowing
2. Albatross
3. Clean My Wounds
4. Without Wings
5. Broken Man
6. Señor Limpio
7. Mano de Mono
8. Seven Days
9. #2121313
10. My Grain
11. Deliverance
12. Shake Like You
13. Shelter
14. Pearls Before Swine
Line Up
Pepper Keenan (Voce, Chitarra)
Woody Weatherman (Chitarra)
Mike Dean (Basso)
Reed Mullin (Batteria)
 
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