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Fall of Carthage - The Longed-For Reckoning
04/02/2017
( 711 letture )
I Fall of Carthage sono una band tedesca che si forma nel 2014 dalle menti di Arkadius Antonik (SuidAkrA) e Martin Buchwalter (Perzonal War) con l'aggiunta alla voce di Sascha Aßbach; inizialmente la band si qualifica come semplice side-project, ma poi il trio decide di fare le cose più seriamente e dopo il debutto nel 2015 dal titolo Behold tornano oggi con un nuovissimo album, The Longed-For Reckoning .

La proposta del terzetto è un mix tra modern thrash metal e groove metal, i riff sono possenti mentre la voce di Sascha Aßbach in molti passaggi ricorda il buon Phil Anselmo senza però la sua cattiveria, inoltre ci sono alcuni inserti elettronici per stemperare gli animi della furia della band. La band non propone nulla di nuovo, piuttosto il tutto è decisamente derivativo con i Pantera a fare da principale fonte d'ispirazione, Fast Forward ne è un esempio lampante, i riff sono compatti mentre il cantato propone una discreta aggressività accompagnati da un drumming potente ma mai personale; gli stacchi che la compongono riportano decisamente alla band del compianto Dime Darrell senza avere minimamente la forza distruttiva dei Pantera. I Fall of Carthage sanno anche schiacciare sull'acceleratore ma prediligono parti più lente e pesanti, la chitarra di Arkadius Antonik unisce pesantezza e parti melodiche con un certo gusto senza però risultare, ancora una volta, un minimo personale; Complete è un brano che è caratterizzato da una forte componente elettronica che cerca di creare una sorta di atmosfera spaziale per poi intersecarsi con la chitarra e la batteria che tendono a dare un'apertura più ariosa al brano, il tutto supportato dal cantato che però risulta abbastanza prolisso. I tedeschi con questo disco propongono un sound moderno fin troppo contaminato dall'elettronica, in Whodini Peckawood addirittura possiamo trovare una sorta di rap/hip hop con un testo ricco di ''motherfucker'' o ''fuck you'', un brano terribilmente brutto che non aiuta certo la band a farsi apprezzare. Il disco prosegue con questo mix di modern thrash ed elettronica con l'aggiunta di testi semplici, i cinquantotto minuti che lo compongono risultano prolissi e alla lunga noiosi senza picchi qualitativi degni di nota. Tapeworms forse è il brano più riuscito dell'intero platter nel quale la band mette da parte le chitarre elettriche per creare un pezzo d'atmosfera che grazie ai cori ben congegnati riesce a dare un minimo di personalità al combo, non farà storia ma all'interno del disco riesce a variare altresì la proposta prolissa e derivativa.

I Fall Of Carthage con questo disco non riesco nell'intento di ''elevare'' il modern metal ad un altro livello, piuttosto risultano confusionari e decisamente noiosi per buona parte del platter; una band della quale se ne può fare tranquillamente a meno nonostante le capacità tecniche siano indubbie, c'è da aggiungere anche una produzione plasticosa e decisamente artefatta.



VOTO RECENSORE
53
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
MDD Records
Groove
Tracklist
1. Fast Forward
2. Dust And Dirt
3. Sick Intentions
4. They're Alive
5. Swept To The Edge
6. Complete
7. For The Should To Save
8. Whodini Peckawood
9. Suffer The Pain
10. Down Like Honey
11. Tapeworms
12. Paint In White
13. Bury The Crisis
14. Purile Scumbag
15. Turning Point
16. Black December
Line Up
Sascha Aßbach (Voce)
Arkadius Antonik (Chitarra)
Martin Buchwalter (Batteria)
 
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