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Damnation Gallery - Trascendence Hymn
04/02/2017
( 633 letture )
Il panorama underground italiano offre spesso novità interessanti, molte delle quali col passare del tempo si consolidano passando dallo status di semplici promesse a quello di realtà vere e proprie. Quando si ha a che fare con una band che fin dal primo momento dimostra di avere ben chiari i propri obiettivi è anche più facile che quest’ultima riesca ad affermarsi in tempi assai brevi. I liguri Damnation Gallery rientrano di diritto in tale categoria, essendosi formati soltanto da pochi mesi, ma avendo dalla loro già una visione piuttosto delineata della propria proposta musicale. Proposta il cui stile si può facilmente iniziare ad intuire da una veloce occhiata all’artwork di copertina, e che orienta i Damnation Gallery nella direzione dei vari Death SS, Hell, Mercyful Fate, King Diamond e simili, non a caso citati come principali influenze dalla band genovese. I quattro, guidati dalla voce maligna e oscura di Francesca “Scarlet” Queirolo, nei pochi mesi insieme hanno già dato alle stampe un primo EP e, tanto per non smentire la propria capacità di bruciare le tappe, l’hanno fatto sotto l’egida della Masked Dead Records, etichetta italiana attiva soprattutto in ambito black metal.

Cinque le tracce presenti, di cui però fanno parte intro e outro, il che limita le canzoni vere e proprie a soltanto quindici minuti circa sui diciotto totali dell’EP. Questi numeri potrebbero sembrare limitanti in un primo momento, ma in realtà sono sufficienti per capire lo stile del gruppo e farsi un’idea delle loro capacità attuali. La registrazione è volutamente “cruda”, scarna a livello qualitativo, per la volontà della stessa band a trasmettere anche su disco ciò che avviene in sede live. L’ouverture Mankind’s Fall è studiata alla perfezione per farci immergere fin da subito nelle oscure segrete di questa “galleria della dannazione”, costruita ad arte dal combo nostrano, ma è con Evil Extreme che la band ci mette sul piatto il nucleo del proprio repertorio sonoro. Il brano ha enormi rimandi allo stile espressivo di King Diamond, ma non per questo risulta totalmente derivativo. La chitarra di Lord Edgar sale ben presto sugli scudi dimostrando una certa affinità con le parti solistiche, mentre le ritmiche dettano i giusti tempi senza andare troppo al di là di un’esecuzione buona ma abbastanza prevedibile. La successiva Dark Soul mostra già alcune differenti sfumature, con un maggior riguardo riservato alla melodia e alla ricerca di un’atmosfera ancora più oscura, plumbea, senza per questo farci mancare sezioni più aggressive, addirittura vicine al black metal. Il tipo di registrazione effettuata per questo disco rende poi tutto più credibile, lontano dalla perfezione post-produzione a cui siamo ormai fin troppo spesso abituati. Un’altra nota positiva è la presenza corposa e non fine a sé stessa del basso di Low, soprattutto in Dark Soul e nella successiva titletrack. Quest’ultima è delle tre la canzone forse meno efficace, ma nell’insieme dell’album si lascia ascoltare senza grossi impedimenti. Il brevissimo outro Rebirth, costituito soltanto da suoni tetri e folli urla bestiali, chiude il tutto liberandoci dall’abisso di terrore in cui eravamo stati gettati solo pochi minuti prima.

Con questo EP la band genovese ha dimostrato di possedere gli elementi necessari per dare il via ad un interessante percorso di crescita: un’idea solida di base, un’immagine ben definita del gruppo, che non lascia spazio a dubbi su stile e genere proposto (perché anche l’apparenza conta in questi casi), e soprattutto dei buoni brani di partenza sui quali costruire qualcosa di più grande nel futuro prossimo. L’inizio è positivo, vedremo quali conferme o sorprese ci riserverà a suo tempo il primo full length.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2016
Masked Dead Records
Horror Metal
Tracklist
1. Ouverture: Mankind’s Fall
2. Evil Extreme
3. Dark Soul
4. Trascendence Hymn
5. Rebirth
Line Up
Francesca Queirolo “Scarlet” (Voce)
Edoardo Napoli “Lord Edgar” (Chitarre)
Luca Scovazzi “Low” (Basso)
Federico Nascosi “Nasco” (Batteria)
 
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