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Hellcowboys - Hellcowboys
19/02/2017
( 1129 letture )
Esordio discografico assoluto per gli Hellcowboys, quartetto romano nato nel 2014 dalle ceneri dei defunti Carton che attraverso un southern thrash molto derivativo sfornano in maniera totalmente autoprodotta il loro primo e omonimo lavoro professionale. Le influenze di una band come i Pantera sono ovviamente in primo piano già nella scelta del nome stesso della band capitolina, senza per questo però trovare per forza punti d’incontro che potrebbero risultare scontati e sempliciotti: i romani infatti hanno un approccio decisamente “rock ‘n roll” al songwriting dei 7 brani che compongono il loro debutto, e al groove tipicamente panteriano si accostano un thrash di matrice hardcore e anche influenze heavy classiche, che rendono l’ascolto generale leggero e piacevole senza però particolari sussulti.

L’apertura è affidata alla strumentale e “morriconiana” Int(r)o The Desert, il cui intento sembra quello di presentarci il quartetto in pieno stile far west e pronto a sfoderare tutte le armi sonore a sua disposizione, cosa che puntualmente avviene con la titletrack, un variegato mix di groove thrash e nu metal (soprattutto nella scelta del cantato che nelle strofe pare rappato) che nonostante la sua staticità e ripetitività di fondo riesce comunque a colpire l’ascoltatore per la sincerità dell’approccio davvero grintoso. Il basso di Stfn Steele introduce la successiva Antisocial Network e la fa da padrone lungo tutto l’arco della canzone, davvero ben strutturata nel suo southern thrash decisamente tirato grazie a una prova vocale davvero convincente di Comaante e aun super solo di Andrixxx che seppur stringato risulta però azzeccato nel contesto generale. Se Goddamn Angel ci offre un mid tempo groove e cadenzatamente standard, farcito con i classici fischi di chitarra a fine riff di chiara influenza “Darrelliana” ma esaltati però da un gusto chitarristico non indifferente del solito Andrixxx alle sei corde, Psycho Vampire punta piuttosto su un passo rock ‘n roll deciso e marcato, con un ritornello semplice e forse un po’ scontato e datato che rende sì riconoscibile il brano già dal primo ascolto ma crea un effetto di eccessivo piattume forse anche a causa di un cantato fin troppo urlato e sguaiato, se non fosse per la solita prova solista alla chitarra che ne salva abbondantemente il risultato finale. La batteria di Daf fa il suo compitino alla perfezione senza strafare o esagerare, tanto nei brani tipicamente southern thrash come War (dove gli accordi lunghi si sprecano e il groove invita al pogo più selvaggio e ignorante) quanto nei brani alternativi come la conclusiva Doomed To Hell, un mix di metal in mid tempo dal ritmo alto e di alternative rock melodico tipicamente americano che anche e soprattutto grazie alla prova vocale di Comaante conclude l’album più che dignitosamente ma con molti punti interrogativi.

Gli Hellcowboys sono sicuramente un band dalle molteplici influenze e dal discreto potenziale che ancora non ha però deciso cosa vuol fare da grande: imbastire le proprie canzoni su patterns e riff tipicamente metal (non necessariamente southern thrash anche se si sente, e parecchio, che a loro piace) oppure provare a esplorare lidi anche più melodici e non necessariamente metallici, magari perfezionando la pronuncia inglese e scegliendo un sound più personale e meno debitore dei propri numi tutelari, in modo da distinguersi dalla massa e contemporaneamente fare un salto di qualità che li proietti verso un nuovo e delineato futuro.



VOTO RECENSORE
65
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Groove
Tracklist
1. Int(r)o The Desert
2. Hellcowboys
3. Antisocial Network
4. Goddamn Angel
5. Psycho Vampire
6. War
7. Doomed To Hell
Line Up
Cristiano “Comaante” Iacovazzo (Voce, Chitarra)
Andrea “Andrixxx” Valentino (Chitarra)
Stefano “Stfn Steele” Ferramola (Basso)
Alessandro “Daf” Di Filippo (Batteria)
 
RECENSIONI
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