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Cancer - To the Gory End
25/02/2017
( 1773 letture )
To the gory end, as they make you ride the blade / To the gory end, as your life will now fade

Scorre la lama, scorre in quel solco tracciato a cavallo tra gli '80 e i '90 da tutti i giovanotti che pensavano il metal dovesse oltrepassare certi confini del rumore e dell'intransigenza. Spingere in profondità il machete, sapendo che le vite dei metalheads non sarebbero state più le stesse, negli spesso censurati testi e artwork, tributo al cinema horror più sanguinolento ("Zombi" di Romero, in questo caso). La storia ci porta a Telford, Inghilterra, più precisamente nella verdissima regione dello Shropshire (nota per aver dato i natali a Shane Embury) a pochi chilometri da Birmingham, la "Home of Heavy Metal". I Cancer nascono come trio formato da John Walker (chitarra e voce), Ian Buchanan (basso) e Carl Stokes (batteria) e basta una prima occhiata a nome e logo per comprendere la loro volontà di cavalcare la nascente onda chiamata death metal, contraddistinta da tape-trading, 'zines "splatterose" e marcata insalubrità. La band si mette in mostra grazie a una prima demo-tape di due brani, No Fucking Cover datata 1988 e, in maniera più efficace, dalla successiva Demo #2 del 1989. Questo secondo lavoro anticipa una buona fetta della tracklist di To the Gory End e riscuote il gradimento di tanti coetanei, in patria come negli States, tra cui alcuni affermati militanti del metallo-della-morte: primo fra tutti, Scott Burns dei Morrisound Studios, che vuole produrre il loro debutto discografico.

Il sound dei primi Cancer è diretto ma ricco di sfumature, dalla batteria precisa e dal songwriting vario e mai banale, influenzato soprattutto da Death e Sepultura, condito da accelerate e chitarrismi che rimandano all'epocale (e allora ineguagliato) Altars of Madness. Date le premesse, To the Gory End parrebbe avere un posto già prenotato nel Gotha di quella nuova e fiorente scena, ma la logistica non giocò a favore: impossibilitati a partire per la Florida, il debutto viene registrato nel Galles e solo mixato ai Morrisound. La band trova quindi approdo e copertura finanziaria a Londra, con l'etichetta discografica Vinyl Solution, specializzata in elettronica, beats e industrial, ma ben attenta ai trend locali, dati i trascorsi con Bolt Thrower e Cerebral Fix. Viene ora automatico il paragone con la concorrenza di Tampa, oltre che con la loro successiva release: il sound di To the Gory End risulta asciutto, poco cavernoso e ancorato a certi dettami del thrash, sebbene le composizioni siano 100% death metal, nella loro abbondanza e alternanza di riffing, velocità e atmosfere, supportate dalla voce aggressiva e poco gutturale di Walker e da qualche sensato innesto di tastiera.

Lungi da me o dall'audience dell'epoca parlare di album incompiuto o di mero antipasto al monumentale Death Shall Rise: l'apertura incalzante di Blood Bath o brani come Imminent Catastrophe, Cancer Fuckin' Cancer e la title-track sono da Manuale di Death Metal. E stiamo parlando "soltanto" dell'Anno di Grazia 1990, epoca in cui si è da poco superato l'utilizzo di etichette come extreme-thrash o crossover. Dalle sferzate metallarissime di Witch Hunt ai mid-tempo alternati all'efferato e brutale hardcore nella conclusiva Die Die, insaporita dai cori di John Tardy degli Obituary, il Death Metal (maiuscole d'obbligo) è questo: si ciba del proprio passato, maciullandolo, rigurgitandolo. Fresco e allo stesso tempo putrescente; ingenuo ma mai impreparato. FINO ALLA SANGUINOLENTA FINE.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
77.5 su 6 voti [ VOTA]
Aceshigh
Sabato 11 Novembre 2017, 23.51.56
7
Un bel gioiellino di death metal vecchio stampo senza fronzoli che ascolto sempre con molto piacere. A dirla tutta le vocals di Walker non mi hanno mai fatto impazzire ma i pezzi sono quasi tutti di alto livello ! Non meno di 85
LexLutor
Domenica 5 Marzo 2017, 12.06.52
6
Un buon album di death metal nel suo complesso. Forse risulta "di maniera" nel riferirsi in modo pedantesco agli schemi tipici del deathmetal. Un dato che, qualora confrontato all'annata dell'album in questione (1990) non depone a favore del gruppo inglese, quasi che TOTHE GORY END, nel venire alla luce, nasceva già vecchio. Tuttavia niente di grave. ll massimo che si richia è un pò di noia. Appena mi capita, seguo la procedura classica: STOP, EJECT e ....Protector "Urm the mad" o "cursed and coronated". PLAY. E ritorna la pace interiore, a tutto vantaggio di neuroni e coronarie.
Voivod
Martedì 28 Febbraio 2017, 13.20.29
5
D'accordo con Lambruscore...gruppo appena sufficiente.
LAMBRUSCORE
Lunedì 27 Febbraio 2017, 14.10.38
4
Per me di capolavori non ne hanno mai fatti. Disco ascoltabile, un 65 ma niente più.
thrasher
Lunedì 27 Febbraio 2017, 11.11.09
3
Bellissimo quest album, i primi tre sono capolavori del genere sopratutto il terzo
Galilee
Sabato 25 Febbraio 2017, 14.45.02
2
Mi manca, comunque io adoro anche the sins of mankind...si chiama così vero?
Undercover
Sabato 25 Febbraio 2017, 13.45.38
1
Il DISCO dei Cancer, l'unico vero capolavoro scritto dalla band e per me questo almeno 88-90 se lo merita con "Bloodbath", "Cancer Fuckin' Cancer" e la titletrack sono bestiali. Io ho sempre preferito questo al tanto esaltato "Death Shall Rise" bello sì, ma che ritengo inferiore a questo e non di poco.
INFORMAZIONI
1990
Vynil Solution
Death
Tracklist
1. Blood Bath
2. C.F.C. (Cancer Fuckin'Cancer)
3. Witch Hunt
4. Into The Acid
5. Imminant Catastrophy
6. To The Gory End
7. Body Count
8. Sentenced
9. Die Die
Line Up
John Walker (Voce, Chitarra)
Ian Buchanan (Basso)
Carl Stokes (Batteria)
 
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