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Battle Beast - Bringer of Pain
03/03/2017
( 1778 letture )
Bringer of Pain è il quarto studio album per i finlandesi Battle Beast, capitanati dalla frontwoman Noora Louhimo, ma orfani del chitarrista e principale compositore Anton Kabanen. La band finnica è emersa sulla scena qualche anno fa, vincendo il contest “Wacken Metal Battle” rivolto alle giovani band, distinguendosi grazie a una proposta musicale ricca di influenze heavy/power che attinge in particolar modo dal repertorio di band quali Manowar, Accept, Primal Fear e Sabaton. Senza inventare nulla di nuovo e sfiorando il plagio in alcuni passaggi, i Battle Beast sono stati comunque in grado di ritagliarsi la loro fetta di pubblico, grazie a una ricetta che prevede canzoni semplici, immediate e basate su una massiccia dose di maliziose ed orecchiabili melodie di facile assimilazione.

Apparentemente anche Bringer of Pain, che è pubblicato ancora dalla Nuclear Blast e si presenta con una copertina vivace e coloratissima, si allinea a quanto già espresso nei precedenti album dei Battle Beast: brani come l’opener Straight to the Heart o la titletrack Bringer of Pain rappresentano infatti classicissime cavalcate di heavy metal, strutturate dalle solide ritmiche della coppia Eero Sipilä al basso e Pyry Vikki alla batteria e dal preciso riffing di Joona Björkroth e Juuso Soinio, che accompagnano le semplici e immediate linee vocali efficacemente interpretate dal cantato aggressivo e a tratti un po' ruvido di Noora Louhimo. Inoltre, episodi più lenti e rock-oriented quali We Will Fight e la ballad Far from Heaven, seppur non presentando particolari picchi compositivi, scorrono comunque via in modo orecchiabile. Tolte però queste flebili luci, Bringer of Pain mostra nelle restanti tracce un susseguirsi di brani di difficile comprensione che tendono a infarcire le già elementari ritmiche con numerosi passaggi di tastiere ed effetti tanto da far sfociare il sound complessivo della band in un miscuglio di generi non ben definiti. Pregio dei Battle Beast è sicuramente il fatto di non prendersi troppo sul serio, ma l’impressione che si ha nell’ascolto complessivo di questo disco è quella di un esagerato “scimmiottamento” di diversi cliché che alla lunga risulta essere fine a sé stesso o addirittura fastidioso. Se infatti King for a Day si apre con dei forti sentori chiaramente pop, Dancing with the Beast riesce addirittura a sconfinare nella disco music, creando un certo imbarazzo nell’ascoltatore.

Resta ben poco da aggiungere. Bringer of Pain rappresenta un passo decisamente falso da parte dei Battle Beast. Nei suoi 40 minuti di durata, dimostra sì di avere una produzione impeccabile, una registrazione cristallina -eseguita presso i mitici Finnvox Studio- nonché indubbie doti tecniche di base, che si notano in particolare in alcuni passaggi chitarristici e in diversi assoli di natura neoclassica sparsi qua e là ma, al netto di un paio di tracce in apertura, questa nuova fatica del quintetto finnico paga pesantemente il massiccio impiego di tastiere ed effetti posticci che restituiscono un suono artefatto ed al limite del fastidioso. Una musica più consona quale sottofondo a dei videogame piuttosto che per chi vuole ascoltare del metal. Un prodotto preconfezionato e senza anima che ammicca alle giovanissime generazioni più inclini a facili suoni, mentre la vecchia guardia se ne starà abbondantemente alla larga.



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
71.71 su 21 voti [ VOTA]
Alduz77
Giovedì 16 Novembre 2017, 16.13.58
18
In totale disaccordo con quanto letto.
Todbringer83
Venerdì 26 Maggio 2017, 15.17.38
17
Il mio modo di vedere riguardo a quest'uscita è più incline alla visione del recensore, anche se 45 è davvero poco e sotto i limiti della decenza. Tuttavia quel che c'è di salvabile in questo capitolo è l'ormai consolidata timbrica vocale, davvero eccelsa della Louhimo e le sfuriate solistiche del "lead guitar" molto malmsteeniane. Bastard Son of Odin è una piccola gemma, ma molte sono le tracce sottotono e irritanti. Appena sufficiente.
Gorak Vampire
Mercoledì 22 Marzo 2017, 1.44.54
16
La prima parte del disco parte bene anche se scontata , la seconda è davvero imbarazzante. ( Potevano andare a San Remo come ospiti ).Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più. Comunque non condanno Ocram se lui gode ascoltando Battle Beast fa bene a farlo perché la musica è linfa vitale e quando l'ascolti deve darti qualcosa in cambio. Per concludere io sono più d'accordo con The King , dovevano impegnarsi maggiormente. Molto meglio i lavori precedenti. Voto : 50
Steelminded
Giovedì 16 Marzo 2017, 21.29.58
15
fantastico 45, pensare che questi presero un 10 (dieci) in una nota rivista cartacea nazionale...
Carlo
Venerdì 10 Marzo 2017, 11.39.06
14
Naaaa, non è entusiasmante come i primi (effetto novità esaurito), il cambio di mastermind si sente (è molto più tastieristico che chitarristico, rispetto agli episodi precedenti), c'è qualche calo di tensione lungo la tracklist, ma contiene ottime hit (king for a day, familiar hell, straight to the heart su tutte). Anche l'accusata Dancing with the Beast non è per niente male, un divertissement in perfetto stile Battle Beast, da prendere con la loro ironia. Voto: 75.
Iron Darkness
Martedì 7 Marzo 2017, 2.51.28
13
45 mi sembra davvero troppo poco, tuttavia è un disco senza infamia e senza lode secondo me. C'è da dire che la Nuclear Blast se ne è scesa parecchio, ormai la musica che produce e pubblica è stereotipatissima. Forse farebbe meglio a investire su qualcosa di nuovo, odio vedere miriadi di band underground pregevolissime stare senza un'etichetta, senza aver mai la speranza di venir considerate dalle etichette più influenti, che comunque continuano a pubblicare musica trita e ritrita.
Galilee
Lunedì 6 Marzo 2017, 20.43.58
12
Mah...ho ascoltato il disco per pura curiosità. Band capace che propone un genere ormai super collaudato ma comunque di buona fattura. Se proprio si voleva stroncare il disco perché non si apprezza il genere lo si poteva anche fare, vista la miriade di band sui generi, ma 45 è oltremodo fazioso e soggettivo. Un prodotto così non può prendere 45/100. Da Hater del genere vista la qualità del prodotto andare sotto il 55 mi sembra assurdo. È questo solo se si voleva a tutti i costi castigare la band.
Mr.POP78
Lunedì 6 Marzo 2017, 20.06.04
11
Sarà, ma io mi sono rotto le balle da tempo di sentire sempre la solita roba, non riesco più a sentire un disco power che dopo 2 canzoni ne ho già le palle piene e i Battle Beast mi gasano e divertono come pochi. Lei ha pure una voce pazzesca. Tra l'altro proprio "Dancing with the beast" lo trovo un pezzo spaziale, rock mescolato alla disco e con la voce di Noora... spero facciano roba così anche nei prossimi album. Per me un 80 a quest'album e w i Battle Beast.
Maiden1976
Lunedì 6 Marzo 2017, 14.13.14
10
credo il recensore abbia preso un grosso abbaglio
Daveg68
Domenica 5 Marzo 2017, 17.02.51
9
Non ho ancora sentito questo disco tuttavia conosco bejne la band e non mi dispiace, io son convinto che 45 si possa dare ad una uscita discografica a cui mancano i fondamentali. Produzione dilettantesca, incapacità tecnica o plagi/scopiazzamenti imbarazzanti. Diversamente secondo me 45 è un voto inutilmente ritorsivo.
Alberto
Sabato 4 Marzo 2017, 22.08.11
8
Delusione ! Peccato
Apuanmetal
Sabato 4 Marzo 2017, 21.41.52
7
per niente d'accordo col recensore. fermo restando che considero il secondo album (battle beast) come il migliore in assoluto, direi che questo è molto divertente e orecchiabile. dirò di più: dopo un pezzo epico come 'we will fight', una musica anni 80 come 'dancing with the beast' ci sta benissimo. l'unico appunto che faccio è il ritornello di tre pezzi (straight to the heart, familiar hell e bastard son of odin, gran titolo) fatto con lo stesso giro di note. mi ricorda i dynazty e i sabaton, che in ogni album hanno 3-4 pezzi con lo stesso ritornello. il mio voto è 75
Maurizio
Sabato 4 Marzo 2017, 17.39.02
6
Totale disaccordo. Molto easy ma molto ben fatto. 80 li merita. I dischi brutti sono altra cosa.
Beta
Sabato 4 Marzo 2017, 11.48.56
5
I tre singoli non erano male proprio per niente, soprattutto King for a Day, che secondo me il pop non lo rasenta manco di striscio. Un ritornello di facile presa non basta a definire pop, ci sono un sacco di band metal che fanno ritornelli orecchiabili e penso che servano: a me piace alternare band più sofisticate a band di facile presa. Non posso dare un giudizio sull'album intero e onestamente non sono una fan di questa band, ma credo che abbiano delle qualità indiscutibili, tecniche e di songwriting e benvenga che ci siano: mi fa molto piacere ascoltare i loro singoli quando escono. E trovo che si meritino tutto il successo che hanno. Live poi sono pazzeschi (anche se io li ho visti ancora con la formazione originale ).
Cristiano Elros
Venerdì 3 Marzo 2017, 23.43.48
4
I primi due album mi piacciono un sacco, il terzo già comincia a calare di brutto. Per questo non ho molte speranze, anche se il singolo Familiar Hell mi è piaciuto, ma lo ascolterò perché non voglio bocciarli al volo dopo solo un album sottotono. E comunque per me il non prendersi troppo sul serio non è necessariamente un pregio, anzi, può diventare un difetto: se vuoi fare musica bene devi prenderti sul serio, non puoi andare in giro a fare il pagliaccio (parlo in generale).
Metal73
Venerdì 3 Marzo 2017, 21.33.43
3
Ho L'impressione che il recensore abbia ascoltato l'album in maniera molto approssimativa ed affretata......, non è certo un capolavoro , ma neanche una ciofeca , pertanto il mio voto è un 65 pieno.
The King
Venerdì 3 Marzo 2017, 21.33.35
2
ascolta ocram: 1_i "lidi" musicali e le relative assegnazioni per le recensioni vengono assegnate dai capiredattori. Fosse per me infatti non avrei certo scelto di dedicare tempo ed energie per recensire questo disco. 2_si, prendo sul serio tutte le band,anche i Battle Beast, come prendo sul serio l'heavy metal. 3_la tua valutazione da 78 è lecita e la rispetto. Semplicemente abbiamo due prospettive diverse sulla band e il suo contesto. L'unica cosa ridicola, a mio parere, è constatare tantissime giovani band di qualità che si fanno il culo per emergere e poi ritrovarsi gruppi come i Battle Beast pompati dalle major. cheers!
ocram
Venerdì 3 Marzo 2017, 20.34.55
1
Recensione ridicola. Se l'uso di tastiere così eccessive disturba il recensore consiglio altri lidi, di certo non i Battle Beast. Definire Dancing with the Beast "imbarazzante" vuol dire che si prende troppo sul serio questa band. Faranno uso di melodie zuccherose e fin troppo "facili", ma hanno ritornelli fantastici e di gran gusto. Poi che sia pop o metal poco importa, fanno divertire tantissimo. E la qualità è alta per tutta la tracklist. Voto 78
INFORMAZIONI
2017
Nuclear Blast Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Straight to the Heart
2. Bringer of Pain
3. King for a Day
4. Beyond the Burning Skies
5. Familiar Hell
6. Lost in Wars
7. Bastard Son of Odin
8. We Will Fight
9. Dancing with the Beast
10. Far from Heaven
Line Up
Noora Louhimo (Voce)
Joona Björkroth (Chitarra)
Juuso Soinio (Chitarra)
Janne Björkroth (Tastiere)
Eero Sipilä (Basso, Cori)
Pyry Vikki (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Tomi Joutsen (Voce nella traccia 6)
 
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