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Convulse - World Without God
04/03/2017
( 1782 letture )
Ritengo che la scena death metal finlandese di inizio anni ’90 sia una delle più interessanti nella storia del genere, per quanto parlando di death metal scandinavo si sia sempre portati a pensare alle coste opposte del Baltico; a tutti gli effetti, i gruppi finlandesi di quel periodo contano exploit qualitativi meno numerosi e spesso meno solidi rispetto ai colleghi svedesi, che i primi non riescono a battere nemmeno in longevità, dato che la maggior parte degli esponenti death metal della terra dei mille laghi conobbero periodi di attività molto brevi (perlomeno come formazioni death metal), appena sufficienti a pubblicare un numero consistente di demo ed EP, figuriamoci di full-length: Demilich, Demigod, Purtenance, Rippikoulu, Xysma, Depravity, Cartilage, Abhorrence (sebbene poi gli Amorphis abbiano avuto un notevole successo, ma non prima di discostarsi notevolmente dalle radici più putride del loro sound) e ultimi ma non meno importanti – tutt’altro, direi – i Convulse.

Rispetto alla scena svedese, soprattutto quella che ruotava intorno a Stoccolma e al Sunlight studio, la scena finlandese non risulta quasi univocamente accomunata da caratteri stilistici primari, ma ogni gruppo, finanche ogni uscita discografica (per lo meno quelle giunte a conoscenza del sottoscritto) si può in linea di massima distinguere sufficientemente dagli altri – cosa non necessariamente vera per la scena death metal della nazione limitrofa. Naturalmente anche in questo caso i principali centri geografici di attività metal underground erano limitati, spesso gli stessi musicisti militavano in più formazioni, e si possono quindi riconoscere del tratti di pesante somiglianza (diciamo dei denominatori comuni). Per arrivare al punto, i Convulse sono probabilmente il gruppo che più si avvicina al paradigma stilistico svedese, ma con le dovute distanze.

In effetti, l’accostamento di up-tempo moderati principalmente in d-beat e riff di matrice hardcore a down-tempo quasi doom-oriented (à la Autopsy, in ultima analisi) con melodie di chitarra distinte su un plotter ritmico molto cupo, con un certo intento empatico se vogliamo, avvicina molto il quartetto di Nokia agli svedesi Gorement, God Macabre (a cui li accosto anche per quel paio di intermezzi di chitarra classica), Desultory e Utumno. Come i può riconoscere immediatamente dall’ascolto di World Without God, il loro debutto del 1991, o dallo splendido (o per meglio dire, disgustoso!) demo Resuscitation of Evilness del 1990, il sound dei Convulse punta su un range di frequenze piuttosto distinto da quello letteralmente saturato di medie del death metal di Stoccolma e del suo a dir poco iconico Boss HM-2: è più grosso, grasso, spesso, come quello di molti contemporanei rappresentanti della forma più putrida del death metal d’Oltreoceano. A tutti gli effetti, quelle chitarre low-end ancora un po’ ronzanti mi ricordano i primi demo di Incantation e Morticians, ma solo dal punto di vista del sound, non quello stilistico, sia chiaro.

Nella modesta durata di 36 minuti World Without God riesce ad azzeccare un riff dopo l’altro, dimostrandosi vincente proprio sull’aspetto compositivo. Raramente i riff risultano intricati, e sebbene al primo ascolto possano parere un po’ anonimi, non faticano affatto ad incollarsi alla memoria dell’ascoltatore minimamente ostinato. L’atmosfera, complice i suoni fangosi (e non proprio chiari, vi anticipo), è veramente soffocante e putrescente, e si fa davvero pesante non appena il gruppo molla l’acceleratore. Cionondimeno, le parti più incalzanti del disco risultano veramente irresistibili, sia i tempi grind, non rari, che quelli più punkish. A completamento del discorso chitarristico, anche i lead risultano adeguatamente selezionati, mostrando lo stesso gusto melodico spesso dissonante delle ritmiche (basti sentire il primo riff del disco, subito dopo l’immancabile intro con l’organo MIDI, uno dei miei cliché preferiti del genere!).

Il drumming è perfettamente in linea con gli standard del genere, e a parte risultarvi ottimamente sposato all’intento di pesantezza dei riff, non vi stupirà ulteriormente, così come anche il basso, udibile per impatto ma generalmente sepolto sotto alla grossezza delle chitarre. Anche la voce è molto gutturale, sufficientemente gonfiata da un’eco che non la rende particolarmente decifrabile – ma era inevitabile in un disco così marcio. Le linee vocali assecondano abbastanza quelle chitarristiche, come in quasi ogni album in cui sia proprio il chitarrista a cantare, ma le soluzioni sono tutt’altro che banali, ma piuttosto funzionali al mood dell’album. Come mio solito però non mi dilungo nella descrizione specifica delle tracce, lasciandovi il divertimento qualora non aveste mai ascoltato questa perla.

In riferimento soprattutto alla fila di nomi e alle considerazioni di inizio articolo, più che agli stessi Convulse (non propriamente sconosciuti, data la massiccia ristampa di questo disco da parte di Earache negli ultimi anni, e la ripresa della loro attività musicale sia live che discografica nel 2012), aggiungerei in chiusura una riflessione sul fatto che proprio scavare nell’underground, raccogliendo frammenti discografici (demo compresi) di alcuni nomi considerati di culto, in primis delle scene americana, svedese e finlandese come in questo caso, ma non solo, mi ha permesso di godermi alcune delle maggiori soddisfazioni come ascoltatore e fanatico di death metal, e i Convulse sono stati proprio tra i primissimi gruppi ad avermi spinto a guardare oltre il ventaglio di nomi più noti (e che comunque non ho mancato di approfondire finanche venerare). Oggi con internet e le moltissime ristampe e demo-compilation, il compito è più semplice che mai, e il limite è veramente la propria pazienza!



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
84.75 su 8 voti [ VOTA]
Gio73
Mercoledì 30 Dicembre 2020, 0.47.48
8
Secondo me invece sta invecchiando bene, come me
Legalisedrugsandmurder
Sabato 28 Settembre 2019, 10.27.23
7
Band di culto, all'epoca mi piacevano molto. Ora trovo questo album invecchiato male, discreto disco death ma i capolavori del genere sono ben altri.
Caedus
Giovedì 22 Agosto 2019, 18.23.20
6
E' davvero un peccato che non siano riusciti ad emergere, come tutti gli altri gruppi finnish death ad eccezione di Sentenced ed Amorphis (che hanno cambiato genere). Ma forse, la delusione più grande è che non sono riusciti mai più a ripetersi su questi livelli. Il disco successivo "Reflections" del '94, purtroppo ha seguito la moda death'n'roll del tempo e risulta uno dei dischi più scialbi. Sembrano delle cover hard rock in stile death metal. Poi i dischi del ritorno, Evil Prevails fu una bella sorpresa, ma lontanissimo dal livello di questo qui. Poi l'ultimo disco è stata un'altra delusione perchè hanno tentato nuovamente (nonostante fallirono già nel '94) di orientarsi verso sonorità più semplici. Questo mi fa capire che sono un gruppo che vorrebbe emergere tantissimo e che vorrebbe ritagliarsi un pubblico più ampio, Ignorando però la forte nicchia (tra cui mi ci metto pure io) che si sono andati a creare negli anni per via di questo album che è ormai un'icona di questa corrente di death. Se solo tornassero a fare death in modo serio forse verrebbero acclamati molto di più, dato che oggi il death finlandese sta tornando ad avere una certa riconoscenza (seppure molto di nicchia). Sono i Convulse ad essere rimasti indietro purtroppo.
nonchalance
Giovedì 9 Marzo 2017, 12.03.11
5
Ascoltato ieri per caso e, ora me lo ritrovo tra i "commentati"..comunque, merita! Classico death di buona fattura con voce gutturale.
God of Emptiness
Giovedì 9 Marzo 2017, 10.26.06
4
Bell'album bello marcio che ascolto sempre con grande piacere. Per me un 85 ci sta. Avanza una proposta: potete recensire l'album Bleed for Us to Live dei GUTTED del '94? Non trovo recensioni, secondo me è un album davvero pazzesco di old school che merita davvero di essere riscoperto. Grazie \m/\m/
Undercover
Sabato 4 Marzo 2017, 14.11.09
3
Questi sono i Convulse! Potevano anche evitare di riunirsi.
Doom
Sabato 4 Marzo 2017, 12.24.05
2
Concordo! Grande album della scena Death che preferisco...quella piu oscura e priva di luce. Questo e' uno dei primi classici. Pero' ammetto che nella stessa scena i miei preferiti erano i DEMIGOD. Ammetto pero' che questo e' davvero un botto che non lo metto su...dovrei ripassare la lezione.
Pacino
Sabato 4 Marzo 2017, 11.39.20
1
grande disco! 90
INFORMAZIONI
1991
Thrash Records
Death
Tracklist
1. Intro
2. World Without God
3. Putrid Intercourse
4. Incantation of Restoration
5. Blasphemous Verses
6. False Religion
7. Resuscitation of Evilness
8. Infernal End
9. Godless Truth
10. Powerstruggle of Belief
Line Up
Rami Jämsä (Voce, Chitarra)
Jani Kuhanen (R.I.P. 1992) (Chitarra)
Juha Telenius (Basso)
Janne Miikkulainen (Batteria)
 
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