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The Mission - Another Fall from Grace
05/03/2017
( 1010 letture )
I The Mission vennero formati nel 1985 da Wayne Hussey e Craig Adams dopo il loro split dai Sister of Mercy. Della formazione iniziale restano ad oggi ancora tre dei quattro membri, a riprova che la formula sperimentata e poi modulata nel tempo ha avuto una profonda e straordinariamente longeva valenza emotiva per i suoi artefici.
Se infatti i primi tre lavori si allineano con esiti peraltro notevoli a quel post-punk/gothic rock che ha dato fama imperitura ai Sister of Mercy, il successivo cammino dei The Mission alterna fasi di sperimentazione (l’elettronica in Masque, ad esempio) a ritorni alle origini, fino al più recente e meno entusiasmante orientamento verso un hard rock immediato, diretto, di matrice statunitense.
Un iter piuttosto usuale, direi quasi paradigmatico per molte band nate dalle ceneri di formazioni di grande fama, il cui conservatorismo così come i momenti più sperimentali sono spesso oggetto di critiche di principio, che prescindono cioè dal reale valore artistico delle opere.
In quest’ottica, Another Fall from Grace si presenta come un’opera ibrida e la sua interna varietà potrebbe paradossalmente tanto deludere quanto entusiasmare chi ha aspettative anche opposte su di essa. Eppure il suo valore è talmente innegabile, palese che probabilmente metterà d’accordo gli amanti del gothic rock ereditato dai Sister of Mercy con chi invece si è avvicinato da meno tempo alla loro musica ed ha magari apprezzato le successive evoluzioni nello stile.
L’album presenta inoltre una peculiarità: appare nettamente diviso in due parti che differiscono tra loro dal punto di vista stilistico. Non sappiamo quanto volontaria sia questa suddivisione ma è evidente come le prime sei track affondino le loro radici nel primordiale gothic rock mentre dalla settima in poi le song si facciano più eteree, mesmeriche e articolate nel loro andamento.
L’opener che dà il titolo al disco come pure il successivo brano, quel Met-Amor-Phosis scelto come primo singolo anche per la presenza del guest singer Ville Valo, hanno tutto l’appeal del miglior gothic rock: brani diretti, orecchiabili eppure ricchi di finezze chitarristiche e curatissimi negli arrangiamenti, impreziositi dalla voce profonda e suadente del singer che accostata a quella pur intensa di Valo la fa impallidire, retrocedendola ad un ruolo di secondo piano.
Leggermente meno immediato il brano seguente, quel Within The Deepest Darkness (Fearful) nel quale la voce di Hussey dà il meglio di sé, trasfondendovi tutta la sua carica sensuale e la sua fine capacità interpretativa.
In Blood On The Road e nella successiva Can’t See The Ocean For The Rain il gothic rock semplice ed iconico celebra la sua apoteosi, mentre la voce si fa più graffiante e le chitarre più sfacciatamente rock.
Tyranny of Secrets è una song che non temo di definire perfetta (come lo splendido video che la trasforma in immagini), caratterizzata com’è da un refrain vincente e da un umore oscuro e potente.
Con Never’s Longer Than Forever giungiamo al preannunciato giro di boa. A partire da essa le composizioni si distaccano infatti dal solco del gothic rock: in alcuni casi (come in Bullets & Bayonets o nella ballad “sui generis” Only You & You Alone), l’andamento diventa suadente, morbido mentre in altri si fa più complesso e inquieto (in Jade e nella finale, dissonante Phantom Pain), ma a sostenerli entrambi vi è un medesimo intento, quello squisitamente sperimentale.
In questa seconda parte s’incontrano anche i pochi episodi più stanchi e meno centrati dell’album che restano comunque una debole minoranza e non compromettono il valore dell’intero lavoro. Il quale rappresenta anzi, nel suo ampio minutaggio, un virtuoso esempio di qualità pressoché costante.
In conclusione, i dodici brani che compongono Another Fall from Grace dimostrano da un lato l’esigenza di Hussey di restare adeso ad un passato che ancora gli corrisponde profondamente e che sa interpretare con grande sensibilità e freschezza, senza mai ripetere sterilmente sé stesso, dall’altro l’opposto bisogno di addentrarsi in territori nuovi, solo parzialmente esplorati nella sua carriera solista. E finché potrà contare su un’ispirazione così salda ed elevata la varietà resterà sinonimo di ricchezza.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
83.33 su 3 voti [ VOTA]
Alex Cavani
Domenica 5 Marzo 2017, 21.44.14
1
Bellissimo. Scoperto quasi per caso, ma me ne sono innamorato subito. I suoni sono profondissimi e i brani della prima parte sono tutti piccoli capolavori! Peccato per la durata perchè è davvero difficile arrivare alla fine ogni volta.
INFORMAZIONI
2016
Eyes Wide Shut Recordings
Gothic / Rock
Tracklist
1. Another Fall From Grace
2. Met-Amor-Phosis
3. Within The Deepest Darkness (Fearful)
4. Blood On The Road
5. Can’t See The Ocean For The Rain
6. Tyranny Of Secrets
7. Never’s Longer Than Forever
8. Bullets & Bayonets
9. Valaam
10. Jade
11. Only You & You Alone
12. Phantom Pain
Line Up
Wayne Hussey (Voce)
Simon Hinkler (Chitarra)
Craig Adams (Basso)
Mike Kelly (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Ville Valo (Voce in Met-Amor-Phosis)
 
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