Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Iced Earth
Incorruptible
Demo

Ottobrenero
Mercurio
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/06/17
STONE SOUR
Hydrograd

30/06/17
HELFIR
The Human Defeat

30/06/17
KAYLETH
Space Muffin - Rusty Edition

07/07/17
INVOCATION SPELLS
The Flame of Hate

07/07/17
BLISS OF FLESH
Empyrean

07/07/17
SEER
Vol. III & IV: Cult of the Void

07/07/17
M.O.D.
Busted, Broke & American

07/07/17
BLIND GUARDIAN
Live Beyond The Spheres

07/07/17
ECNEPHIAS
The Sad Wonder Of The Sun

14/07/17
FREIGHT TRAIN
I

CONCERTI

28/06/17
QUEENSRYCHE + METHODICA + GUESTS TBA
ZONA ROVERI - BOLOGNA

29/06/17
QUEENSRYCHE + METHODICA + GUESTS TBA
PHENOMENON - FONTANETO D'AGOGNA (NO)

30/06/17
UNITED AS ONE FESTIVAL
KALEIDOS - POVIGLIO (RE)

30/06/17
SHAM 69 + ACID MUFFIN
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO (TO)

01/07/17
JOHN MACALUSO & UNION RADIO + LAST FRONTIER + RED RIOT
THE DOME - BACOLI (NA)

01/07/17
SHAM 69 + ACID MUFFIN
BLUE ROSE SALOON - MILANO

01/07/17
DISSONANCE FESTIVAL (day 1)
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

01/07/17
TRICK OR TREAT + LIONSOUL + SKELETOON
RONCOLA (BG)

01/07/17
SAIL AWAY
LILLIANES BEACH - LILLIANES (AO)

02/07/17
BATTLEFIELD METAL FESTIVAL
MARKET SOUND - MILANO

The Mute Gods - Tardigrades Will Inherit the Earth
15/03/2017
( 278 letture )
Provare esaltazione è il minimo quando si viene a sapere dell’esistenza dei The Mute Gods, un supergruppo formato da musicisti del calibro di Nick Beggs, Roger King e Marco Minnemann; in sintesi, alcune delle menti più notevoli nel progressive (rock e metal) degli ultimi dieci/quindici anni. Unitesi in questo progetto ormai tre anni fa, in un poco più di un anno hanno già pubblicato due dischi: Do Nothing Till You Hear From Me, nel gennaio del 2016, e questo Tardigrades Will Inherit the Earth. Quel comprensibile stato di eccitazione preventiva -purtroppo- finisce per crollare malamente al suolo dopo l’ascolto di questi due lavori. Cosa è lecito aspettarsi da artisti di questa caratura? Per molti qualunque prodotto non avvicinabile alla magnificenza musicale sarebbe una delusione, ma al giorno d’oggi non possiamo e non dobbiamo aspettarci costantemente il disco dell’anno, la pietra miliare; dobbiamo anzi goderci anche la buona musica, quella che non rimarrà nella storia e che tra cent’anni nessuno conoscerà, ma che noi, mentre eravamo in vita, abbiamo avuto la fortuna di ascoltare. Ed infatti che questo album, come il precedente, non sia un’opera a cui si possano accostare aggettivi altisonanti, non rappresenta un grosso problema; il punto fondamentale è che questa band sembra lontana anni luce dal comporre musica che si possa definire buona, o anche solo ispirata. Ed è questa la vera, cocente delusione di questa seconda fatica dei The Mute Gods: l’impossibilità di definirla più che sufficiente. E non basta trattare coi propri testi argomenti seri, cantare di come la società odierna sia mal influenzata da istituzioni religiose, mass media, e governi vari; si chiede molto di più a dei simili artisti.

I primi due minuti di intro orchestrale lasciano perplessi per la banalità che traspare e anticipano già, a nostra insaputa, il trend dell’album, che sarà per tutta la sua durata scialbo, di mestiere, incapace di lasciare qualcosa all’ascoltatore. Potrà forse rimanere in testa - ma nemmeno con gran piacere - il ritornello della title track o quello di Animal Army, ma cos’altro? Dietro le pelli potrebbe esserci chiunque altro, tanto si sente l’inattesa mancanza di personalità diMinnemann in questi 57 minuti; le tastiere di Roger King fanno il minimo indispensabile e Beggs ci prova in ogni modo, col suo timbro vocale, la sua chitarra, il suo basso, ma forse solo con Early Warning riesce a tirare fuori un pezzo minimamente degno di nota. E stiamo parlando di 4 minuti all’interno di un full length di quasi un’ora. Veramente troppo poco. Nel side B i nostri ritentano la fortuna con The Singing Fish of Batticaloa, la traccia più lunga del disco (quasi 8 minuti e mezzo), accentuando l’influenza del prog rock anni ’70; ma la band non riesce comunque a staccarsi dalla scontatezza, né tanto meno a dare mordente a composizioni sterili e inefficaci – nemmeno quando Minnemann si sveglia dal mestierante sonno che sembra affliggerlo in The Andromeda Strain. Tra i richiami a Steven Wilson, le poche intuizioni prog metal e le tante incursioni nel pop, questo disco è la definizione di mediocrità.

Risulta impossibile non dare la sufficienza a un album non brutto; tuttavia è anche complesso andare oltre la sufficienza per un disco con queste premesse e con questo risultato. Potrebbero dare molto di più al mondo musicale i The Mute Gods , potrebbero essere una grande realtà, una dimostrazione dell’estro creativo dei musicisti che solitamente tengono sulle proprie spalle i grandi frontman. Ma i loro dischi, fino ad oggi, risultano interessanti solo per chi desidera capire come questi hanno, in piccola parte, influenzato artisti come il già citato Steven Wilson o Steve Hackett nei lavori a cui hanno preso parte negli ultimi anni; altrimenti, si può benissimo passare la mano ed ascoltare altro senza rimpianti.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
InsideOut
Prog Rock
Tracklist
1. Saltatio Mortis
2. Animal Army
3. We Can’t Carry On
4. The Dumbing of the Stupid
5. Early Warning
6. Tardigrades Will Inherit the Earth
7. Window onto the Sun
8. Lament
9. The Singing Fish of Batticaloa
10. Hallelujah
11. The Andromeda Strain
12. Stranger Than Fiction
Line Up
Nick Beggs (Basso, Chapman Stick, Chitarra, Voce, Programming)
Roger King (Tastiere, Chitarra, Cori, Programming)
Marco Minnemann (Batteria, Chitarra)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]