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Red Sun Rising - Polyester Zeal
16/03/2017
( 299 letture )
"Rock music should be built to last. Since its genesis, the genre has been all about longevity not a “flavor of the month” or a “flash in the pan.” Whether you go back to the seventies or nineties pillars, the goal was to create something that can be lived with for a lifetime. It still can be that way".

Se le premesse sono queste, al di là della definizione di "thread" autoimposta al genere proposto, i Red Sun Rising si presentano con le carte in regola per risultare interessanti. Provenienti da quella Akron che diede già i natali ad una variegata massa di gruppi e personaggi rock che comprendeva i Devo come Chrissie Hynde, i cinque si pongono come obiettivo quello di rielaborare il rock degli anni 70 (ma si potrebbe tirare in ballo anche la decade del nostro boom economico) e tutto quello che di seguente ne è derivato. Questo al fine di ripresentarlo al pubblico odierno mantenendone le coordinate più importanti già sintetizzate nel virgolettato iniziale, dandole nel contempo una "sverniciata" da nuovo millennio musicale.

Veicolato al mercato da una fumettistica cover firmata Douglas M. Grange e da un suono col giusto sapore retrò, ottenuto con l'aiuto di Bob Marlette (Black Sabbath, Shinedown, Seether), Polyester Zeal -già edito nel 2015 negli U.S.A.- mantiene sostanzialmente ciò che promette. Blues, alternative rock, hard rock, un po' di metal, un tocco di acido ed uno di commerciale. Una shakerata, et voilà: l'atmosfera di una Akron poco nota è resa in pieno. Quella zeppa di birrerie, bistrò e locali dove chi non ha mai perso di vista le radici della musica ribelle in senso lato ha ancora diritto di cittadinanza. Presentato come un album che partendo da ingredienti ben conosciuti e mai intaccati dal tempo, produce qualcosa di fresco, nuovo ed assolutamente personale, Polyester Zeal si risolve alla fine in qualcosa di scorrevole, piacevole, ottimo per trascorrere momenti divertenti in compagnia di una buona band, ma non certo così diverso dal solito. Oscillando tra Nickelback; Stone Temple Pilots; Foo Fighters e persino Muse, i Red Sun Rising portano a casa la pagnotta senza deludere, ma anche senza far gridare al miracolo. Non oltre l'entusiasmo iniziale per un lotto di canzoni fatte per essere suonate dal vivo e per essere trasmesse dalle radio rock statunitensi. Qualche brano più roccioso (Push; Unnatural; Imitation), materiale da singolo radiofonico per le radio di cui sopra e quelle europee di genere (Amnesia; The Otherside; Emotionless) addirittura alla Muse (Worlds Away; Awake), canzoni più americanamente intime (My Muse; Blister; Bliss) ed il piatto è servito. Tutto già sentito e risentito a prescindere dai proclami e dalle necessità imposte dal marketing, ma anche gradevole e simpatico da ascoltare.

Nessuna vera caduta di tono, almeno a patto di non tenere conto delle innumerevoli citazioni contenute nel disco e due o tre pezzi capaci di tenere compagnia in modo davvero efficace, col piede che non ne vuole sapere di stare fermo. Tuttavia, niente di effettivamente esplosivo come si vorrebbe far credere. Polyester Zeal è divertente ed i Red Sun Rising sono giovani ed entusiasti, due ingredienti necessari per ottenere un buon risultato partendo dall'utilizzo di "sostanze musicali" ormai ben conosciute da decenni e, proprio per questo, efficaci ieri, oggi e domani. Se evitate di dare troppo peso a certe frasi ad effetto spiegabili in parte con l'età media abbastanza bassa di questi ragazzi, ed in parte molto maggiore con la necessità di attirare un po' di attenzione sul gruppo in un mondo fatto di una comunicazione incredibilmente dispersiva, Polyester Zeal svolge il suo lavoro con dignità. Anzi; con zelo.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
70 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2016
Spinefarm Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Push
2. Amnesia
3. The Otherside
4. My Muse
5. Emotionless
6. Blister
7. Worlds Away
8. Unnatural
9. Awake
10. Bliss
11. Imitation
Line Up
Mike Protich (Voce, Chitarra)
Ryan Williams (Chitarra)
Tyler Valendza (Chitarra)
Ricky Miller (Basso, Cori)
Pat Gerasia (Batteria)
 
RECENSIONI
 
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