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One Desire - One Desire
19/03/2017
( 633 letture )
Hard rock con forti connotazioni AOR, il tutto predisposto per energia e vigoria a tutto campo. In nuce ecco come potrebbero venir definiti questi neofiti nordici, ribattezzatisi One Desire. Eh si, perchè questi rocker finnici, nati con il monicker OD, hanno cambiato il loro nome in One Desire da pochissimo ed esordiscono con la nitroglicerina nelle vene con questo primo, ottimo, album. La band, formatasi nel 2012 per volontà del drummer Ossi Sivula, ha assistito a molti cambi di formazione, trascorrendo qualche annetto a registrare demo e a calibrare la propria musica, ora pronta per essere esplosa senza ritegno. Dopo collaborazioni amici musicisti in aiuto e innesti non riusciti, oggi sono dunque composti da Jimmy Westerlund (produttore di Negative, Sturm Und Drang, Joel Madden dei Good Charlotte, Pitbull, e con all’attivo tanti riconoscimenti e dischi d’oro come produttore e songwriter) alla chitarra, André Linman (ex Sturm Und Drang) alla voce, Ossi Sivula alla batteria, Jonas Kuhlberg (Paul Di’ Anno, Cain’s Offering, MyGrain) al basso. Il quartetto, perfettamente sincronizzato, suonerà parecchie date in Europa presto e sarà sicuramente un bello spettacolo visionarli live, perché su CD promettono davvero faville e lapilli.

Si parte subito con Hurt che, sin dal primo secondo, può sembrare una classica song AOR per il fraseggio intenso tra guitar e key, ma appena varcata la soglia, si trasforma in un canzone anthem di hard rock con zebedei cromati e arrangiamenti deluxe, singer che vola alto con la sua voce espressiva e potente e spunti quasi epici a livello strumentale, botta non indifferente che promette parecchio. Apologize è raffinata nella strofa, l’inciso è diamantifero con cori incastonati trascinanti, ulteriore track che dimostra la bontà assoluta di questi One Desire e di questo disco autointitolato, mentre Love Injection ha spicchi di hard modernista con un ripescaggio degli eighties ben calibrato, con tanto di inserti quasi elettronici e una batteria dal sound sintetico ma efficace. Turn Back Time sfoggia chitarre roboanti, cori americanissimi e un solo della sei corde veloce e iper tecnico, Falling Apart è serpeggiante, in bilico tra arrangiamenti preziosi, atmosfere setose e corposità strumentale, mentre l’interpretazione vocale di Andrè Linman brilla di assoluto spessore, come in tutto il disco d’altronde. Straight Through The Heart parte in modalità soffusa poi si scatena, batteria in evidenza a dettare i ritmi e chitarre che arazzano, contrastate dalle tastiere, sentori epic e perizia musicale indubbia, grande fase solistica di Jimmy Westerlund che rende la sua ascia un dardo rovente, poi arriva la traccia 7; Whenever I'm Dreaming che si abbiglia da potenziale successo da classifica con un ritmo diretto e spedito, cori che svaligiano il baule dei ricordi, tutto all’insegna della classe come il solo dell’ascia, che ancora una volta dona sensazioni positive. Do You Believe è altro pezzo fresco e ben concertato. Buried Alive scocca selvaggio e tetragono nella struttura e nel ritornello, ci troviamo grandi attinenze e somiglianze con le ultime produzioni dei Pretty Maids del grande duo Ronnie Atkins e Ken Hammer, ormai decani nel genere, mentre la ballad This Is Where The Heartbreak Begins chiude la tracklist, uno scampolo davvero bello per intonazioni, batteria secca e chitarre, ora dure, poi sognanti: una ballad non così delicata, anzi parecchio nerboruta.

I One Desire sono veramente una bella scoperta, un passo di debutto confezionato con tutti i crismi, vedasi anche la copertina, una miscela sonora di hard rock fatto da professionisti che suonano da paura e songwriting di livello, cosa c’è da migliorare? Forse un po’ più di varietà tra i pezzi non guasterebbe, ma trovarsi davanti a un’opera prima come questa fa sempre molto piacere: batteria piena, basso cronometrico, chitarre fustiganti, voce di rango elevato, tastiere sia in riempitivo sia con parti importanti. Ma lo scatto in avanti è dato dal mix musicale davvero godibile e ben costruito. Disco da ascoltare senza indugio.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85 su 2 voti [ VOTA]
galilee
Giovedì 4 Maggio 2017, 22.11.07
5
Vorrei sapere cosa c'entra compitino con hit orecchiabile. Visto che scrivere una hit che duri e la cosa più difficile del Mondo. Sicuramente è cento volte più semplice attaccare 4 riff assieme alla cazzo come fanno tipo il 90 % dei gruppi metal al giorno d'oggi. Questi one Desire sono troppo aor per i miei gusti, ma per essere un debutto questo disco è miracoloso. Gran professionisti.
HeroOfSand_14
Giovedì 4 Maggio 2017, 21.03.40
4
A tratti sanno di boy band ed è vero, ma cosa hanno prodotto questi ragazzi. Ho aspettato a commentare il disco perchè non l'avevo apprezzato subito, mi sembrava troppo sempliciotto all'inizio mentre poi cresce e stupisce per la qualità enorme al suo interno. A tratti vicino al pop moderno (d'altronde Westerlund ha, come scritto in rece, alle spalle collaborazioni anche con Pitbull..), a tratti vicino al metal con Buried Alive (sentire la mano di Erik Martensson!) ma tutto funziona e non trovo una nota fuori posto. Melodie bellissime, voce splendida (live mi ha un pò deluso perchè lo stesso Linman evitava tutte le note alte) e costruzione dei brani non cosi lineare come si può pensare. La chitarra splende anch'essa e trovo veramente sia pieno di hit questo disco, da Hurt (la più complessa forse) a Turn back Time, fino a Love Injection e la ballad ottima in chiusura. Dal vivo rendono bene l'idea, sono una grande band appena nata, dalle molte risorse anche economiche immagino e grandi qualità
Which is my Desire? Simple, One Desire ;-)
Giovedì 4 Maggio 2017, 15.28.54
3
@ lux chaos: Ma non hai visto quanti complimenti gli ho fatto? Però sono pur sempre hit orecchiabili, ecco perché ho usato la parola "compitino". Che poi siano meglio di molte altre fatte così lo penso anche io, non solo tu, e l'avevo scritto anche, ma la concezione resta quella . A tratti sanno un'pò di boy-band, anche se il gusto c'è eccome.
lux chaos
Lunedì 24 Aprile 2017, 9.00.06
2
A un disco va dato tempo, anche al più apparentemente semplice. Questo album merita più di 80, è quasi sicuramente il miglior debutto di una band melodic hard rock/AOR da ANNI (tanti!!!!) a questa parte...uno dei pochi gruppi che suonano perfetti, ma assolutamente NON da compitino come scritto qua sotto, anzi, suonano il genere attualizzandolo al 2017 senza ricalcare pedissequamente ciò che è stato fatto negli anni 80, senza risultare manieristi, banali o noiosi. Uno dei pochi gruppi dove le hit presenti nel disco sono REALMENTE a livello di quelle storiche dei nostri amati anni 80 (Apologize da URLO!!!!)...sono realmente senza parole. E parla uno che ha tonnellate di dischi di questo genere, e che da anni non si esalta per qualche nuova uscita AOR, veramente da anni...un debutto da 90, impossibile farselo sfuggire se si ama il genere, buy or die
Which is my Desire? Simple, One Desire ;-)
Giovedì 23 Marzo 2017, 21.58.41
1
Niente male! Ho già sentito alcune canzoni, le altre stasera tardi, poi andrà digerito piano piano. "Hurt", "Apologize", "Whenever I'm Dreaming" e "This Is Where The Heartbreak Begins" le avevo già sentite e risentite su Youtube, perciò posso parlare bene di tutte e quattro, soprattutto delle prime 3 con la prima su tutte!!! Delle altre per ora mi ha stupito "Buried Alive", sentitela subito . E suonano anche anni 80' , per essere il disco d'esordio non è male, ma in realtà il cantante e il chitarrista hanno già una certa esperienza con altre band, come avete detto anche voi. Il bello è che sono hit, ma hanno gusto questi ragazzi, suonano da "compitino", roboante, a effetto e cioé semplice però lo fanno con classe e con ricerca.
INFORMAZIONI
2017
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Hurt
2. Apologize
3. Love Injection
4. Turn Back Time
5. Falling Apart
6. Straight Through The Heart
7. Whenever I'm Dreaming
8. Do You Believe
9. Buried Alive
10. This Is Where The Heartbreak Begins
Line Up
Andrè Linman (Voce)
Jimmy Westerlund (Chitarre)
Jonas Kuhlberg (Basso)
Ossi Sivula (Batteria)
 
 
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