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Imperium Dekadenz - Dis Manibvs
24/03/2017
( 1149 letture )
A distanza di tre anni dal precedente Meadows of Nostalgia torna sulle scene il duo tedesco degli Imperium Dekadenz con questo Dis Manibvs, che conferma le ottime qualità dei due elementi che lo compongono, Vespasian e Horaz. La formula è più o meno rimasta invariata rispetto al passato, ovvero un black metal dai connotati atmosferici, sempre supportato da una produzione pulitissima che valorizza tutti i suoni e ricco di riferimenti all'antica Roma (dai titoli di canzoni e album in latino, come questo stesso Dis Manibvs ai testi che si rifanno chiaramente alla storia romana, seppur rivisitata in chiave “black metal”, per così dire, e quindi unita a temi come morte e natura).
Ad occuparsi della distribuzione è stata ancora una volta la Season of Mist Underground Activists, sottoetichetta della Season of Mist che negli ultimi anni ha licenziato dischi di band come Urgehal e Revenge, giusto per fare due nomi, e che è al fianco degli Imperium Dekadenz fin da Procella Vadens, dopo che i primi due full-length erano stati editi dalla Perverted Taste. Altro particolare degno di nota è che a curare la copertina di questo Dis Manibvs è stato il giovane italiano Francesco De Luca, fondatore degli Amok Studios negli ultimi anni si è occupato di artwork e design per realtà underground europee come Lapis Lazuli e Terramaze.

Ad aprire il disco è l'intro strumentale In Todesbanden che dopo poco più di due minuti lascia il posto a Only Fragments of Light e Still I Rise, due canzoni sorrette dalle onnipresenti chitarre in tremolo che disegnano melodie solenni ed ariose, nonché qualche assolo semplice ma efficace. La sezione ritmica (in cui purtroppo il basso, che invece avrebbe potuto dare un tocco di profondità in più al sound, è praticamente assente nel mix) è costruita quasi interamente sulla batteria poderosa di Vespasian che nella prima traccia si concede anche qualche furioso blast-beat, ma che per la maggior parte del disco suona su tempi medi con precisione e potenza. I testi proposti, in inglese, sono abbastanza criptici e ben scritti, e trattano principalmente temi come oscurità e disperazione. Mentre in Only Fragments of Light i versi sembrano quasi separati l'uno dall’altro, in Still I Rise le lyrics sono composte solo di poche strofe, ripetute durante il brano.
La seguente Dis Manibvs, pur mantenendo per grandi linee le coordinate delle precedenti, possiede una vena doom ed epica nel suo incedere lento e monolitico, mentre le chitarre, sempre rigorosamente in tremolo e distortissime, accompagnano le vocals disperate di Horaz. Le altre canzoni si muovono fluide assestandosi tutte più o meno su questi canoni, escludendo i due intermezzi strumentali o quasi, Pantheon Spells, in cui è protagonista la tastiera, con a cornice poche ma auliche parole, e Somnia, in cui stavolta il synth fa solo da accompagnamento per la chitarra acustica. Con highlight come la bellissima e malinconica Pure Nocturnal Rome, forse vero gioiello dell'album, e la lunga Volcano, durante la quale si possono sentire davvero i rumori di un vulcano in eruzione e in cui fanno la loro comparsa anche dei cori dal gusto epico, Dis Manibvs si dimostra come una conferma definitiva delle indiscusse capacità di questo duo, che tramite la sua musica riesce ad esprimere un potenziale ottimo a livello di songwriting e atmosferica e una discreta tecnica. Consiglio vivamente l'ascolto di questo disco e dei suoi predecessori (almeno Procella Vadens), perché ne vale davvero la pena.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
87.5 su 2 voti [ VOTA]
Silvia
Lunedì 27 Marzo 2017, 15.30.45
5
Concordo con d.r.i. riguardo gli Insomnium, io se devo proprio etichettarli direi melodeath piuttosto
d.r.i.
Lunedì 27 Marzo 2017, 14.05.33
4
@Le Marquis de Fremont: sì però io non considero black ne (echo) ne gli insomnium per questo li ho messi tra i top!
Le Marquis de Fremont
Lunedì 27 Marzo 2017, 13.47.48
3
Concordo con Monsieur d.r.i. nel collocarlo tra le migliori uscite di un ottimo 2016, anche se un piccolo gradino sotto a (EchO), Insomnium e Moonsorrow. Album che si conferma sugli eccellenti livelli dei precedenti con un sound che può sembrare ripetitivo ma che è fortemente ricco di suggestioni e contenuti evocativi. Ascoltato e ascoltato durante l'autunno e l'inverno. Recensione un po' tardiva e minimale. Ottimi album come questo, meritano di più. Au revoir.
d.r.i.
Sabato 25 Marzo 2017, 0.29.58
2
A me è piaciuto molto, tra i miei preferiti in ambito black del 2016
Doom
Venerdì 24 Marzo 2017, 20.53.44
1
Ascoltato qualche mese fa'. Non male...Pero' devo dire che mi aspettavo di piu. Non c'è stata quella scintilla che mi ha invogliato a macinarlo per bene! Magari più in la riprovo..
INFORMAZIONI
2016
Season of Mist
Black
Tracklist
1. In Todesbanden
2. Only Fragments of Light
3. Still I Rise
4. Dis Manibvs
5. Pantheon Spells
6. Vae Victis
7. Volcano
8. Somnia
9. Pure Nocturnal Rome
10. Seikilos
Line Up
Horaz (Voce, Chitarra, Tastiera)
Vespasian (Chitarra, Tastiera, Basso, Batteria)
 
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