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Dismal - Miele dal Salice
25/03/2017
( 472 letture )
Miele dal Salice è il terzo full-length dei Dismal, band torinese dedita a quella che ho già avuto occasione di definire come una trasposizione in musica dell’immaginario steampunk.
Il loro songwriting si presenta infatti come una sapiente commistione di elementi eterogenei che appaiono così fortemente coesi e amalgamati tra loro da creare un sound di grande originalità: in esso la musica classico/sinfonica -che costituisce il sostrato fondante della loro proposta- si unisce a quella elettronica nonché ad elementi ambient, etnici, gothic e finanche dark cabaret (evidenti nella teatralità del cantato della singer), dando vita ad una revisione in chiave modernizzante del linguaggio musicale tradizionale. Che è esattamente il procedimento che qualifica dal punto di vista teorico lo steampunk.
È come se i Dismal tenessero divertiti tra le loro mani uno di quei balocchi meccanici dal gusto retrò: nel manipolarlo giocosamente, esso produce un caleidoscopio di suoni nei quali prevale un tono di malinconia inquieta ed onirica che lo avvicina al mondo del dark/gothic, pur non esaurendosi in esso. La fascinazione della loro proposta sta anzi proprio nella ricchezza di suggestioni capace di comporre un quadro eclettico ma mai confusivo, guidato da un’ispirazione sicura e originale che lo dirige e lo unifica anche nei momenti apparentemente più “schizofrenici”, i quali grazie al tocco magico dell’estro si trasformano in guizzi immaginifici sempre sorprendenti.
Dopo una intro che rivela senza indugio l’importanza che la musica etnica ha per i nostri, troviamo subito i brani più belli dell’intero album, Malìa, che si impone come un esempio di sublime e raffinata fattura dello stile ricco e composito della band torinese. La successiva, splendida Mèlisse, più tradizionale pur nel suo andamento discontinuo, ci accompagna come una colonna sonora malinconica e dolce, di una dolcezza irrequieta perfettamente incarnata dal cantato di Rossana Landi, capace di seguirne le variazioni e di enfatizzarle.
Seguono Polvere d’Ireos, che fonde magicamente le melodie tessute dalla chitarra acustica a cori lirici sincopati, parti recitative ed ampi passaggi affidati all’elettronica e Lana, un intermezzo strumentale delicato, toccante, strutturalmente semplice quasi a creare una pausa all’impegno fino a quel momento profuso nell’ascolto, che riparte con la morbida e avvolgente La Danza del Ragno di Cristallo, con un cantato in francese che richiama da vicino l’operetta ottocentesca.
Shiva Li Nève, come i successivi Niveàre e Anima Sciolta, è brano che sembra ripetere il mood tipico della formazione nostrana, facendo largo uso di strumenti tradizionali come il violino ed il pianoforte e combinandoli con estro e libertà agli altri elementi costitutivi del sound. Il disco si chiude con l’irrequieta Mandiàla che culmina in un finale enfatico da colonna sonora.

Miele dal Salice è un piccolo gioiello ben congegnato, una prova riuscita a partire dalla composizione e fino all’ispirata esecuzione, magari non sempre di facile fruizione e di certo riservato ai cultori del genere, ma la cui eccentricità non diviene mai stravaganza fine a sé stessa. Un carillion meccanico che con le sue immagini sonore roteanti ci dona una visione dell’immaginario di una band che con il senno di poi possiamo senz’altro considerare germinale.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
85 su 2 voti [ VOTA]
alessandro
Mercoledì 29 Marzo 2017, 18.30.19
2
originale , gotico , molto
Straisand
Lunedì 27 Marzo 2017, 11.58.38
1
CAPOLAVORO.
INFORMAZIONI
2006
DreamCell 11/Audioglobe
Dark/Gothic
Tracklist
1. La Conversione di Shani
2. Malìa
3. Mèlisse
4. Polvere d’Ireos
5. Lana
6. La Danza del Ragno di Cristallo
7. Shiva Li Nève
8. Niveàre
9. Anima Sciolta
10. Mandiàla
Line Up
Rossana Landi (Voce)
Afelio (Voce, Chitarra, Sample, Ethereal Cascabels)
Bradac (Piano, Sintetizzatore, Sample, Programmazione)
 
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