Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Falconer
From a Dying Ember
Demo

Chaosaint
In the Name of
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

13/07/20
AGONY FACE
IV Time Totems

14/07/20
INISANS/SEPULCHRAL FROST
Death Fire Darkness

15/07/20
EISENKULT
...gedenken wir der Finsternis

15/07/20
THE FUNERAL ORCHESTRA
Negative Evocation Rites

16/07/20
NOCTEM AETERNUS
Landscape of Discord

17/07/20
KANSAS
The Absence of Presence (Nuova data)

17/07/20
THYRANT
Katabasis

17/07/20
WORSHIP
Tunnels

17/07/20
SERENE DARK
Enantiodromia

17/07/20
ZOMBI
2020

CONCERTI

13/07/20
KISS (SOSPESO)
ARENA - VERONA

17/07/20
GIACOMO VOLI + EMPATHICA
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

23/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

24/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

25/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

26/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

29/07/20
DROPKICK MURPHYS
FESTIVAL DI MAJANO - MAJANO (UD)

07/08/20
KORPIKLAANI
MONTELAGO CELTIC FESTIVAL - SERRAVALLE (MC)

07/08/20
SUMMER METAL 2020
LONCA DI CODROIPO (UD)

08/08/20
SUMMER METAL 2020
LONCA DI CODROIPO (UD)

Bloodbound - War of Dragons
30/03/2017
( 1883 letture )
Se c’è un sottobosco eccessivamente popolato di gruppi dotati sulla carta di ottime qualità, ma che risultano la fotocopia della fotocopia di mille altri con le stesse possibilità, è quello del power. Tantissime band appartenenti al genere sono infatti tecnicamente dotate, professionalmente preparate, indubbiamente capaci di produrre in serie canzoni che formalmente sono ineccepibili, ma che cadono vittime del più grave dei difetti: l’assoluta mancanza di personalità. Nel caso dei Bloodbound abbiamo a che fare con un ensemble svedese composto da ottimi musicisti, su piazza ormai da molti anni ed in grado, lungo la strada, di piazzare alcuni discreti album. A questo proposito possiamo citare Nosferatu, Tabula Rasa e Unholy Cross, ma nella loro discografia ci sono anche altri dischi che, pur possedendo nella forma tutti i requisiti per essere classificati come positivi, non lo sono nella sostanza. Non pienamente, almeno. Per chi non dovesse conoscere i Bloodbound, si tratta di una realtà che ha pubblicato sei album più un live a partire dal 2006, mutando in corso d’opera alcuni elementi in formazione e cambiando leggermente il suo modo di scrivere. Con il nuovo War of Dragons, però, i ragazzi di Bollnäs confermano sostanzialmente l’approccio del precedente Stormborn.

Rispetto all’appena citato album, a cambiare sono infatti solo i dosaggi della ricetta base. Una maggiore presenza di canzoni più veloci è ravvisabile, ma la miscela di anthem melodici e testi di genere rimane praticamente la stessa. Un bel suono, sicurezza nella scrittura, negli arrangiamenti e nelle esecuzioni, assoli di chitarra dal retrogusto neoclassico piacevoli e precisi, buona voce e tanto mestiere, ma niente che colpisca davvero oltre alla facciata. Anche volendo sorvolare sui testi di genere che sconfinano continuamente nel manierismo, con punte di palese eccesso nel banale, è proprio la proposta musicale a risultare asfittica. Innumerevoli riferimenti alle band di punta (o presunte tali) del settore, qualche pacchianeria che comunque fa parte del gioco, ma soprattutto una staticità ed una prevedibilità delle canzoni che un paio di pezzi superiori al resto e la confezione assolutamente professionale del prodotto non riescono a mascherare. Intro d’ordinanza assolutamente inutile, tante canzoni vuote di contenuti, ma presentate molto bene, oltre a qualcosa che si distingue qua e là -Silver Wings per il suo impianto folkeggiante, Starfall per il suo riff più heavy degli altri- ma soprattutto tanto “già sentito” e tante progressioni scontate che, inevitabilmente, portano alla noia ben prima dell’arrivo di Dragons Are Forever, pezzo conclusivo dell’album. Questo è quanto.

Il power specialmente, è un genere che di cliché si nutre quasi istituzionalmente, ed anche se non è certo il solo -purtroppo- è probabilmente quello che più di tutti ne è rimasto vittima. Ne consegue che quando ci si imbatte in un gruppo che di questa situazione si rende vittima compiacente, lo si nota in maniera molto più marcata. I Bloodbound avrebbero tutte le carte in regola per produrre materiale almeno dignitoso, se non buono, ma non riescono in alcun modo ad instillare in queste loro composizioni un briciolo di personalità, una soluzione di arrangiamento minimamente propria od altro che possa colpire nel segno. Ed il continuo ricorso a testi che contengono più di un passaggio che va ben oltre il convenzionale, non li aiuta per nulla. Bloodbound è un lavoro che trasmette molta enfasi, condito da passaggi addirittura tronfi e da tanti altri momenti “contrattualmente power”, che però non centrano mai il bersaglio. Ne consegue che gli amanti di questo stile avranno già in collezione mille ed un CD con le stesse caratteristiche e molti che ne presentano di migliori; e questo dice tutto.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
61.25 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
AFM Records
Power
Tracklist
1. A New Era Begins
2. Battle in the Sky
3. Tears of a Dragonheart
4. War of Dragons
5. Silver Wings
6. Stand and Fight
7. King of Swords
8. Fallen Heroes
9. Guardians at Heaven’s Gate
10. Symphony Satana
11. Starfall
12. Dragons Are Forever
Line Up
Patrik J Selleby (Voce)
Tomas Olsson (Chitarra)
Henrik Olsson (Chitarra)
Fredrik Bergh (Tastiere)
Anders Broman (Basso)
 
RECENSIONI
55
89
77
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]