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Rise of the Northstar - Welcame
30/03/2017
( 2211 letture )
Dopo la pubblicazione di due EP, Welcame segna il debutto ufficiale dei francesi Rise of the Northstar. In soli sei anni, la band è riuscita a guadagnare parecchia visibilità, grazie ad un’efficace strategia di autopromozione e autodistribuzione, consacrata dal recente accordo con la Nuclear Blast. L’etichetta si è occupata di promuovere il suddetto album, inizialmente pubblicato da Repression Records, proprietà dello stesso frontman della band. Quello che immediatamente colpisce deiRise of the Northstar è l’immagine che il gruppo si è costruito con cura. Come si capisce sin dalla cover, essa attinge a piene mani dalla cultura shonen manga giapponese – per intenderci Dragon Ball o One Piece – e dal mondo dei bosozoku e dei furyos, rispettivamente teppisti motorizzati e bulli in divisa scolastica. L’universo tematico specifico scelto, a metà fra il mondo della malavita del Sol Levante e quello dei fumetti, ne influenza i testi e soprattutto l’apparenza. Ne risulta un’immagine, innanzitutto visiva, molto forte e riconoscibile – per rendersene conto basta dare un’occhiata ai video ufficiali. Quest’immagine specifica e inusuale nel panorama HC-metal, unita alla sapiente promozione, ha sicuramente contribuito alla rapidissima ascesa della band, il cui debutto su larga scala era molto atteso.

Ma cosa è proposto nel concreto, al di là delle vistose apparenze? L’album si muove sulle coordinate dell’hardcore metallizzato, quadrato e potente. Le tracce sono generalmente dei rocciosi midtempo, la maggioranza dei riff non lambisce infatti un’alta soglia di bpm, malgrado in alcuni punti i musicisti pestino sull’acceleratore. Le tracce presentano i classici elementi stilistici dell’HC newyorkese: riff sincopati, breakdown, cori e gang vocals in quantità, il tutto caratterizzato dall’immediatezza tipica del genere. A ciò si aggiunge un cantato declamato, in parecchi punti decisamente rappato, e delle componenti specificamente metal, come gli assoli di chitarra e un suono più pesante, in parte assimilabile a quello degli Hatebreed. Il genere sfocia talvolta nel thrash (The New Path), mentre la tamarrissima cover del rapper Phraohe Monch (Simon Says) è praticamente crossover. In ogni caso, l’album risulta omogeneo nella sua interezza: non c’è una canzone in particolare che spicca sulle altre, benché la prima metà risulti leggermente più brillante della seconda. La produzione cristallina non influisce negativamente sul risultato e mette in risalto tutti gli strumenti, anche se il basso, di tanto in tanto riconoscibile, appare relegato in secondo piano.

L’attitudine risultante dall’unione dell’immaginario nipponico e di quello classicamente HC è cafona, “in your face” e completamente autocelebrativa. Fortunatamente, la band evita di prendersi troppo sul serio e l’intero album è percorso da una necessaria auto-ironia. La frase contenuta in Bosozoku, “my English sucks but my lyrics kill”, ne è un esempio. Non si tratta di un prodotto musicalmente innovativo, ma bisogna dire che il genere non lo richiede. L’unione del NYHC-sound con influenze rap e metal dà vita ad un album comunque ben suonato e fresco, sensazione aiutata dall’immaginario scelto. Per tutta la durata del lavoro, i Rise of the Northstar riescono a mantenere un buon equilibrio tra un suono potente, un’attitudine becera ma divertente e un piglio autoironico che ne rende l’ascolto piuttosto godibile. In base a questi elementi, Welcame costituisce un album sicuramente indicato agli amanti dell’HC, ma anche a coloro che hanno voglia di sentirsi un prodotto facilmente assimilabile, muscolare e nel suo genere a tratti entusiasmante.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
96 su 6 voti [ VOTA]
Silvio Berlusconi
Sabato 9 Maggio 2020, 6.02.25
11
disco gagliardo e tamarrissimo. i ROTNS sono uno dei miei gruppi venuti fuori nello scorsco decennio preferiti,mi auguro recensiate anche The Legacy of Shi!
No Fun
Venerdì 23 Novembre 2018, 17.27.30
10
Mi sto guardando a ripetizione i loro video sul tubo. Niente niente male!! Hanno delle sfuriatone metal- hardcore (no non metalcore no!!) che prendono parecchio, l'immagine originale da banda di periferia travestita da giovani giapponesi tipo guerrieri della notte delle banlieue parigine. Bravi bravi, se hanno successo son contento.
Area
Lunedì 22 Ottobre 2018, 12.49.41
9
Me li fecero ascoltare tempo fa e sinceramente penso che sia un idea simpatica, sicuramente dal punto di vista scenografico decisamente diversa. Hardcore Punk che segue la tradizione NY, quindi un po più metallizzato sulla scia degli Agnostic Front.
ste
Lunedì 22 Ottobre 2018, 11.38.56
8
Ma c'è Kuabara in copertina (Yu degli Spettri)!
Galilee
Sabato 14 Luglio 2018, 17.34.34
7
Ma quando è stata scritta questa rece? Vabbè, ne condivido i contenuti, ma non il voto. È uno dei migliori dischi usciti in questi anni. Diciamolo, valesse un 75 non sarebbero usciti dai confini Francesi. Per me un 85.
Griso
Venerdì 13 Luglio 2018, 17.30.50
6
Grazie, mi fa molto piacere )
Ovest
Venerdì 13 Luglio 2018, 15.12.03
5
Ho letto con molto piacere la recensione. Fatta bene davvero
FABRYZ
Venerdì 31 Marzo 2017, 14.24.35
4
Capolavoro....attendiamo il nuovo disco e incrociamo le dita !!! 90
FABRYZg
Venerdì 31 Marzo 2017, 14.23.48
3
Capolavoro....attendiamo il nuovo disco e incrociamo le dita !!! 90
Doom
Venerdì 31 Marzo 2017, 12.02.47
2
Ma questa recensione da dove esce fuori?? Comunque grande album davvero. Per me un 8 pieno ci sta...anzi anche qualcosa in più!
Metal Shock
Venerdì 31 Marzo 2017, 9.38.43
1
Per me il voto va a 90. Album spettacolare e spaccaossa un fottuto album in your face, cantato simil rap e cori da urlare a squarcia gola! Da avere a tutti i costi per gli amanti del genere.
INFORMAZIONI
2014
Nuclear Blast
Hardcore
Tracklist
1. What the Fuck
2. Welcame (Furyo State of Mind)
3. The New Path
4. Samurai Spirit
5. Dressed All in Black
6. Again and Again
7. Tyson
8. Bosozoku
9. Simon Says
10. Authentic
11. Blast ‘Em All
Line Up
Vithia (Voce)
Eva B (Chitarra)
Air-One (Chitarra)
Fabulous Fab (Basso)
Hokuto No Kev (Batteria)
 
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