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Skull Fist - Head of the Pack
30/03/2017
( 808 letture )
Se vi metteste le cuffie e iniziaste ad ascoltare questo album non credereste mai di avere a che fare con una band moderna: ed è proprio questo che rende i quattro ragazzi di Toronto davvero eccezionali! Gli Skull Fist, nati appunto in Canada nel 2006 danno alla luce un demo (No False Metal del 2006) e un EP (Heavier than Metal del 2010) per poi consacrarsi con l’album di debutto di cui stiamo parlando, distribuito dalla NoiseArt Records. Quaranta minuti di puro e "semplice" heavy metal, perché è di questo che si tratta. Sapete no, di quei dischi che si ascoltano dalla prima all’ultima traccia tutto d’un fiato, senza accorgersene? Questo è sicuramente uno di quelli. Ritmo incalzante dal primo all’ultimo brano, thrash e heavy/metal old school in una purezza disarmante senza tanti fronzoli. Vanno subito al sodo, senza girarci tanto intorno, la melodia la fa da padrone, stop and go senza sosta, velocità di esecuzione notevole, straripanti assoli di chitarra alla vecchia maniera e la voce di Zach Slaughter che è di quelle squillanti e pungenti che si sentivano negli anni ’70/‘80 all’apice del thrash. Nelle cuffie si possono percepire assaggi dei primi Diamond Head, Saxon, Angel Witch, Blitzkrieg e via discorrendo. Undici tracce tirate che vi si conficcheranno in testa e che, sin dal primo ascolto, vi faranno pensare “ma io questa l’ho già sentita!”.

Si tratta della vecchia maniera di fare musica, sembrano quattro ragazzi in garage che si divertono, ma sotto c’è tanta tecnica, conoscenza della musica di un tempo e delle proprie capacità. Non c’è un componente della band che emerga più di un altro, si compensano a vicenda e sono amalgamati alla perfezione mentre suonano. Degna di nota è sicuramente la title-track Head of the Pack: per alcuni secondi sembra di avere in cuffia i Judas Priest visto il riff che i ragazzi di Toronto ci presentano; il brano diventa poi velocissimo ma molto orecchiabile, con le chitarre che stridono in altissima velocità. Siamo molto vicini allo speed, ma melodico. L’inizio di Get Fisted ci riporta alla mente i Metallica di Kill’em All, riffs veloci e graffianti e cavalcate che entrano senza preavviso; il solo di chitarra a centro canzone, che completa definitivamente il pezzo è di buonissima riuscita, ottima la tecnica. Probabilmente la traccia più bella, quella che ti colpisce nell’immediato. Like a Fox tiene con il fiato sospeso, per tutta la durata del pezzo: le chitarre sono sempre dominanti, come se si iniziasse con un assolo che non ha mai fine e, verso la parte centrale, confluiscono in virtuosismi alla Dragonforce – che poco centrano con il genere, ma tornano subito alla mente – tanto per farvi capire il livello tecnico con cui abbiamo a che fare. No False Metal, rispolverata dal demo del 2006 e migliorata, ha suoni più corposi e dà più linfa alle chitarre rispetto alla vecchia versione. Testo da tener presente: un elogio al vecchio metal e il rifiuto di essere contaminati da un false metal moderno che perde la sua vera essenza. Il resto delle tracce è tutto sulla falsa riga di quanto detto fin qua, pezzi veloci al vetriolo, la batteria e il basso hanno gran lavoro da svolgere per accompagnare le due chitarre che sembrano impazzite, un attimo di tregua ci sarà solo con la settimana traccia Commit to Rock, che si può definire la ballad dell’album, ma non fatevi ingannare: si continuerà a picchiare in modo forsennato fino a sfidare le sorti dell’accordatura degli strumenti, il tutto condito, di tanto in tanto, da cori che accompagnano la voce acuta ed energica del frontman dei quattro ragazzi canadesi. C’è anche spazio per una cover che chiude l’album: Attack Attack degli storici Tokio Blade, gruppo inglese anni ‘80 della NWOBHM.

Inseriti nella NWOTHM (New way of traditional heavy metal) appunto per il ritorno ai suoni tradizionali insieme a White Wizzard, Enforcer e Cauldron – per citarne alcuni – gli Skull Fist propri i suoni nudi e crudi che un po’ si erano persi col passare degli anni. Album che non si allontana dalla demo e dal primo EP, anzi si sente e si percepisce che la band ha lavorato per tirare fuori tutta la carica ed energia possibili e non lasciare nulla al caso. Gli Skull Fist e gli altri gruppi di questo genere citati in precedenza hanno portato una ventata di aria fresca a tutto il genere heavy metal; ben vengano bands così in grado di rispolverare suoni del passato i quali ci hanno fatto innamorare di un genere musicale che non deve morire ma deve continuare a crescere, sono sicuro che ne sentiremo ancora parlare.
E voi cosa aspettate a fare un salto nel passato?!



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
93.66 su 3 voti [ VOTA]
Dr.ZooM
Giovedì 19 Luglio 2018, 22.14.33
2
Secondo me questo Album si merita un bel 89 , Si tratta di una delle Band piu' influenti del Movimento "New Wave Of Traditional Heavy Metal" , movimento che tutti i metallari dovrebbero supportare, in quanto forse ultima speranza di riportare il genere ai livelli di visibilita' non solo Underground del periodo fine anni '90. Trovo la voce del cantante molto particolare e riff,cori e trovate melodiche all'interno di canzoni generalmente orientate verso lo Speed davvero azzeccate! Molto bello anche il secondo album "Chasing The Dream" che spero recensirete. Delle "nuove proposte" secondo me questi Skull Fist insieme a Visigoth ed Eternal Champion sono i Migliori !
rik bay area thrash
Domenica 2 Aprile 2017, 17.22.36
1
Il canada ha avuto ( ed ha ancora) una tradizione nell' heavy metal molto importante. Anvil, exciter, slaughter, warsenal, swords solo per citarne alcuni. Semplici, diretti e senza tanti fronzoli. Molto vicini a certo speed metal melodico. Inserire nella wish list.
INFORMAZIONI
2011
NoiseArt Records
Heavy
Tracklist
1. Head of the Pack
2. Ride the Beast
3. Commanding the Night
4. Get Fisted
5. Cold Night
6. Tear Down the Wall
7. Commit to Rock
8. Ride On
9. Like a Fox
10. No False Metal
11. Attack attack
Line Up
Zach Slaughter (Voce, Chitarra)
Casey Slade (Basso)
Jonny Nesta (Chitarra)
Alison Thunderland (Batteria, Percussioni)
 
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