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Pain of Salvation - Scarsick
( 7925 letture )
Che per ascoltare un lavoro dei Pain of Salvation si debba disporre di una mente molto aperta è fatto scontato, ma probabilmente ancora più vero in questa occasione. Scarsick, infatti, è per alcuni versi più spiazzante del solito. Il disco propone numerosi episodi addirittura stranianti ed in generale risulta estremamente asciutto negli arrangiamenti, talmente tanto da risultare certamente repulsivo per alcuni. L’impressione generale è relativa ad un lavoro nel quale si sia scientemente proceduto per sottrazione, eliminando via via tutto ciò che era superfluo e non strettamente necessario a reggere l’impalcatura dei pezzi, assoli compresi, mirando ad ottenere un suono a tratti volutamente indisponente, quasi nu-metal, ma, nonostante le legittime titubanze dopo i primi ascolti, ben fruibile una volta rotte le barriere di genere.

In realtà, i primi tre brani -Scarsick, Spitfall e Cribcaged- sono sicuramente molto buoni. Il primo ricorda una specie di crossover tra Rage Against the Machine e Faith No More, ed anche se inizialmente non sembra che una struttura del genere possa reggere per oltre sette minuti, il risultato finale è invece ottimale. Al medesimo giudizio si può giungere per Spitfall e Cribcaged, che trattano temi connessi allo sfruttamento, anche in questi due casi con buoni risultati. Da qui in poi, però, comincia il difficile. Questo perché l’album prende una strada molto tortuosa per i puristi del metal. America richiama atmosfere d’oltreoceano nella musica (Kansas?) e parla, in chiave palesemente ironica, di alcune recenti scelte politiche statunitensi, invero discutibilissime. In questo senso, la musica si lega bene al testo nello spirito. Si arriva quindi all’allucinante Disco Queen, dal ritornello pienamente disco anni 70, che richiede sicuramente il massimo sforzo adattativo per l’ascolto. Sarà sicuramente respinta a priori da molti, ma anche questa va inquadrata in relazione ad un testo che tratta dell’uso, dell’abuso e della vendita degli ideali che facciamo di noi stessi e degli altri. Si chiude così la prima metà dell’album. La seconda parte è introdotta da Kingdom of Loss, molto riuscita nei suoi momenti più melodici e meglio strutturata della seguente Mrs. Modern Mother Mary, non pienamente a fuoco. Sicuramente meglio Idiocracy, avvincente già dal titolo. Dolce e graffiante allo stesso tempo Flame to the Moth, molto ben interpretata da Gildenlöw ed a chiudere troviamo Enter Rain, buona appunto come chiusura, ma non troppo convincente in senso assoluto.

Alla fine della fiera, Scarsick è un buon album nel suo complesso ed i primi tre brani valgono da soli il prezzo del CD. Sicuramente non è un disco immediato e per essere metabolizzato e compreso richiede lo sforzo di parecchi ascolti, una mentalità non rigidamente ancorata agli schemi più consolidati del metal e del progressive in particolare, ma soprattutto di non considerare più questi ragazzi come una band progressiva in senso stretto. Superati questi perigliosi scogli, però, i Pain of Salvation sono ancora in grado di trasmettere buone sensazioni ed un disco come Scarsick, pur altalenante e non completamente riuscito, è destinato a restare piacevole da ascoltare anche dopo molto tempo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
66.49 su 75 voti [ VOTA]
Piero
Domenica 19 Gennaio 2020, 10.23.40
14
album rilasciato nell'anno sbagliato quando i tempi non erano ancora maturi per un certe tipologie di prog. Nel 2007 il progressive metal aveva raggiunto un livello di chiusura estremo e tutto ciò che non era prog-power (circus maxumum, Symphony X, Seventh wonder, Treshold, shadow gallery etc.) o che non aveva uno stile simile ai primi album dei DT venniva considerato come progressive metal di serie b, relegato a un ascolto di nicchia e spesso era oggetto di critiche. Inoltre se oggi nessuno si scandalizza se il prog metal viene contaminato da influenze metalcore, djent, post rock o ambient, all'epoca le contaminazioni nu metal erano equiparabili a una bestemmia
Undertow
Venerdì 19 Febbraio 2016, 18.09.23
13
Se penso che questo dovrebbe essere il seguito ideale di The Perfect Element mi piange il cuore. Un vero flop. Floppissimo. Capisco che America e Disco Queen vadano ascoltate in chiave ironica, ma sono e restano imbarazzanti ai limiti dell'insentibile. Unici pezzi decenti la title track, Cribcaged e Idiocracy. Se per me The Perfect Element è 100, questo è al massimo un 55. Tristezza a palate.
luke
Venerdì 30 Marzo 2012, 1.27.46
12
album particolare, ma non mi ha lasciato nulla dopo l'ascolto. Pezzi come Disco queen sicuramente spiazzano, sicuramente possono piacere perché orecchiabili, perché allegri, ma un gruppo progressive metal non può comporre certe canzoni.. I PoS saranno pure versatili ma questo è un po' esagerato non vi pare? Unico mezzo passo falso del gruppo: sicuramente a incidere è stata anche la troppa aspettativa dopo BE e dopo aver saputo che quest'album sarebbe stato il proseguo di "the perfect element". Album da 65
luci di ferro
Mercoledì 21 Settembre 2011, 21.08.15
11
Non condivido il voto 77 è troppo poco, questo album merita la vostra atenzione perchè è un album che regala EMOZIONI, non ci sono filler, tratodo, se non lo avete ancora capito , questo SCARSIK È UN CAPOLAVORO, UN PEZZO DA MAESTRO, UN MUST. Una traklist DA URLO, MERAVIGLIOSA, STUPENDA, senza cali ti tensione dall'inizio alla fine, fare un track by track hai CAPOLAVORI come questo non serve a niente, cito solo Scarsick, Spitfall, America, Kingdom of Loss, Idiocracy, Enter Rain, ma ripeto tutte le canzoni sono bellisime. Ora tocca a voi, andate dal vostro negoziante di cd e fatte vostro SCARSIK un CAPOLAVORO DEL PROGRESSIVE METAL, 88/100.
Electric Warrior
Lunedì 17 Gennaio 2011, 18.36.38
10
La (pseudo) prog metal band più sopravvalutata di sempre
onofrio
Lunedì 7 Giugno 2010, 0.00.12
9
i Pain of Salvation con Scarsick centrano il bersaglio in pieno grande classe tecnica e melodica voto: 90/100.
splinter
Venerdì 15 Giugno 2007, 9.29.14
8
continuo perché non ci stavo ...in stile POD, stavo dicendo. Ma il brano più strano è Disco Queen, brano assolutamente inusuale per i POS band completamente estranea al groove; un brano che da loro non mi sarei mai aspettato, tanto che me ne sono subito affezionato. Ottima la malinconia di Kingdom Of Loss, la mia preferita però è Mrs. Modern Mother Mary, con un Hermasson strepitoso alle tastiere, che addolciscono un brano aspro; bisogna ammettere che Idiocracy e Enter Rain sono frutto dei migliori POS. I migliori due dischi loro restano The Perfect Element e Remedy Lane, ma da questo album mi è stato dato quanto da loro avevo chiesto; grandi come sempre
splinter
Giovedì 14 Giugno 2007, 15.22.55
7
L'ho comprato circa dieci giorni dopo l'uscita alle messaggerie musicali (e mi sto ancora chiedendo come ho fatto a trovarlo così facilmente essendo un gruppo abbastanza poco conosciuto, provate a chiedere in giro se conoscono i POS e vedrete che faccia vi fanno, anche magari i metallari DOC) , l'ho ascoltato a tutto volume nel mio lettore a casa (rischiando l'udito, menom ale che mo' i miei mi hanno comprato il lettore dvd) e mi ha colpito subito. Mi è saltato subito all'orecchio un maggior peso dell'elettronica, elemento su cui si sono migliorati notevolmente (prima vi scadevano un po', ma non tanto); sono stato spettaore di un disco molto vario, capace, quanto i precedenti di regalare momenti di rabbia, ma allo stesso momento tanta malinconia. Mi hanno colpito soprattutto le numerose influenze che caratterizzano il disco (i precedenti non ne contenevano così tanti); soprattutto quelle nu-metal (scarsick, spitfall), come anche l'incredibile rappato di Spitfall, molto in st
Soul Doubt
Venerdì 8 Giugno 2007, 12.42.29
6
I pos sono la migliore progressive band del momento...lo dimostra l'ultimo album...l'oro intendono il prog come un continuo evolversi di suoni e sonorità...ed è giusto...odio chiunque affermi ke il prog è solo tecnicismo a manetta...I pos meriterebbero molto di più ogni loro canzone ti coinvolge e ti fa entrare in un'altra dimensione...altro ke dream theater, viva i POS!!!!
mox
Domenica 25 Febbraio 2007, 11.18.44
5
secondo me è davvero un buon album.. mi piace la piega che hanno preso... anche Be mi piaceva molto, vanno alla ricerca più di un concetto di musiva "totale", senza chiudersi in un prog che secondo me per un gruppo come i pos è piuttosto riduttivo..
Francesco Gallina
Sabato 17 Febbraio 2007, 8.36.55
4
C'è del vero in tutti e tre i commenti, ma chi osa va premiato a mio avviso, vedremo in seguito che sviluppi avrà la cosa.
Broken Dream
Venerdì 16 Febbraio 2007, 18.59.47
3
Non mi dispiace, ma trovo che abbia troppi alti e bassi.Altalenante Per me i POS pagano forse la loro volontà di andare troppo fuori dai canoni del progressive classico o ortodosso (o come lo si voglia chiamare..)
Zagor76
Venerdì 16 Febbraio 2007, 14.50.02
2
Inizialmente non mi andava proprio giù, dopo più ascolti un pò meglio ma comunque anni luce lontano da Remedy Lane (il mio preferito) e gli altri. Si sono inventati una sorta di prog numetal, le prime due poi non le digerisco proprio, certo gli innesti rappeggianti sn sempre stati presenti, ma erano appunto innesti mentre in questi 2 brani dominano dall'inizio alla fine, meglio invece altri brani come Cribcaged, mentre alcuni titoli riportano al loro passato (Idiocracy-Idioglassia o Kingdom of Loss-King of Loss)pessima Disco Queen e insipida Mrs. Modern Mother Mary. Per me, mezza delusione VOTO: 65
jappy
Venerdì 16 Febbraio 2007, 13.51.28
1
non è un disco per tutti! (esatto) lo trovo interessantissimo pregno di spunti rilevanti per il futuro.. probabilmente il disco della reale svolta del gruppo (prog cmq significa progredirsi e usare suoni che possono spiazzare l'ascoltatore e non necessariamente tecnicismo estremo). Non siamo a livelli stratorsferici di TPEpart1. Ma questo part 2 lo trovo forse piu' godibile del predecessore "Be"
INFORMAZIONI
2007
Inside Out/Audioglobe
Inclassificabile
Tracklist
1. Scarsick
2. Spitfall
3. Cribcaged
4. America
5. Disco Queen
6. Kingdom of Loss
7. Mrs. Modern Mother Mary
8. Idiocracy
9. Flame to the Moth
10. Enter Rain
Line Up
Daniel Gildenlöw (Voce, Chitarra, Basso, Banjo)
Johan Hallgren (Chitarra, Voce)
Fredrik Hermansson (Tastiere)
Johan Langell (Batteria, Voce)
 
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