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Hidden Danger - Access Denied
10/04/2017
( 272 letture )
Hidden Danger è il nome del progetto del multi-strumentista a stelle e strisce, ma di chiare origini “nostrane” Tony Cacciutti, che suona con questo monicker già dal lontano 1980. Tony è una persona cresciuta a “pane e musica”: imbraccia le bacchette già a due anni, a cinque si dedica ai tasti bianchi e neri e a dodici è il turno delle sei corde: queste abilità poliedriche gli hanno permesso di collaborare con Johnny Dee drummer dei patinati e glitterati Britny Fox e con il virtuoso della chitarra Chris Gordon, sedendosi dietro a tamburi e piatti per la sua tribute band al buon vecchio Yngwie Malmsteen.

Questa uscita, intitolata Access Denied, vede Tony occuparsi di tutto, dalla A alla Z: ha infatti scritto le canzoni, suonato tutti gli strumenti, seguito il lavoro di registrazione e mixing e si è impegnato anche nella distribuzione del lavoro. Indipendemente dalla qualità del risultato una determinazione di questo tipo va sicuramente lodata e apprezzata. La musica che si incontra nelle canoniche 10 tracce di questa uscita targata Hidden Dangerè un classico heavy metal a stelle e strisce di chiarissima ispirazione ottantiana, quindi in costante equilibrio fra la potenza metallica e la ricerca della melodia orecchiabile. Nella rocciosa intro strumentale Hell Fire che apre il disco si può però ascoltare subito uno dei principali handicap di questa uscita: la produzione è decisamente insufficiente, con suoni impastati e confusi, un mixing che lascia le chitarre troppo indietro rispetto ad una batteria estremamente artificiale e poco incisiva. Le cose non migliorano quando arriva anche la voce con Gone: Tony ci mette passione, ma l’ugola non è delle migliori e nonostante un timbro rauco e alcolico non convince. Sign of Times torna alla chiave strumentale e si fa apprezzare per il solo efficace, ma pecca in originalità per l’eccessiva ripetizione del riff principale. I toni si smorzano nella zeppelininana Long Way Home, nel complesso uno degli episodi più riusciti insieme alla successiva Rokken, grazie ad un riffing granitico e ad una buona varietà compositiva in tutta la traccia che garantisce impatto e sostanza. Schism e Beyond the Sun sono sfoggi di virtuosismo chitarristico alla Malmsteen che forse possono essere apprezzati solo da chi ama il genere, chiudono invece il disco Brave New World e Don’t Go Away, altre due strumentali a base di piano e tastiera, che non aggiungono praticamente nulla.

Arrivati alla fine di Access Denied il risultato non può considerarsi sufficiente: il songwriting non regge alla prova dell’intera tracklist che presenta troppi filler e “intermezzi” piatti e poco ispirati, anche le tracce con più sostanza non sono molto ispirate con poche eccezioni. Sono proprio queste ultime a far intuire che comunque c’è ampiamente del potenziale per fare meglio di così. Come detto in apertura va comunque ammirato e rispettato il lavoro fatto in questo one man show, perché non è da tutti essere in grado di creare un disco fatto e finito totalmente in autonomia, ma forse con qualche aiuto il buon Tony potrebbe fare un buon salto di qualità.



VOTO RECENSORE
46
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Autoprodotto
Hard Rock
Tracklist
1. Hell Fire
2. Gone
3. Sign of the Times
4. Long Way Home
5. Rokken
6. Believe
7. Schism
8. Beyond the Sun
9. Brave New World
10. Don't Go Away
Line Up
Tony Cacciutti (Voce, Chitarra, Basso, Batteria)
 
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