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Dismissed - Heads Held High
12/04/2017
( 241 letture )
I Dismissed sono una band svedese, più precisamente di Göteborg la cui formazione risale al 2008 e che è recentemente salita agli onori della cronaca svedese per la loro canzone presentata alle selezioni per l’Eurovision: Hearts Align. Anche se la canzone non è stata scelta per il contest la band ha ricevuto molti apprezzamenti e si è in breve creato un grande hype per l’uscita dell’album di debutto. I componenti della band sono indicati semplicemente come Tor, Johan e Freddie, scelta quanto meno singolare. Altrettanto singolare è l’immagine dei membri della band: tutti e tre si presentano vestiti da donna ma mantenendo barbe e peli vari: scelta simpatica, anche se forse c’è il rischio che questo espediente faccia tornare alla mente ai più gli imbarazzanti "abiti di scena" delle band glam metal anni 80’, i cui costumi e trucchi risultano a posteriori abbastanza ridicoli. Ad ogni buon conto, Heads Held High è il loro debutto, attesissimo in madre patria, ed è prodotto da Martin Sandvik dei conterranei Hardcore Superstar.

L’album si apre con Leave It Under Water, un mid-tempo che si muove fra un paio di riff hard rock abbastanza banali e un ritornello che, tocca ammetterlo, risulta efficace. Fin dalle prime battute non è difficile capire che la band tutto sul talento del cantante, a cui viene lasciata quasi sempre la scena. Escape ripropone lo stesso leitmotiv: un paio di riff accattivanti e un lieve strato di elettronica ci accompagnano al ritornello urlato sulla falsariga di Matt Bellamy dei Muse. Si arriva ad Hearts Align, il singolone che la band ha presentato all’Eurovision e sui cui punta tutto. Bisogna ammetterlo: Hearts Align è la canzone pop perfetta, creata per entrare in testa e per essere cantata a squarciagola. L’arrangiamento è ottimo e la prova vocale di Tor è più che eccellente, peccato che il resto dell’album non sia allo stesso livello. Stay è una zuccherosa ballata semi-elettronica che, fra coretti e ammiccamenti evidenti al pop moderno, ci mette molto poco a stuccare, sebbene nel finale sia presente un assolo di chitarra quasi decente. Si prosegue con il funk poraccio alla Bruno Mars di Dance on the Borderline e Save the World, l’elettropop di Glitch e Lucifer, che più che invogliare ad essere riascoltate ancora invogliano direttamente a cambiare ascolto. I sei minuti di March With Heads Held High vorrebbero ridare dignità alla band proponendo un arrangiamento epico e una prova vocale di Tor oggettivamente notevole, ma ciò che rimane è una sensazione spiacevole di già sentito, soprattutto dalle parti di band che sanno mischiare l’alternative metal all’elettronica con molto più gusto, come gli americani Nothing More.

Un disco che forse farà venire i lacrimoni agli occhi a chi rimpiange l’AOR o il glam ottantiano più becero, oppure ai fan dei Muse più faciloni e plasticosi. Heads Held High è allo stesso troppo figlio dei suoi tempi, a causa di una produzione ipermoderna e leccata, e terribilmente in ritardo, un’inutile operazione-nostalgia di cui non si sentiva il bisogno. Un rock di cartapesta che non è altro che pop da classifica sotto mentite spoglie, niente di più.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Gain Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Leave It Under Water
2. Escape
3. Hearts Align
4. Stay
5. Dance on the Borderline
6. Glitch
7. Save the World
8. Lucifer
9. March With Heads Held High
Line Up
Tor (Voce)
Freddie (Chitarra)
Johan (Batteria)
 
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