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Varg - Götterdämmerung
13/04/2017
( 918 letture )
Don’t fuck with wolves, especially Varg! For over ten years these creatures have wielded the sceptre of German Pagan Metal, currently holding it tighter than ever in their bloody claws.

Chi scrive, prima di iniziare a farlo, si sente in dovere di ammettere una cosa: nel leggere queste parole, introduttive all’ultimo EP della band bavarese, egli non ha potuto evitare di farsi scappare un sorriso, soprattutto dopo aver ripensato alla precedente fatica della formazione teutonica, Das Ende Aller Lügen. Al di fuori di ogni gusto musicale, è al quanto evidente che gli ultimi lavori della band in questione sono lungi dall’essere considerati degli album ben riusciti, in primis l’ultimo full-length. Questi lupi tedeschi -anche se il termine “varg” deriva dal norvegese antico- tornano a farsi sentire accompagnati da un concentrato di prepotenza forse un po’ troppo teatrale, ma per certi versi comprensibile. Ecco quindi, assieme a diversi dubbi riguardo a cosa ci si dovrà aspettare, il terzo EP della carriera dei nostri, dal nome Götterdämmerung, titolo che si rifà all’opera di Wagner Il Crepuscolo degli Dei, che subito, grazie anche ad una cover tanto semplice quanto esplicativa, fa pensare che la band avvia virato verso lidi più viking rispetto al platter precedente. Tuttavia, durante il quarto d’ora abbondante che caratterizza il lotto, ci si rende conto di essere più che lontani dal citato genere e che i Varg alla fine della fiera continuino a suonare un genere tutto loro, forse in questo caso, anche a detta dei membri, più vicino al melodic death, andando a creare un ibrido nel quale solamente a volte è possibile riconoscere qualche peculiarità vicina a qualche genere ben più definito.

Premesse non del tutto positive a parte, c’è un però. Ebbene sì, la stessa band di Das Ende Aller Lügen, senza aver subito cambi di line-up, sorprende in parte l’ascoltatore e le sue previsioni, confezionando un EP niente male. Si badi, tuttavia, non c’è comunque da fantasticare troppo, in quanto ovviamente non ci troviamo davanti ad un capolavoro, né tanto meno davanti a canzoni che riusciranno a far rialzare subitamente la valutazione complessiva sul gruppo, ma abbastanza riuscite da far pensare che i precedenti lavori poco ispirati fossero solo un passo falso. Un EP che dunque appare come un piccolo spiraglio di luce, in grado di far sperare in un futuro decisamente più roseo per i Varg. Entrando nel cuore della release, i quattro brani presentati, rigorosamente cantanti in tedesco, partono da riff movimentati interrotti da lente parti evocative, come nell’ opener/title-track Götterdämmerung, dalla quale è stato estratto anche un lyrics video, passando poi per le veloci composizioni di Hel e per le sei corde heavy di Beißreflex, terminando poi con la poliedrica -grazie anche ad una intro in voce pulita- ed enfatica Knochenpfad che chiude la produzione lasciando un piccolo sorriso sulle labbra anche di chi, solo 15 minuti prima, non avrebbe scommesso nulla su un ritorno degno del nome dei musicisti in questione.

Stupiscono un po’ quindi questi lupi, ma ovviamente non c’è ancora da cantar vittoria: le tracce di questo EP sono poche e il minutaggio è quanto mai esiguo per poter dare un giudizio concreto quanto alle future sorti della band e in ogni caso non sono di certo i migliori materiali mai sfornati dalla formazione tedesca. Per ora però, nell’attesa del prossimo full-length, ci si può “consolare” con questo Götterdämmerung, pubblicato in edizione digipack dalla Napalm Records, label con la quale i nostri sono sotto contratto da due anni.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Napalm Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Götterdämmerung
2. Hel
3. Beißreflex
4. Knochenpfad
Line Up
Freki (Voce, Chitarra)
Managarm (Voce, Basso, Chitarra)
Hati (Chitarra)
Skoll (Basso)
Fenrier (Batteria)
 
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