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Tethra - Like Crows for the Earth
13/04/2017
( 423 letture )
Attraverso uno dei personaggi dei suoi film, Roberto Benigni afferma: per trasmettere il dolore, bisogna essere felici; onestamente non mi vanno tanto a genio i metodi unilaterali per definire degli stati d'animo, visto che di fatto ogni artista trova il suo personale modus operandi per trasmettere le proprie emozioni smentendo puntualmente un'ennesima regola non universale. Parlando dei Tethra si può affermare infatti che abbiano da tempo imboccato una propria via per trasmetterci questo sentimento, e il motore per farlo, nella fattispecie, è esattamente l'antitesi di quanto afferma l'attore/comico/regista italiano, ovvero il dolore stesso. Scandagliando alcune interviste al cantante Claudio Passeri alias Clode, veniamo a sapere che, dopo la pubblicazione del precedente Drown into the Sea of Life, si sono succedute diverse vicende che hanno fornito gli input necessari per la realizzazione di questo secondo capitolo intitolato Like Crows for the Earth: dallo sfaldamento della line-up che ha lasciato come unico superstite Clode, alla “corvée” per rimetterla in piedi reclutando nuovi elementi, passando per vicende personali che hanno visto la perdita di alcune persone vicine ai membri del gruppo, fino alle sempre più pesanti vicende di attualità che alterano negativamente la percezione riguardo il prossimo futuro. La somma di simili input ha determinato quasi fisiologicamente marcate influenze nell’approccio al songwriting, comportando di conseguenza una diversa caratterizzazione di Like Crows for the Earth rispetto a quanto concepito in passato.

Sin dagli esordi la proposta dei Tethra ruota attorno ad una commistione di doom/death e gothic; in particolare in questo lavoro il quintetto è andato a smorzare la prima componente, puntando le carte della messa a fuoco prevalentemente sulla seconda. Tracciando una linea generale, è stata posta più enfasi nelle parti acustiche, che vengono da una parte bilanciate con intelligenza rispetto a quelle distorte con l'intento di infondere un certo dinamismo e dall'altra sottolineate per caratterizzare i brevi intermezzi (nello specifico Resilence, Prelude To Sadness, Subterranean ed Entropy) seminati nel disco. Possiamo inoltre rilevare una certa ricercatezza a livello armonico che contribuisce ad instillare la convinzione di avere a che fare con un album sicuramente più elegante e al contempo più introspettivo; in alcuni frangenti questa operazione si spinge verso alcune progressioni di accordi particolarmente azzardati e di difficile gradimento iniziale per l'orecchio (vedasi soprattutto Transcending Thanatos), nella maggior parte dei casi invece ci si immerge in una “soffice nuvola di melancolia” eufonica e suggestiva. In questo contesto la voce di Clode si interpone al tappeto strumentale suddividendosi nel dualismo tra pulito, la cui timbrica tra l'altro è molto vicina a quella di Fernando Ribeiro, e lo screaming. Riguardo i due approcci del cantante novarese notiamo che, in linea del resto con le scelte compositive, il piatto della bilancia tende a pendere maggiormente verso l'impronta melodica.

Coadiuvato da una produzione impeccabile (dietro il mastering ci sta dietro un certo Greg Chandles), nonché suonato da musicisti altrettanto inappuntabili tanto dal punto di vista dell'esecuzione quanto nell'arrangiamento (ed in particolare su quest'ultimo parametro le due chitarre ed il basso fanno un lavoro ammirevole nell'imprimere solidità all'impalcatura dei pezzi, sfruttando al massimo le potenzialità offerte dagli inserti di soluzioni armoniche), Like Crows for the Earth scorre dal suo principio fino al suo epilogo sfoggiando una particolare costanza e regolarità nelle tempistiche e strutture dei pezzi così come nelle melodie vocali, donando nel complesso una certa omogeneità stilistica. Gli unici due solchi che a tutti gli effetti spezzano quest'ipotetica linearità creando delle importanti parentesi in grado di imprimere più “aria” al lavoro sono rappresentati dalle due tracce Deserted e Synchronicity of Life and Decay e la ragione è semplice: i battiti sono più sostenuti e soprattutto il riffing si fa più incisivo e tagliente improntando maggiore movimento. Sempre concentrandoci su questi due brani, anche l'approccio compositivo nella fattispecie varia, in particolare Deserted si mette in luce per l'utilizzo di melodie orientaleggianti e frangenti di matrice death mentre Synchronicity of Life and Decay poggia nella sua quasi totalità sulle influenze di stampo doom/death. Ritornando a quella linea immaginaria tracciata in premessa, l'effetto che il disco in questione produce all'ascolto è una sorta di catarsi emozionale dovuta al suo lento e costante scavare; una simile caratteristica, trasposta sulle due facce di un’ipotetica medaglia ideologica, può rappresentare al contempo un pregio e un difetto. Pregio per tutti coloro che hanno la sensibilità di accogliere una proposta indubbiamente profonda e raffinata, difetto per chi, tenendo i piedi rigorosamente ancorati su un livello oggettivo, pretende a dispetto di tali peculiarità quella maggiore varietà nel songwriting che potrebbe essere un ulteriore vettore in grado di valorizzare una band di questo calibro e sensibilità.

Ci troviamo dunque di fronte ad un buon album, ottimamente suonato e prodotto, curato senza dubbio in ogni dettaglio (è doveroso tra l'altro menzionare lo splendido artwork, curato da Marco Castagnetto), che certifica il più che accettabile stato di salute di una band di tutto rispetto e soprattutto che merita rispetto (considerando i sacrifici intrapresi sia per la sua tenuta in piedi che per la pubblicazione di questo secondo Like Crows for the Earth), ma che ha ancora diverse tappe di fronte al fine di completare quel processo di maturità compositiva che in certi momenti ristagna ancora su circoli insidiosamente chiusi.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
90.7 su 10 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Sliptrick Records
Gothic / Doom
Tracklist
1. Resilence (Intro)
2. Transcending Thanatos
3. Prelude to Sadness
4. Springtime Melancholy
5. Deserted
6. Subterranean (Interlude)
7. The Groundfeeder
8. Entropy
9. Synchronicity of Life and Decay
10. Earthless
11. Like Crows for the Earth
Line Up
Clode Tethra (Voce)
Luca Mellana (Chitarra)
Gabriele Monti (Chitarra)
Salva Duca (Basso)
Lorenzo Giudici (Batteria)
 
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