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Warbringer - Woe to the Vanquished
13/04/2017
( 1670 letture )
Gli allievi eguagliano i maestri? E’ questa la domanda che in molti si sono fatti nel 2016 ascoltando il monumentale Terminal Redux dei Vektor finito, a ragione, in cima alle liste delle migliori uscite dell’anno, nonostante alcuni mostri sacri del genere abbiano sfornato, a loro volta, dei dischi capaci di rivaleggiare con i capolavori del passato, basti citare ad esempio leggende in forma strabiliante come Testament e Death Angel. Il 2017 sembra aprirsi esattamente con la stessa domanda suscitata questa volta da Woe to the Vanquished dei Warbringer. Se nel caso di David Di Santo e soci il capolavoro era quasi dato per scontato e, in qualche modo, atteso, nel casi dei thrashers californiani, invece, le aspettative non potevano definirsi troppo elevate. Dopo un quarto album che non aveva mantenuto le promesse fatte con l’ottimo esordio War Without End e i validi successori, si è aggiunto un vero e proprio terremoto della lineup con l’abbandono di entrambe le asce e del basso e il cambio di label dal colosso Century Media alla teutonica, ma ben meno altisonante, Napalm Records.

Nulla di quanto sopra sembra aver scalfito la volontà del leader e singer John Kevill di massacrare le orecchie dei thrashers di tutto il mondo con la sua musica, arruolati alla causa Adam Carroll e Chase Becker alle due chitarre e Jessie Sanchez al basso è ripartito a spron battuto sfornando un quinto disco da capogiro. Woe to the Vanquished si candida infatti ad essere una perla di thrash metal dei nostri tempi: incazzato, velocissimo, ricco di groove, potente, violento e anche riflessivo, ha tutte le carte in regola per diventare un classico “moderno”. Il sound impasta sapientemente il lato più estremo degli Exodus, l’aggressività dei Demolition Hammer con la furia cieca di Destruction e Kreator movimentando il tutto con qualche sconfinamento nel death e perfino nel balck per qualche riffing e atmosfera particolarmente oppressiva, fino alle venature groove di stampo Pantera. Chitarre affilatissime, sostenute da un basso possente e ben valorizzato nel mix insieme ad un drumming velocissimo, non eccessivamente complesso, ma perfettamente cesellato per lo stile della band costruiscono un muro sonoro fitto e di impatto. La voce di Kevill è abrasiva e acida al massimo con acuti di Schuldineriana memoria, magari fin troppo sgraziata, ha però una sua indubbia personalità. Il singer è anche autore di tutte le liriche che meritano un approfondimento. C’è infatti qualche ragazzino fortunello nella zona di Los Angeles che durante le sue lezioni di Storia si ritrova in classe il professor Kevill (!) dotato di borchie e giubbotto di pelle. Il nostro, infatti, come lavoro “vero” siede dietro alla cattedra di un liceo trasferendo un bel po’ delle sue conoscenze anche nella sua musica legata a doppia mandata a guerra e storia militare andando a creare efficaci legami tra passato e presente, con la giusta dose di critica sociale intrinsecamente legata al thrash.

Tutto pronto e il primo grido di guerra dei Warbringer è il singolo Silhouettes, in cui si parla del risultato di un’esplosione nucleare: quello che rimarrà di noi sono delle semplici sagome. Un riffing tellurico seguito dal lancinante scream di John apre la traccia che dopo pochi secondi accelera in modo inesorabile colpendo l’ascoltatore come un cazzotto ben assestato. Si distingue subito il lavoro veramente efficacissimo del basso di Sanchez, una presenza positivamente ingombrante nello spettro sonoro, a supporto di un drumming solidissimo e vario. Grande lavoro delle chitarre che riescono ad inserire nella traccia un buon numero di riff anche molto diversi fra loro, senza perdere il filo della forma canzone, efficaci anche in fase solistica in cui incredibilmente a farla da padrone è la melodia. Segue la title track, un vero e proprio assalto che parte senza cerimonie e non si concede praticamente pause, sconfinando addirittura in un riffing e drumming di stampo death nel pre-chorus, solo in conclusione della fase solistica si rallenta con un mid-tempo roccioso; qui il tema sono gli sconfitti nell’epoca dell’Impero Romano. Al terzo posto in scaletta uno degli highlights dell’intero disco: Remain Violent, l’ispirazione arriva dagli abusi della polizia sulle persone indifese e quindi al “diritto” di rimanere violenti. La song è costruita su uno dei migliori riff del lotto, granitico e tritaossa, sparato ad una velocità non troppo elevata, che favorisce l’impatto e in cui si distingue ancora una volta il basso anche in fase solistica. Tempo di bombardamenti sul fronte orientale della Prima Guerra Mondiale in Shellfire lanciata a velocità folle dai blastbeat dell’autore Carlos Cruz, si arresta bruscamente per un attimo di respiro solo a metà per una parte più groove e l’assolo lancinante. Si torna su territori più classicamente old-school thrash con Descending Blade in cui il protagonista è un letale cecchino; Spectral Asylum si apre invece in modo disturbante con sussurri e chitarre melliflue, l’atmosfera rimane cupa e oppressiva mentre la traccia prende velocità in modo inesorabile, ma controllato. Divinity of Flesh ha un attacco dalle reminiscenze black-death con chitarre serratissime, sporche e distorte per poi continuare su un sound più classico. Chiude il disco la monumentale suite When the Guns Fell Silent che con oltre undici minuti alza l’asticella della complessità e dell’ambizione dei Warbringer, la traccia punta tutto sull’emotività e la costruzione di un’atmosfera: quella di desolazione e smarrimento della fine delle Prima Guerra Mondiale . L’ispirazione arriva dall’epica dei Bathory e dai Metallica di Justice, il risultato non delude con il pericolo principale, quello di annoiare, assolutamente evitato grazie alla grande varietà e scorrevolezza complessiva. Ultima nota per la produzione affidata a Mike Plotnikoff, che ha svolto un lavoro egregio donando al disco un suono potentissimo e nitido, con una menzione di merito per il lavoro fatto nella valorizzazione del basso, non tralasciando però un certo retrogusto vintage in certe atmosfere e passaggi che rimandano ai maestri sacri.

Woe to the Vanquished è arrivato senza grosse aspettative, probabilmente un po’ tutti pensavano ad un buon disco thrash e nulla più, invece i Warbringer sorprendono con un uscita grandemente sopra la media, una mazzata in faccia, chirurgicamente studiata dove l’assalto sonoro non è fine a se stesso, ma accompagnato da una cura certosina nei testi e nella creazione delle atmosfere ad essi collegate. Il 2016 è stato l’anno dei Vektor questo sarà l’anno dei Warbringer? Chiedetelo al vostro professore di storia, ma solo se ha un’aria truce e un chiodo di pelle…



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
74.37 su 29 voti [ VOTA]
Giuseppe
Mercoledì 6 Settembre 2017, 23.07.03
37
Album pazzesco, recensione anche troppo sobria. Lo ascolterò allo sfinimento. Meritano davvero il meglio. Cambi di tempo mozzafiato, tecnica a palate, aggressivo, mai banale. Basta sentiere la melma che c'è in giro, perciò per me un 85 super meritato.
Todbringer83
Sabato 10 Giugno 2017, 14.03.06
36
Dimenticavo... Ma che pezzo è Remain Violent? Capolavoro sia per tematiche che musicalmente
Todbringer83
Sabato 10 Giugno 2017, 13.59.22
35
Da Walking Into Nightmares in poi il migliore della loro discografia. Li trovo addirittura migliorati tecnicamente, anche se ho sempre preferito il grezzume degli esordi. Gli strumenti sono tutti ben bilanciati, l'impatto sonoro è devstante. Ottima produzione. Voto: 79
MetalNeverDIE!
Mercoledì 31 Maggio 2017, 23.17.33
34
E fu così che i Warbringer ritornarono sui propri passi... veramente un peccato perchè il precedente, con tutti i difetti che poteva avere, e ce ne erano... ad ogni modo, si sentiva la voglia di sperimentare del gruppo, di fatto il risultato fu, a mio avviso un parziale successo. Comunque sia questo ormai è il passato, adesso veniamo a noi... che dire, sì sono tornati sui propri passi, ma caspita se sono migliorati. Praticamente tutte traccie di buon livello, non riesco a trovare una che spicca veramente sulle altre, ognuna di esse a un qualcosa che te la fa apprezzare a modo suo, però per esempio a me ha stupito la suite finale, che è stata una vera e propria sorpresa. Un album che oscilla tra l'8,5 ed il 9, ma il picco lo hanno raggiunto nel 2011 con Worlds Torn Asunder. Che band ragazzi!
Luky
Mercoledì 10 Maggio 2017, 17.00.18
33
Bell'album energetico e tagliente, produzione della madonna secondo me. Voto 82
lisablack
Giovedì 4 Maggio 2017, 19.49.45
32
Album molto bello che cresce con gli ascolti, When the guns fell silent è forse il mio brano preferito, ma in realtà mi piacciono tutti.
ElManjo
Lunedì 24 Aprile 2017, 23.29.03
31
Dopo vari riascolti devo dire che un po' l'ho rivalutato. Mi piace molto remain violence che mi riporta un po' ad atmosfere vagamente Testamentiane, anche lantitle track è molto carina, e la canzone finale è la migliore al pari dinremain violence. La sensazione però è che tutte comincino malino e si riprendano nella seconda parte, a mio parere cercano troppo la velocità spasmodica, a discapito della chiarezza dei riff che risultano spesso dimenticabili, o comunque non rimangono impressi. Alzo a un 75 pieno, ma non di più
ObscureSolstice
Domenica 23 Aprile 2017, 18.04.58
30
Non sono d'accordo sull'inizio della recensione quando dice...gli allievi eguagliano i maestri che sarebbero i Vektor...Loro ancora non sono maestri di niente. Per'altro loro fanno un thrash particolare e troppo diverso dai Warbringer, che senz'altro tutte queste band giovani le si può mettere tra quelle buone al lancio dell'inizio 2000 fino ad oggi. Power Trip ascoltati, forti, con una mischiata di hardcore. Sicuramente meglio degli Havok che non mi è piaciuto rispetto all'ultima uscita dei Warbringer. L'ultimo dei Warbringer è ben fatto e strutturato, per la voce non capisco cosa non c'è che non va, ci sono voci più trascurabili altrochè. Tra gli Havok, Power Trip e Warbringer penso di scegliere l'ultimo, bello dinamitardo e serrato di un buon thrash classico con begli assoli. Bravi, perchè vi avevo mollato a metà discografia, non dico che siete arrivati come agli esordi ma quasi e più maturi. Probabilmente il mio voto cambierà in meglio con gli ascolti, per ora: 79
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Domenica 23 Aprile 2017, 14.36.28
29
Incuriosito dai commenti positivi ho ascoltato l'ultimo Power Trip. Beh, gli preferisco questo'ultimo dei Warbringer. In giro comunque ci sono band come i Byzantine che senza inventare nulla sono molto più interessanti dei due suddetti.
lisablack
Domenica 23 Aprile 2017, 12.05.15
28
Bell'album, mi è arrivato stamani..mi ha preso molto. Anche per me il voto è 80.
AL
Mercoledì 19 Aprile 2017, 14.10.16
27
Un buon album che mi prende bene musicalmente ma la voce mi stanca alla svelta. le prime quattro canzoni sono veramente buone, coinvolgenti, e in generale il disco resta su buoni livelli, forse avrebbero dovuto sviluppare meglio l’ultimo pezzo, undici minuti ma migliorabili. Per me comunque è il migliore album della band. Purtroppo non mi fa venire così tanta voglia di riascoltarlo a differenza dell’ultimo Havok che mi intrippa di più anche se meno devastante. Come voto starei su un 75
jek
Martedì 18 Aprile 2017, 9.30.39
26
A me è piaciuto un casino, sottoscrivo recensione e voto. Anche se reputo i dischi dei Power Trip e degli Havok due ottimi dischi ritengo questo migliore. Per quanto mi riguarda, per ora, la miglior uscita 2017.
Pacino
Martedì 18 Aprile 2017, 9.26.57
25
buon disco, recensite il nuovo dei Power Trip, una bomba. Per questo 80
Mulo
Lunedì 17 Aprile 2017, 17.03.57
24
A me è piaciuto parecchio,un bel80 ci sta tutto..... Leggo che i Power Trip sono fenomenali che i Warbringer non varrebbero un unghia di loro....X me è l'opposto,trovo Nightnare Logic orribile,una rottura di palle allucinante,nonchè anonimo (non resta in testa manco un riff altro altrochè).
Doom
Lunedì 17 Aprile 2017, 16.32.45
23
Volevo solo aggiungere che trovo molto azzeccato da parte di Abarth nominare i mai troppo lodati Demolition Hammer, che nelle parti toste piu di qualche volta mi sono tornati in mente. Poi vediamo come va' piu in la.\m/
ElManjo
Lunedì 17 Aprile 2017, 9.37.55
22
Molto anonimo e caciarone ai primi ascolti, per ora rimandato. decisamente più pulito e ordinato conformicide degli havok e intruction for destruction dei comaniac.Massimo un 70 perme attualmente
Doom
Sabato 15 Aprile 2017, 21.50.39
21
Ascoltato oggi. Anche a me e' piaciuto abbastanza, ma avevo pochi dubbi viste le prime anteprime e commenti vari. Vado controcorrente sulla voce che a me piace e sta bene così, ne ho sentite davvero di peggiori. In numeri direi un 7,8 ci puo stare. Senza fare classifiche che secondo me non hanno senso dico solo che si va' aggiungere ad altre buone uscite nel genere..e tutto sommato mi va' bene cosi. Un buon gruppo che si e' riconfermato secondo me e anche in passato ha prodotto qualche altro buon album tipo Waking into nightmare.
freedom
Sabato 15 Aprile 2017, 16.28.14
20
Bel disco, a tratti anonimo è vero, ma pur sempre godibilissimo. Meglio l'ultimo Power Trip come già detto, ma mi pare fili via un pelino meglio dell'ultimo Havok. Voto sul 75 direi.
Hermann 60
Sabato 15 Aprile 2017, 15.40.04
19
Non vedo l'ora di ascoltarlo, visto che si sono migliorati di album in album e che li reputo i migliori della nuova generazione Thrash. Mi spiace solo per il cambio del bassista, ma tanto lo cambiano ad ogni disco.
Hermann 60
Sabato 15 Aprile 2017, 15.40.02
18
Non vedo l'ora di ascoltarlo, visto che si sono migliorati di album in album e che li reputo i migliori della nuova generazione Thrash. Mi spiace solo per il cambio del bassista, ma tanto lo cambiano ad ogni disco.
lisablack
Sabato 15 Aprile 2017, 6.17.08
17
Io pensa sia proprio l'altare della patria, assomiglia molto...c'è anche una piramide, sono tutti simboli credo.
enry
Sabato 15 Aprile 2017, 6.10.14
16
In linea con Undercover, anche se aggiungerei qualche punto in più, per dirla in numeri un 75 a mio avviso ci sta tutto. Concordo anche sui Power Trip, disco che sto consumando.
mikmar
Venerdì 14 Aprile 2017, 23.46.16
15
Scusate ma in copertina non c'è l'altare della patria di Roma ????
Undercover
Venerdì 14 Aprile 2017, 14.04.43
14
In linea con Lambrusco e L'adoratore del cespuglietto muliebre tutti troppo gasati da un album decisamente nella norma, qualche post prima ho letto il nome Power Trip, beh, tutto quello che hanno prodotto 'sti qui non vale nessuno dei dischi di quei ragazzi. Voto sul 70-72 anche per me. P.s. la voce è fastidiosamente anonima.
lisablack
Venerdì 14 Aprile 2017, 13.26.38
13
Non vedo l'ora di ascoltarlo, è in ordine e mi arriva a giorni. È ovvio che si ispirano alle band thrash ottantiane e anch'io sono legata a quel periodo..però dai, mo basta! Son passati 30 anni..andiamo avanti che le band che meritano ci sono tante, io sono sempre curiosa di scoprire, ben venga band nuove giovani con entusiasmo!
L'adoratore del cespuglietto muliebre
Venerdì 14 Aprile 2017, 11.53.32
12
Quoto il Lambrusco. Album suonato splendidamente, con una produzione molto curata ed anche piacevole da ascoltare se preso a piccole dosi: roba per thrash-maniaci, insomma... Però alla fine è come riascoltare cose che Forbidden, Death Angel, Defiance, ecc. facevano 20 anni fa. Il recupero di quelle sonorità fatto in questo modo palesemente emulativo non ha molto senso dal punto di vista artistico. Preferisco gli originali. Anch'io do 70, ma solo perché con gli anni sto diventando nostalgico.
jeffwaters
Venerdì 14 Aprile 2017, 10.50.23
11
Non sapevo che Kevill fosse professore di storia
jeffwaters
Venerdì 14 Aprile 2017, 10.48.54
10
Discone della madonna con un trittico iniziale da voglia di thrash e in complessivo raggiunge una certa ''bellezza'' sonora. Una menzione particolare la faccio per il cantante Kevill, adoro la sua voce. 85 pieno... P.S ma l'ultimo degli Havok? Ne vogliamo parlare? Tematiche e sound da paura
Rejection
Giovedì 13 Aprile 2017, 22.48.20
9
Disco davvero riuscito, grande riffing, begli assoli, canzoni ispirate e scorrevoli. Il cantante è il vero valore aggiunto secondo me, potente ed espressivo. Mi piace un sacco quando sconfinano nel black. Non riesco a scegliere quale preferisco tra questo e l'ultimo dei Power Trip. Voto 85
Nada
Giovedì 13 Aprile 2017, 22.21.22
8
Al 5: "gli USA ci insegnano un sacco di cose": gli USA buttano bombe, ragazzi!
ObscureSolstice
Giovedì 13 Aprile 2017, 22.21.07
7
Lambrusco, ma non ti va mai bene niente
Tatore77
Giovedì 13 Aprile 2017, 21.51.57
6
L'album è bello e fatto bene, con degli spunti interessanti e ottimi assoli; ma per me (per ora) sono ancora i Power Trip in testa con l'album thrash 2017 Voto 80
galilee
Giovedì 13 Aprile 2017, 21.47.00
5
Gli USA ci insegnano un sacco di cose, ma riguardo al Thrash odierno preferisco di brutto le band della nostra penisola. Parlando dei Warbringer continuano ad annoiarmi parecchio.
Metal Shock
Giovedì 13 Aprile 2017, 21.22.23
4
Gran bel disco. Certe canzoni sono una mazzata incredibile, altre piu` articolate ma sempre con un grande impatto. Punto debole la voce: per me, al di la` della standardizzazione della voce nelle band thrash piu` recenti, qui la voce la trovo proprio piatta, non da` quel valore in piu` che i brani meritano. Per questo do` un 75 ad un disco che poteva dare di piu`.
Doom
Giovedì 13 Aprile 2017, 20.29.23
3
Purtroppo ancora non l'ho ascoltato...pero' ho sentito parecchi pareri positivi sul forum quindi sara' probabilmente un gran bell'album. Ripasso dopo.
LAMBRUSCORE
Giovedì 13 Aprile 2017, 19.49.53
2
Voto esagerato, per un disco che a tratti mi stanca, non oltre il 70 per me.
ObscureSolstice
Giovedì 13 Aprile 2017, 19.40.46
1
Chi l'avrebbe mai detto...gran bel ritorno gradito. In Usa ci ricordano sempre come si suona il Metal
INFORMAZIONI
2017
Napalm Records
Thrash
Tracklist
1. Silhouettes
2. Woe to the Vanquished
3. Remain Violent
4. Shellfire
5. Descending Blade
6. Spectral Asylum
7. Divinity of Flesh
8. When the Guns Fell Silent
Line Up
John Kevill (Voce)
Adam Carroll (Chitarra)
Chase Becker (Chitarra)
Jessie Sanchez (Basso)
Carlos Cruz (Batteria)
 
RECENSIONI
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