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Todd Rundgren - Runt
16/04/2017
( 273 letture )
Runt è il primo album solista di Todd Rundgren, pubblicato dalla Ampex Records nell’anno di grazia del 1970. Il vinile fu registrato per metà al I.D. Sound di Los Angeles, e il restante ai mitici Record Plant di New York. Nel ‘70, quando la sua band d'allora, i Nazz, si avviava ad ampie falcate verso il fallimento del disco Nazz Nazz, Todd Rundgren esordì da solo con il disco qui in questione. Look giusto e aderente ai gusti dei tempi, miscela musicale poliedrica con tanti generi presenti, un insieme perfetto per prendersi una sana rivincita sul mercato discografico. La copertina è semplice, magari anche un po’ banalotta, ma le 10 canzoni presenti mettono in luce il talento del nostro.

La cornice è blues rock nell’apertura di Broke Down And Busted, una sorta di chiara copiatura di Come Together dei Beatles, ancora lo stesso genere nella parzialmente strumentale e lunghissima Birthday Coral, che poi diventa vocale e pianistica con accenni ancora beatlesiani, mentre Believe in Me è ballad delicata e con melodie cristalline accompagnate da tipici cori di quel tempo, insomma una bella riuscita a tutto tondo. Se We Gotta Get You a Woman ha un gusto pop da classifica americana, una song fatta per avvicinarsi alle hit parade con belle scansioni armoniche e un ritornello da fischiettare, Who's That Man? sciorina rock baldanzoso e iperproteico, ritmo scatenato e piacevolezze assortite tra piano, coretti e andamento che impedisce di stare fermi al proprio posto, solo di chitarra lancinante, che scuote: insomma una bella fetta di rock and roll di lustro eccellente. In questa traccia affiorano segnali di Electric Light Orchestra e band affini. Se lo slow di Once Burned spruzza tracce di soul nero, quasi a precorrere i tempi di grandi gruppi che poi sfonderanno alla grande (Kc and The Sunshine Band, Kool & The Gang, Earth Wind And Fire), Devil's Bite ha un sound a metà tra i Deep Purple di Strange Kind Of Woman e chitarre surf, un mix perfetto che permette all’ascoltatore di inalare varie componenti che pulsavano in quelle epoche, nelle quali più anime potevano anche coesistere e dare luogo a canzoni e prodotti variegati. Il lato B si apre con il rock d’attacco di I'm in the Clique dove Rundgren si cimenta in una voce robotica, supportata da fiati incisivi, partiture quasi jazz, un basso pungente, per uno scampolo abbastanza fuori di testa, con tanto di solo di batteria scatenato, in una sorta di live in studio; poi arriva There Are No Words con atmosfere indiane e vocalità sperimentali molto interessanti, senza tralasciare Baby, Let's Swing/The Last Thing You Said/Don't Tie My Hands, il pezzo più particolare e peculiare dell’intero vinile. Si inizia con il twist puro, si prosegue con il pop fuso all’interno di una marcetta cadenzata in stile british; poi il brano fluidifica e si colora di cifre psichedeliche, per poi passare ad un semplice piano che cotona accenti molto Elton John primo periodo, concludendosi finalmente con l’ultimo frammento, Don't Tie My Hands, incarnato tra organo, afflati alla Beach Boys e cori da spiaggia. Insomma, uno di quegli strani mix, una sorta di calderone con più generi accennati che andavano molto di moda sul finire dei sessanta e inizio settanta. Runt, manco a dirlo, subirà forti critiche e non venderà molto, l’appunto principale della stampa fu quello di eccessiva eterogenia dei pezzi, troppo distanti uno dall’altro. Fattore che oggi potrebbe venir fortemente apprezzato.

Un buon esordio solista di Rungren a nostro parere, un disco piacevolissimo da riascoltare ancora oggi nonostante una dinamica povera, in fondo sono passati quasi 50 anni dall’uscita. Poi Todd Rundgren esordirà per la terza volta con un monicker diverso, come leader indiscusso della “band di Todd Rundgren”, ma questa è un’altra storia che racconteremo più avanti. Runt verrà editato in due momenti del 1970, la prima nel mese di maggio, la seconda nel novembre dello stesso anno, mentre la Edsel Records lancerà una versione in doppio CD nel 2014.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
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Lizard
Venerdì 21 Aprile 2017, 22.04.49
2
Ciao Voivod, come stai? Se non ricordo male ci siamo conosciuti al FIM di Genova, giusto? Ti andrebbe di scrivermi una mail? Vorrei chiederti una cosa. Grazie.
Voivod
Giovedì 20 Aprile 2017, 12.04.13
1
Uno dei miei musicisti preferiti! Qui la sua proposta artistica non era ancora perfettamente a fuoco, ma già molto interessante e originale. Rundgren è stato il Frank Zappa del pop-rock, un grande produttore, artista ineguagliabile, tra i primi (assieme a Wonder e Oldfield) a edificare il concetto di "one-man band". Grazie per la rece!
INFORMAZIONI
1977
Ampex Records
Rock
Tracklist
Lato A
1. Broke Down and Busted
2. Believe in Me
3. We Gotta Get You a Woman
4. Who's That Man?
5. Once Burned
6. Devil's Bite

Lato B
7. I'm in the Clique
8. There Are No Words
9. Baby, Let's Swing/The Last Thing You Said/Don't Tie My Hands
10. Birthday Carol
Line Up
Todd Rundgren (Voce, Chitarra, Pianoforte)
Don Lee Van Winkle (Chitarre)
Mark Klingman (Pianoforte elettrico)
Tony Sales (Basso, Percussioni)
John Miller (Basso)
Don Ferris (Basso)
Rick Danko (Basso)
Hunt Sales (Batteria, Percussioni)
Levon Helm (Batteria)
Bobby Moses (Batteria)
Mickey Brook (Batteria)
 
 
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