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Deficiency - The Dawn of Consciousness
16/04/2017
( 245 letture )
Ricetta del giorno: prendete qualche riff dei Gojira, un groove vagamente Machine Head ed un'idea di thrash tecnico e melodico che ricorda lo stile dei Death Angel; agitate, mescolate con cura ed otterrete i Deficiency. Benché il nome della pietanza conclusiva non sia particolarmente invitante, possiamo assicurarvi che il sapore è di quelli che si fanno davvero notare. L'introduzione culinaria ci è stata utile per spiegare le influenze facilmente percepibili nella musica di questo quartetto francese, dedito ad un thrash melodico di stampo moderno che farà sicuramente felici i fan delle suddette band.

Il gruppo giunge in questi giorni alla pubblicazione del proprio terzo lavoro in studio, intitolato The Dawn of Consciousness: da sempre il terzo album è cruciale per il futuro di un gruppo che intenda fare musica a certi livelli e, dopo svariati ascolti, possiamo affermare che questi ragazzi di Forbach hanno messo a segno un colpo interessante, seppur non proprio epocale: Newborn's Awakening, aperta da un passaggio di chitarra squisitamente alla Gojira, è già un lampante esempio delle qualità compositive dei nostri: se la strofa infatti sa inizialmente di già sentito, con un tocco groove non particolarmente originale, i musicisti sparigliano poi le carte in tavole con una linea vocale e scelte melodiche decisamente più particolari, che innalzano prepotentemente le quotazioni del brano, in ogni caso benedetto da una ottima tecnica di base. L'amore per i Gojira emerge anche all'inizio di Uncharted Waters, che per il resto conferma un amore dei nostri per le soluzioni non convenzionali, dal momento che alterna indifferentemente ritmiche thrash a passaggi più complessi ed intricati, nonché linee vocali sia clean sia scream, lasciando infine spazio agli strumenti verso la conclusione. Another Fail to Come vede prevalere il lato più tipicamente thrash dei nostri, ma ancora una volta non si rinuncia a qualche rallentamento, peraltro ben gestito ed amalgamato all'interno del pezzo, unito a sfoghi solisti delle chitarre davvero interessanti. Anche From a Less to a Greater Perfection punta parecchio sulla potenza, ma in questo caso il lato thrash è più sfumato e ricco di groove; ciò nonostante anche qui i nostri riescono ad infilare un passaggio melodico che potrebbe ricordare...i Linkin Park dei primissimi album. No, non stiamo scherzando e no, la band riesce a far coesistere stili musicali tanto differenti. La maggior somiglianza con la band più odiata del panorama nu metal è indubbiamente data dalle linee vocali clean del frontman, che assomigliano parecchio a quelle di Chester Bennington (singer indubbiamente dotato al di là di ciò che si può pensare del suo gruppo), come peraltro si può ascoltare anche su The Upriser. Coloro che non dovessero amare tale lato melodico dei Deficiency possono ripiegare sulla prima metà di Face the World We Experience, indubbiamente la porzione più pesante dell'intero lavoro, con un Gisonna più cattivo che mai al microfono. E' necessario parlare per forza di porzioni e non di singoli pezzi, dal momento che come detto i nostri amano variare, tanto che pure in una canzone così tirata riescono ad inserire rallentamenti e melodie. Nausera è particolarmente spiazzante, giacché inizia con una sfuriata thrash, poi si cambia velocemente d'abito trasformandosi in una sorta di pezzo groove moderno, infine sfoggia un riff sincopato deliziosamente Gojira, salvo poi premere improvvisamente sull'acceleratore un'altra volta...e tutto questo nel giro di poco più di un minuto. Alcuni ascoltatori potrebbero restare spiazzati da tanti cambiamenti, che effettivamente costituiscono al tempo stesso la più grande forza e la maggior debolezza del quartetto francese, non consentendo sempre di farsi un'idea precisa della direzione scelta...ma bisogna dire che la bravura del gruppo è tale che solo in rari casi tanta alternanza risulta disturbante. C'è comunque una flessione verso la fine dell'album, questo sì, che si concretizza nella non eccelsa And Now Where Else to Go, ma anche nella conclusiva Fearless Hope, brano thrash gradevole, ma non indimenticabile; è un peccato perché, ad intervallarle, troviamo viceversa la micidiale Post Knowledge Day, viceversa uno dei brani più tirati e riusciti dell'album.

Come detto, la più grande forza dei Deficiency, la varietà, può essere anche il loro più grande difetto per ascoltatori che amano poter inquadrare la proposta di una band in categorie ben definite o, semplicemente, apprezzano soltanto una sfumatura del variopinto caleidoscopio proposto dal gruppo della Lorena. Ad onor del vero, effettivamente qui e là si ha la sensazione che una maggior coesione potrebbe aiutare l'album a decollare in via definitiva. Tuttavia, è altrettanto vero che alcuni passaggi più scolastici e meno vari risultano meno interessanti rispetto proprio a quei punti in cui i quattro si divertono a miscelare thrash, groove e melodie moderne ed insospettabili. In sostanza, date un ascolto a The Dawn of Consciousness: è possibile che lo amiate profondamente o che al contrario lo troviate indigesto, ma difficilmente potrete negare le qualità dei Deficiency.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
Apathia Records
Groove
Tracklist
1. Newborn’s Awakening
2. Uncharted Waters
3. Another Fail To Come
4. From A Less To A Greater Perfection
5. The Upriser
6. Face The World We Experience
7. Nausera
8. And Now Where Else To Go
9. Post Knowledge Day
10. Fearless Hope
Line Up
Laurent Gisonna (Voce, Chitarra)
Jérôme Meichelbeck (Chitarra)
Vianney Habert (Basso)
Thomas Das Neves (Batteria)
 
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