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Striker - Striker
19/04/2017
( 534 letture )
Tra le svariate giovani band che reinterpretano l’heavy metal classico, i canadesi Striker sono sicuramente una delle più meritevoli di attenzione per tutti gli appassionati di musica. Il quartetto di Edmonton, giunto con questo omonimo album al quinto atto, è noto per aver sfornato con costanza e dedizione validi dischi fin dal 2010, anno di uscita del disco di esordio Eyes in the Night. A distanza di appena un anno dal buon Stand in the Fire, gli Striker si ripresentano più agguerriti che mai con un nuovo lavoro che, a discapito della durata (poco inferiore ai quaranta minuti), presenta nove tracce inedite più una cover che vanno a costituire una setlist trascinante ed incentrata su un heavy/power che oltre a confermare e rafforzare il potenziale della band, evidenzia un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda la maturità compositiva del combo canadese. Il suono degli esordi, più ruvido ed irruento, col tempo e l’esperienza si è affinato, seppur rimanendo sempre e solidamente ancorato al meglio del repertorio heavy metal anni 80. La band, infatti, come già ampiamente espresso nel precedente album, spazia con la dovuta perizia tecnica da suoni tipicamente heavy a soluzioni decisamente più speed e power, senza mai dimenticare la giusta dose di melodia. Pregio del gruppo è sicuramente quello di possedere una grande energia e vitalità compositiva fermamente ancorata ai gruppi di riferimento del genere, come Judas Priest ed Iron Maiden, e nei passaggi più veloci anche ai connazionali Annihilator ed Exciter, senza però limitarsi a riproporre un cliché consolidato, ma anzi sforzandosi nel cercare una reinterpretazione personale.

Le dieci tracce, compatte e lineari, esprimono una composizione strutturata da solide ritmiche, ricche di passaggi in doppia cassa e cambi di tempo che fanno da tappeto a un riffing tecnico e preciso a supporto dell’ottimo vocalist restituendo una sintesi di heavy metal diretto e senza fronzoli, decisamente convincente e trascinante. Ci riferiamo nello specifico a pezzi quali l’opener Former Glory, in cui i riff affilati e taglienti di Timothy Brown risultano protagonisti assoluti insieme all’ugola di Dan Cleary, così come le ritmiche decisamente più granitiche per Pass Me By che, nel loro incalzare, vanno a sfiorare lidi thrash. Le ampie aperture melodiche di Born to Lose e Rock the Night dimostrano, invece, il carattere più morbido degli Striker; quest’ultimo brano, seppur non particolarmente creativo, sintetizza molto bene l’approccio nella sua immediatezza, candidandosi come una delle tracce più rappresentative del disco. La breve intro strumentale di Cheating Death prelude ad un altro picco del disco, Shadows in the Light, che fa esplodere nelle orecchie dell’ascoltatore un concentrato di puro metal. Le successive Over the Top e Freedom’s Call rincarano ulteriormente la dose e ci portano velocemente alla cover di chiusura del disco, Desire, tratta dall’album No More Tears di Ozzy, che conclude in maniera più che degna i circa 40 minuti di questo quinto lavoro, breve ma decisamente intenso.

Negli Striker si manifesta chiaramente il desiderio di emergere di una band che, conscia delle proprie potenzialità e forte della gavetta che sta facendo, ci crede e mette anima e corpo in quello che fa. Aggressività ed energia ne sono le dirette conseguenze, per un album che, ancora una volta e nonostante la scarna copertina, racchiude un perfetto concentrato di heavy metal che, partendo da solidi riferimenti, si attualizza e si impreziosisce grazie anche ad un mixaggio e una produzione cristallina, precisa ed avvolgente curata da Fredrik Nordström dei Dream Evil. Gli Striker sono una band assolutamente da seguire e supportare, infatti, seppur questo nuovo lavoro sia per certi versi leggermente inferiore per creatività al disco precedente, mantiene uno standard qualitativo decisamente alto, che candida i giovani canadesi a vere promesse dell’heavy metal mondiale.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
76 su 1 voti [ VOTA]
Metal Shock
Venerdì 21 Aprile 2017, 9.38.17
6
Jek e Tatore: poi se non vi piace non ve la prendete con me, ahahahahah!!!!
jek
Giovedì 20 Aprile 2017, 20.44.27
5
Visto che rispetto al precedente è sparita la parola pop nella recensione, anzi si parta di speed e visto il commento di @Metal Shock l'ascolto è d'obbligo,
Voivod
Giovedì 20 Aprile 2017, 15.06.23
4
Bravi, ma dopo "Armed..." hanno perso dello smalto...
Tatore
Giovedì 20 Aprile 2017, 14.20.58
3
Grazie Metal...poi...sai che con me sfondi una porta aperta...per me max 8 pezzi per l'album "perfetto"...ma non lo fa quasi nessuno
Metal Shock
Giovedì 20 Aprile 2017, 13.20.39
2
@Tatore: tranquillo questo disco recupera la verve dei dischi precedenti,. Un ottimo esempio di heavy metal con canzoni piu` tirate, Pass me by, canzoni anthemiche, lo stupendo singolo Born to lose, e canzoni piu` meditate ma di grande impatto, tipo Rock the night. Disco breve, nove canzoni, di cui l`ultima e` una cover, ma funziona alla grande, non serve un disco di 50 minuti per essere valido. Io metto un bel 86, questi ragazzi meritano attenzione.
Tatore
Giovedì 20 Aprile 2017, 11.07.05
1
Oh...ma questi fanno un album all'anno! Speriamo che sia meno moscio di quello 2016.
INFORMAZIONI
2017
Record Breaking Records
Heavy
Tracklist
1. Former Glory
2. Pass Me By
3. Born to Lose
4. Cheating Death
5. Shadows in the Light
6. Rock the Night
7. Over the Top
8. Freedom’s Call
9. Curse of the Dead
10. Desire (Ozzy Osbourne cover)
Line Up
Dan Cleary (Voce)
Timothy Brown (Chitarra)
Wild Bill (Basso)
Adam Brown (Batteria)
 
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