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Helmet - Aftertaste
22/04/2017
( 1791 letture )
Reduci da un trittico di album assolutamente strepitoso, gli Helmet si ritrovano con il gravoso compito di dare un seguito alla fortunatissima serie positiva e riescono nell'intento in maniera impeccabile, dando alle stampe l'ennesimo disco di livello superiore, Aftertaste.

La formula non cambia radicalmente ma i Nostri -nel frattempo diventati trio in seguito all'abbandono di Rob Echeverria, entrato nei Biohazard- astutamente decidono di unire agli sperimentalismi di Betty la prorompente forza dei primi due album, trovando quindi un equilibrio tra pesantezza e melodicità. Niente paura, comunque: il muro sonoro a cui la band ci aveva abituati è pienamente rispettato con in più il vantaggio -già anticipato parzialmente in Betty- di una produzione "pulita" che esalta la chitarra, anziché impastarla con gli altri strumenti come nei primi due dischi, ma mantenendo intatta la pesantezza delle tracce, qui più metal-oriented che mai (probabilmente questo è il lavoro dei newyorkesi che verrà più apprezzato dagli abituali ascoltatori di sonorità pesanti). I riff di Hamilton, efficaci e incisivi come pochi altri, sono sorretti nella maggior parte dei brani da continui accordi in sottofondo che sembrano volersi intersecare con i suoi refrain e assoli integrandosi così alla perfezione in questa setlist che non presenta nessun punto debole nei suoi 41 minuti. Ognuna delle tredici tracce ha personalità e ragione d'essere, sia quelle più orecchiabili -It's Easy to Get Bored o Like I Care quest'ultima caratterizzata da un ritornello che potrebbe tranquillamente essere uscito da un disco dei Deftones- che quelle più oscure, come Diet Aftertaste, cadenzate -(High) Visibility- o di matrice punk (Harmless).
Come sempre il basso di Henry Bogdan è protagonista nel sound degli statunitensi, pennellando linee spesse nei solchi del platter e rivelandosi fondamentale, così come John Stanier che lascia la propria inconfondibile impronta grazie al suo personalissimo stile e, pur senza far nulla di incredibile per velocità o tecnica, si conferma il solito implacabile martello. A completare il quadro l'ugola grunge di Page Hamilton, sempre fantastico al microfono ma qui vocalmente meno aggressivo del solito, avendo parzialmente abbandonato lo screaming tipico dei primi lavori per un cantato come già detto più votato alla melodia.

Con Aftertaste gli Helmet calarono un poker eccezionale che siglò il loro periodo d'oro, sfociato purtroppo nel momentaneo scioglimento senza riuscire a tirare fuori dalla manica un altro asso della medesima caratura in futuro, e in ciò influiranno anche i continui cambi di formazione con il solo Hamilton al comando della nave: è innegabile che il nucleo storico formato dai tre musicisti qui presenti fosse la massima espressione artistica del gruppo, il quale ci ha consegnato delle vere e proprie perle che faranno scuola negli anni a venire. Disco da avere assolutamente, meglio se con i suoi tre predecessori.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
76.4 su 5 voti [ VOTA]
Metal Shock
Domenica 23 Aprile 2017, 6.41.23
3
Saranno quasi vent`anni che non ascolto questo disco. Io sono sempre rimasto affascinato dai primi due dischi degli Helmet, ma gia` da Betty qualcosa non andava: per carita` sia quello che questo sono due buoni prodotti, ma un`impatto come In the meantime non l`ho piu` trovato. Per me un 75 e` un voto giusto.
Pacino
Sabato 22 Aprile 2017, 14.45.50
2
grande band, buon disco, voto 80
Undercover
Sabato 22 Aprile 2017, 12.41.35
1
L'ultimo capolavoro targato Helmet, dopo di questo non sono più riusciti né a ripetersi né ad avvicinarsi a uscite di questo calibro.
INFORMAZIONI
1997
Interscope Records
Alternative Metal
Tracklist
1. Pure
2. Renovation
3. Exactly What You Wanted
4. Like I Care
5. Driving Nowhere
6. Birth Defect
7. Broadcast Emotion
8. It's Easy to Get Bored
9. Diet Aftertaste
10. Harmless
11. (High) Visibility
12. Insatiable
13. Crisis King
Line Up
Page Hamilton (Voce, Chitarra)
Henry Bogdan (Basso)
John Stanier (Batteria)

Musicista Ospite
Jane Scarpantoni (Violoncello su traccia 4)
 
RECENSIONI
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24/10/2014
Live Report
HELMET
Rock 'N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO), 18/10/2014
 
 
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