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Charon - Downhearted
22/04/2017
( 344 letture )
È difficile scrivere di un sotto genere come il love metal senza fare riferimento agli HIM, così come sarà stato complesso, sul finire degli anni novanta, non rimanere contaminati, soprattutto per chi si voleva addentrare in questo genere così melanconico e sofferente, dagli HIM appunto. Nel 2002 erano da poco apparsi Greatest Love Songs Vol. 666 e Razorblade Romance e i Charon, come molti altri gruppi, si sono inseriti in questo solco apportando la propria interpretazione di questa corrente musicale. Dopo un inizio addirittura death metal sfociato in alcuni demo, il gruppo finlandese addolcisce non di poco i propri toni con i primi LP Sorrowburn e Tearstained, album ancora da cesellare, ma non meno apprezzabili, per arrivare quindi a Downharted. Quest’uscita, appartenete alla parte centrale della produzione dei Charon, è un disco non da sottovalutare, bensì da rispolverare piacevolmente se non per la sua estrema originalità, per la sua raffinatezza e delicatezza ad unire il romantico con il dark e il gothic, senza tralasciare una goccia di hard rock che dà verve alle varie composizioni in esso contenute.

A fare da padrone di Downhearted è l'ammaliante e suadente voce di J-P Leppäluoto, che si fa carico di una prestazione sentita, che ci guida tra i chiari oscuri delle varie canzoni: già dalla prima traccia, Bitter Joy, si può avvertire questa necessità di oscurità tormentata, ma che viene solo soffusa nella composizione, il basso crea un'avvolgente trama nelle strofe, mentre gli archi vengono posizionati ad effetto, per prepararci ad un'apertura rockeggiante nei ritornelli. È proprio su questo impianto di alternanza tra momenti più soft e languidi e altri più vivaci che prende le sue basi questo disco (At the End of Our Day, All I Care Is Dying o ancora Desire You sono solo alcuni esempi). Non mancano momenti più scatenati, senza eccessi comunque, in cui le ritmiche si fanno più incalzanti (Little Angel o Erase Me), con il batterista Antti Karihtala a destreggiarsi con parti non complesse, ma che hanno una buona dinamica, creando un solido scheletro per le parti di chitarra, che se non brillano per virtuosismi tecnici, sono dotate di un certo groove hard rock orecchiabile e piacevole. Non mancano nemmeno i momenti di solismo per la sei corde che vanno ancora di più a rimarcare quella sfumatura hard rock ed heavy metal, che arricchisce le composizioni.
A chiudere elegantemente Downharted è la malinconica ballad Sorrowsong, il suo incedere lento e il cantato tormentato di J-P Leppäluoto, affiancato da una dolce voce femminile, sembrano essere la perfetta chiusura per un disco che proprio a partire dal titolo trasuda di malinconico e romantico tormento.

In via definitiva, Downhearted è un disco semplice e di raffinatezza immediata, che mescola l'hard rock più melodico, che di tanto in tanto si trascina quasi al grunge più moderno, al gothic, ma servendosi di questo genere soltanto per ricreare quelle atmosfere tormentate e oscure, ma ne viene privato di quella tenebrosità e cupezza sinistre insite nel genere. Downhearted è sicuramente un disco che beneficia del panorama musicale che si stava elaborando in quel periodo in Finlandia, sapendosi comunque distaccare dal tormento più oscuro di Ville Vallo, come dalle sfumature pop rock dei The Rasmus.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
81.66 su 3 voti [ VOTA]
Maurizio 76
Sabato 22 Aprile 2017, 11.33.04
1
buon disco, anche se il meglio arriverà dopo
INFORMAZIONI
2002
Spinefarm Records
Dark/Gothic
Tracklist
1. Bitter Joy
2. At the End of Our Day
3. Craving
4. Little Angel
5. Fall
6. Erase Me
7. Desire You
8. Come Tonight
9. All I Care Is Dying
10. Sister Misery
11. Sorrowsong
Line Up
J-P Leppäluoto (Voce, Chitarra)
Jasse Von Hast (Chitarra, Ebow)
Pasi Sipilä (Chitarra, Tastiera)
Teemu Hautamäki (Basso)
Antti Karihtala (Batteria)
 
RECENSIONI
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