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Paganland - From Carpathian Land
26/04/2017
( 853 letture )
Nel corso dell’ultimo decennio, sono state sempre di più le formazioni provenienti dall’Est Europa che sono riuscite far breccia tra il pubblico occidentale e a creare un modo assolutamente unico e personale di intendere e comporre musica. Chi ascolta folk e tutti i generi ad esso annessi, sa bene che ogni nazione, se non ogni realtà locale, caratterizza e influenza lo stile di una band rendendola spesso unica rispetto alle altre, cosa che permette di delineare un profilo ben preciso di ciò che viene suonato in una determinata zona.
In questa sede andiamo a trattare dell’ultima uscita dei Paganland, formazione Ucraina nata a Lviv -conosciuta anche come Leopoli-, città non lontana dal confine polacco e dalla catena montuosa dei Carpazi. È proprio questa realtà, questa boscosa catena, colma di misticismo e oscurità, ad influenzare più di qualsiasi altra cosa questi cinque musicisti, i quali, attraverso un pagan black ancora a tratti molto scolastico, trovano il loro mezzo per declamare il loro amor di patria e omaggiare le loro tradizioni, con l’obiettivo -stando alle parole della band- di far riscattare il popolo slavo da quel loro passato dimenticato e spesso distorto agli occhi degli stranieri, oltre a far capire che nel mondo in cui viviamo a non sono soltanto soldi e falsità a regnare. Un nobile fardello, quello che si sono messi sulle spalle i nostri che, nel corso degli anni, hanno pubblicato due album, una demo, uno split e un EP. A parte diversi cambi di line-up, il passato del gruppo non è di certo dei più rosei. Fondato nel 1997 per poi sciogliersi appena dieci anni dopo, senza aver pubblicato alcun full-length, essa si riunirà grazie al tastierista fondatore Ruen nel 2010, per poi firmare con l’etichetta connazionale Svarga Music la quale si occuperà di tutti i futuri dischi, incluso quest’ultimo From Carpathian Land, che vede la luce dopo il debutto nel 2013 Wind of Freedom, nonché il successivo Fatherland, dedicato ai tutti i patrioti ucraini che hanno difeso il loro paese durante le recenti controversie con la Russia.

Veniamo dunque a quest’ultima fatica di questo progetto che, assieme a Nokturnal Mortum, Kroda e Holy Blood, va ad abbellire ancora di più un panorama musicale, quella ucraina, che certamente ha ancora tantissimo da dire. A differenza dei precedenti lavori, quest’ultimo suona più estremo e meno “pagan” per diversi motivi, fra cui spiccano la totale assenza di voci pulite -anche a causa dell’abbandono del singer Volodymyr, sostituito in questa sede da Zymobor- e una forte componente black. A quanto pare, tuttavia, tale cambiamento rispecchia pienamente i piani del combo di Lviv, in quanto l’intento dei nostri è proprio quello di rifarsi ai primi lavori di nomi noti come Borknagar e Manegarm ma anche ai più “vicini” Skyforger, nonché, con tutta probabilità, di variare in parte il loro sound. Lungo la mezz’ora abbondante di ascolto, siamo quindi accompagnati lungo un viaggio in mezzo ad una natura pura ed inesplorata da una combo costante di scream/riff forse un po’ troppo semplice e scontata, ma che, accostata a quei -pochi- momenti che vanno a legarsi ora al folk, ora all’ambient, riescono a convincere e fare la loro sporca figura. Il termine “sporca” non è casuale, in quanto la produzione di quest’uscita non è delle più cristalline, fattore che potrebbe rappresentare un punto a favore per alcuni e a sfavore per altri, ma probabilmente voluto per lasciare alla musica quella purezza ed immediatezza che andrebbe a perdersi in seguito a troppi artefici. Analizzando il platter maggiormente nel dettaglio, dopo una delicata intro, la calma viene interrotta da precisi e graffianti riff seguiti dalle prime urla di At the Heart of Carpathians, titolo che fin da subito si rifà ai territori d’origine della band, la quale presenta una componente pagan soltanto verso la fine. Seguono la polimorfa Black Mountain, composta da tratti quasi ambient, interrotti da sfuriate black, e il duo Belted by Spirit/The Gloom, entrambe ben riuscite e con una tastiera che riesce a ritagliarsi ampi spazi, fino a fare quasi da padrona, più che durante tutto il resto dell’album, nonostante le ritmiche della prima siano decisamente più lente e meno incalzanti della seconda. Prima dell’outro in chiusura, l’ascoltatore si imbatte infine nella lunga title-track, From Carpathian Land, che è quella che strizza di più l’occhio alla musica folkloristica ucraina, riuscendo a gestirsi in maniera discreta lungo i suoi oltre otto minuti di durata.

Questo From Carpathian Land, cantato tutto in lingua ucraina, si presenta quindi come un album tutto sommato ben riuscito, ma forse un po’ troppo semplice, scontato e “scolastico”, che rischia di annoiare alla lunga e con l’aumentare degli ascolti. In questo caso la durata, che potrebbe sembrare breve ad alcuni, gioca un ruolo a favore nella valutazione finale, in quanto anche solo cinque minuti in più avrebbero rischiato di risultare eccessivi. I nostri hanno voluto cambiare leggermente il loro stile di fare musica, e questo sicuro farà onore alla band, ma la strada per consolidare quanto proposto in questo full-length non è chiaramente ancora stata percorsa del tutto.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
MarcoMarco
Lunedì 1 Maggio 2017, 12.00.13
4
@terzo ma perchè, cambiare significa essere all'altezza? il black metal deve avere queste copertine! E' distintivo della specie
deborah
Sabato 29 Aprile 2017, 22.03.19
3
belle le swastike ^_^
terzo menati
Mercoledì 26 Aprile 2017, 23.05.50
2
Madonna che fantasia, già dalla copertina si torna indietro di vent'anni
Doom
Mercoledì 26 Aprile 2017, 21.37.52
1
Il precedente mi era piaciuto. Vedrò di ascoltarmi anche questo
INFORMAZIONI
2016
Svarga Music
Pagan Black
Tracklist
1. Stozhary (Стожари)
2. At the Heart of Carpathians (У Серці Карпат)
3. Black Mountain (Чорногора)
4. Belted by Spirit (Підперезаний Духом)
5. The Gloom (Морок)
6. From Carpathian Land (З Карпатського Краю)
7. Chuhayster (Чугайстер)
Line Up
Zymobor (Voce)
Eerie Cold (Chitarra)
Ruen (Tastiera)
Ivan (Basso)
Lycane (Batteria)
 
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