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White Lion - Mane Attraction
29/04/2017
( 1297 letture )
I White Lion sono stati, purtroppo per loro, i grandi incompiuti dell’hard rock americano degli anni ’80. Non dal punto di vista artistico, anzi: i loro quattro album sono stati tutti assolutamente validi e di ottimo livello; ma dal punto di vista dei risultati commerciali e di successo del gruppo. Infatti, pur avendo un buon riscontro di vendite e popolarità, soprattutto con il secondo album Pride, non sono mai riusciti a raggiungere quello stato di superstar che, al contrario, sono riusciti ad ottenere altri loro colleghi e diretti concorrenti nel genere, quali Bon Jovi, Def Leppard o Europe. E questo ha fatto sì che non siano riusciti a reggere il cambiamento di stili e di sensibilità musicale che ha travolto il mondo discografico agli inizi degli anni ’90. Destino comune a molte altre band del periodo, si pensi a Giant, Bad English, Poison, tanto per fare qualche nome; ma grande rammarico, a posteriori, perché i quattro del leone bianco avevano doti davvero notevoli, e avrebbero meritato altra sorte.

Mane Attraction, quarto album del gruppo, e datato 1991, è, per certi versi, la cronaca in musica di questo fallimento. Fallimento, si badi bene, solo commerciale; perché dal punto di vista artistico, la sostanza c’è eccome. Siamo, come detto, agli inizi degli anni ’90: i White Lion hanno già sperimentato il successo (Pride, 1987) e un primo buco nell’acqua (Big Game, 1989, disco che, seppur valido, non ha saputo minimamente eguagliare i risultati commerciali del predecessore); sanno quindi, essendo ormai esperti delle dinamiche del mercato discografico, che la loro etichetta, la major Atlantic, gli darà al massimo un’altra possibilità per sfondare, prima di rimandarli nel dimenticatoio. Sono ben determinati a giocarsi tutto. Ma c’è un problema: proprio in questi anni, nel mercato del rock, sta cambiando il mondo. I venti che provengono da Seattle, il grunge, sta portando alla ribalta nuovi gruppi giovani e destinati (alcuni) a diventare star della musica, mandando in soffitta tutto ciò che era il rock americano anni ’80, sia dal punto di vista stilistico e compositivo, sia dell’immagine.

Come spesso succede in questi casi, purtroppo, si butta via il bambino insieme all’acqua sporca: se è vero che molto del rock anni ’80 era obiettivamente privo di reali contenuti artistici, è altrettanto vero che gli artisti capaci c’erano eccome, e le grandi canzoni pure. Costringere tutti, grandi e piccoli, a cambiare in corsa il proprio stile, ha condotto in rovina molti progetti destinati a miglior fortuna. I White Lion si rendono conto di tutto questo e decidono di provare un’evoluzione del proprio sound; tuttavia, non sono disposti a sacrificare in toto il loro modo, elegante potente e melodico, di fare rock, convinti, giustamente, di saperlo fare bene ed in modo convincente. L'ultima release del leone bianco ha un'atmosfera più scura e complessa, meno immediata; come negli album precedenti, tuttavia, rimane centrale il ruolo dell’accoppiata Tramp-Bratta per trovare i guizzi compositivi ed esecutivi principali. La caratura tecnica di Bratta (emulo di Van Halen nello stile e nella capacità di mettere il virtuosismo a servizio dei brani) e l'interpretazione calda di Tramp, oltre al connubio compositivo derivante dalle loro doti di songwriter, rappresentano ancora una volta gli ingredienti più immediati e diretti del loro sound, anche se degna di menzione risulta pure la potente e precisa sezione ritmica curata da Lomenzo e D'Angelo (destinati entrambi a divenire apprezzati session-man dopo la fine del gruppo).
La lunga ed imprevedibile Lights and Thunder è posta ad apertura: otto minuti paiono persino eccessivi per una song che alla fine potrebbe risultare ripetitiva, ma si può ugualmente apprezzare una vasta sezione strumentale ed un riffing efficace; segue Broken Heart, riuscito remake del brano contenuto nel loro album d'esordio. Riuscita anche Love Don't Come Easy che possiede un bel chorus ed una linea melodica energica disegnata dalla chitarra di un ispirato Bratta. È invece il singer danese-americano che si prende i riflettori sulla ballad You're All I Need, aperta da un bell'arpeggio acustico che culmina in un refrain emozionante. Il resto del disco si snoda fra brani abbastanza complessi e articolati, dove è evidente la volontà del gruppo di provare lo sviluppo di nuove soluzioni compositive (aumentando anche il grado di “pesantezza” del sound), e ballad ariose e trascinanti, destinate, nelle speranze di gruppo e casa discografica, a diventare tormentoni radiofonici. Forse a questo album manca il “pezzo da 90”, quello che è capace da solo di trascinare l’intero disco nell’Olimpo degli album immortali; ma è innegabile che il risultato finale è assolutamente validissimo, sia ripensando all’epoca (piccola parentesi: se si pensa alla quantità di dischi epocali usciti nel solo anno 1991 viene una malinconia feroce) sia riascoltandolo con il gusto di oggi.

Purtroppo, non la pensarono allo stesso modo i fan dell’epoca: il disco passò quasi totalmente ignorato, non fu assolutamente sostenuto dalla casa discografica, ormai orientata esclusivamente sul grunge, e la band si sciolse di lì a poco. La delusione fu tale che Bratta, da allora, sparì completamente dal mondo musicale, mentre Tramp, malgrado alcuni velleitari e inconcludenti tentativi di riportare in auge il gruppo con nuovi musicisti, fu costretto a reinventarsi sotto altre vesti. Il leone bianco finisce qui e restano rimpianti per un progetto che non è forse riuscito ad esprimere davvero sino in fondo tutte le proprie notevoli potenzialità.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.31 su 16 voti [ VOTA]
megna
Venerdì 22 Giugno 2018, 22.40.47
22
Disco in completa sintonia con l'ondata glam rock del periodo - a cavallo tra la fine degli '80 e l'inizio dei '90 - che aveva contaggiato tutti !!! Grande annata !!!
Andy orion
Domenica 11 Febbraio 2018, 0.11.13
21
Uno dei capolavori Glam rock, insieme agli album contemporanei di SkidRow e EnuffZNuff. 10/10 lode
Aceshigh
Sabato 14 Ottobre 2017, 20.38.41
20
Gran disco, che non ha nulla da invidiare ai primi due album della band. I pezzi più melodici sono da sturbo, come pure le più articolate Lights And Thunder e Warsong e i musicisti sono in pallissima! Io lo considero l'album della maturità. Peccato che il mutare delle mode musicali abbia decretato la fine di questa grande band. Voto 90
Mulo
Martedì 19 Settembre 2017, 12.44.34
19
Da non amante del glam metal,dico che il debutto e Pride sono dischi di valore,dagli un' ascolto se ti capita...
klostridiumtetani
Lunedì 18 Settembre 2017, 19.23.57
18
Ho solo questo dei WL . Preso, ascoltato e conseguentemente evitato qualsiasi altra loro uscita.
Mulo
Lunedì 18 Settembre 2017, 19.15.19
17
A me Ten,Vs,Badmotorfinger mi fanno tutti tranne che deprimermi sinceramente.......
Andy
Lunedì 18 Settembre 2017, 19.06.26
16
e' un vero peccato che questo disco sia cascato a ridosso della stupida era grunge che io personalmente non ho mai seguito....il rock deve far sorridere non deprimere...ci sono gia' troppe cose tristi nella nostra vita il rock deve essere positivo e allegro....a mio parere questo mane attraction e' un capolavoro...avra' anche venduto poco ma come detto dal lato artistico aveva parecchi brani eccezzionali dai contenuti a volte molto belli e di protesta tipo la bellissima war song ma anche love dont' come easy...you're all i need... til death o farewell to you o il grandissimo rifacimento di broken heart e la buona it's over...insomma se vi capita compratelo a occhi chiusi perche' questi erano grandi artisti
Roberto
Sabato 6 Maggio 2017, 2.17.55
15
Bon Jovi oltre a New Jersey che reputo un gran disco, ebbero poi la bravura di reinventarsi negli anni 90 con dischi di tutto rispetto, seppur più orientati verso il pop-rock... Keep the faith è un gran disco, These days disco intimista pieno di lenti ma davvero bello secondo me.
Roberto
Sabato 6 Maggio 2017, 2.08.47
14
Ho trovato su un sito i dati di vendita dei vari album (solo nel mercato USA) : Mane attraction 234 mila, Big Game: 500 mila, Pride: 2 milioni, Best of del 92: 148 mila. Evidente segnale di un gruppo in netto calo commerciale da Pride in poi.. A me Big Game piace, comunque..ha qualche filler ma ha dei grandi pezzi! Bisogna tenere conto che il tour di Pride finì nella primavera dell'89 e per agosto il disco Big Game doveva essere già pronto, mixato, finito...in pratica soli 5 mesi...pochissimo! @ Mulo: Europe e Whitesnake riempiono l'Alcatraz che comunque contiene 3/4mila persone e fanno esaurito. I Mike Tramp's White lion che ho visto dal vivo nel 2007 avevano un decimo di quella cifra..e così tante altre band che ho visto..in alcuni casi addirittura per band che comunque un certo successo negli anni'80 la avevano avuto, anche meno di 100 persone mi è capitato di vedere..
Mulo
Giovedì 4 Maggio 2017, 19.30.01
13
Brutto o bello sono pareri soggettivi,io sto dicendo che Big Game non ha prodotto hit singles da classifica come Pride tutto qui.Anche gli stessi Europe dopo 10 milioni di copie vendute da Final... e le megahit Carrie e Final Countdown,con Out of this world non hanno avuto singoli con lo stesso impatto e le vendite son andate a picco,cosa che non è successa a BJ con New Jersey.
Argo
Giovedì 4 Maggio 2017, 19.23.21
12
In tanti snobbano Big Game ma non vedo dove sia "il brutto" in quel cd... Little Fighter, Broken Home, Radar Love... tutto il cd è composto da stupende canzoni. Questa band non è riuscita a fare brutti cd.
Mulo
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.26.52
11
Eh,gli Europe qua in Italia non suonano nei palazzetti ma in locali come il vecchio rolling stone (non so se c'è ancora),idem i Whitesnake.....I White Lion con Pride hanno venduto più di 6 milioni di copie in tutto il mondo,purtroppo x loro Big Game non se lo è filato nessuno (mancanza di 2 superhit come wait e when the children cry)...Hanno perso il treno li.......Bon Jovi invece con New Yersey ha tirato fuori delle belle hit che lo hanno proiettato da superstar nei '90,avesse toppato il disco dopo Slippery sarebbe finito nel dimenticatorio pure lui.
Roberto
Giovedì 4 Maggio 2017, 18.17.54
10
Bella recensione, concordo col voto.. L'album più maturo e vario dei WL. Sul fatto di non aver raggiunto lo stato di superstar penso sia dovuto semplicemente a un fattore di vendite dovuto a mille motivi...Bon Jovi, Whitesnake o Europe all'epoca vendettero l'impossibile.. Band come White Lion, Danger Danger, Firehouse, ecc ecc seppur vendendo tanto (Pride dei WL dovrebbe essere a 2 milioni di copie vendute nei soli USA), non ebbero una risposta commerciale tale da superare indenni le nuove correnti musicali da lì a venire, in primis il grunge dei primi 90..quindi se Bon Jovi oggi suonano, lo fanno in uno stadio, Whitesnake, Europe e Def Leppard in un palazzetto gremito..tutte le band per così dire "minori" solo in dei piccoli club..così sarebbe anche per i WL se esistessero ancora. Ad ogni modo grande band i White Lion, una delle mie preferite in assoluto..dal potenziale enorme...Bratta fenomenale. Se penso a parità di potenziale quale successo hanno ancora oggi band in ambito hard rock come Extreme o Mr.Big... penso che i WL avrebbero meritato comunque qualcosa in più!
Mulo
Martedì 2 Maggio 2017, 21.56.03
9
Sottovalutata non direi,a fine anni '80 eravano molto,molto famosi... Non hanno bissato le mega-hit "pride" e "when the children cry"e son finiti nel dimenticatoio (Big Game un milioncino in USA lo ha venduto comunque)
InvictuSteele
Martedì 2 Maggio 2017, 21.27.21
8
Bellissimo disco di una grandissima band sottovalutata.
Andrew Lloyd
Martedì 2 Maggio 2017, 10.32.19
7
Gran bel disco che possiedo anceh in vinile. Lights and Thunder è una dell migliori hard rock song del periodo. Visti live nel 2007 ! Senza Vito Bratta, purtroppo.
Metal Shock
Lunedì 1 Maggio 2017, 12.39.54
6
Ultimo grande disco di una grande band. Bastano Lights and thunder e War song per elevare questo disco ad un livello molto alto. Forse un pelino lungo e con qualche filler, ma il voto lo reputo giusto. Peccato che si siano sciolti.
lux chaos
Lunedì 1 Maggio 2017, 8.25.29
5
Stupendo. Dopo i primi due capolavori, questo segue a ruota leggermente dietro dopo il deludente Big Game. Ma ormai era troppo tardi, e il gruppo si spense nell' indifferenza generale. Una band che comunque ha regalato canzoni eterne, e la coppia Bratta-Tramp aveva un alchimia veramente eccezionale
Argo
Sabato 29 Aprile 2017, 19.49.05
4
Canto del cigno di una band grandissima, canto del cigno di un'epoca. Ultima traccia da lacrime, la fine di tutto. Troppo legato a questo cd, lo metto al primo posto assieme agli altri dei WL, non ce n'è uno che prevalga sull'altro. 99
Hard & heavy
Sabato 29 Aprile 2017, 16.22.16
3
White Lion un nome una garanzia di qualità, voto 85/100.
Maurizio
Sabato 29 Aprile 2017, 14.28.10
2
Secondo me meglio di big game, voto 80
Mulo
Sabato 29 Aprile 2017, 14.26.35
1
Bocciatissimo!!Troppo laccato x i miei gusti...Il primo resta un capolavoro,seguito a ruota da Pride,questo e Big Game non mi sono mai piaciuto...Bratta resta un grande talento,peccato abbia mollato come un looser,non bisogna mai arrendersi (speciallmente se si è un chitarrista di quel livello e con quel talento).
INFORMAZIONI
1991
Atlantic Records
Hard Rock
Tracklist
1. Lights and Thunder
2. Broken Heart
3. Leave Me Alone
4. Love Don't Come Easy
5. You're All Need
6. It's Over
7. War Song
8. She's Got Everything
9. Till Death Do Us Part
10. Out with the Boys
11. Blue Monday
12. Farewell to You
Line Up
Mike Tramp (Voce)
Vito Bratta (Chitarra)
James Lomenzo (Basso)
Greg D'Angelo (Batteria)
 
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