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Hideous Divinity - Adveniens
30/04/2017
( 2462 letture )
Dopo aver ottenuto enormi riscontri positivi con due dischi di qualità, Obeisance Rising (2012) prima e Cobra Verde (2014) poi, i nostrani Hideous Divinity giungono alla pubblicazione di Adveniens, terzo capitolo, pubblicato ancora una volta dalla Unique Leader Records, di una discografia che, lo diciamo subito, si fa sempre più interessante.

That’s only the beginning… Beginning of the new flesh.

È con questa frase che si apre quello che sembra essere un “nuovo inizio” per la band romana, perché se da un lato anche Cobra Verde mostrava un’evoluzione del sound, restava pur sempre molto fedele a quanto fatto sul debutto. Con Adveniens invece, notiamo fin da subito un approccio diverso, di più ampio respiro e che va a prendere soluzioni di stampo black ed altre più epiche. La varietà è quindi l’elemento portante del lavoro, ma si parla di una varietà che non va mai a rendere i brani dispersivi o inconcludenti, anzi; rispetto al passato infatti, i brani hanno una personalità ancora più marcata grazie all’ottimo lavoro in fase di scrittura e in modo particolare alle chitarre di Enrico Schettino e Giovanni Tomassucci, grandi protagoniste di tutto l’operato. Tra momenti più tecnici e altre in cui salta fuori l’aggressività di ritmiche più vicine al black, si fanno notare ottimi più epici in grado di dare una forza evocativa a tutto il lavoro. Essendo pensato, a livello di tematiche, come una riflessione sulla storia, il tempo ed altri spunti filosofici vicini a Walter Benjamin, era inevitabile che il disco si sarebbe colorato di toni oscuri, apocalittici ed epici. Ad enfatizzare il tutto c’è ancora una volta Enrico “H.” Di Lorenzo, autore di una prestazione vocale non solo varia ma teatrale: sono tanti i momenti in cui senza di lui il disco avrebbe perso qualcosa (Future in Red, Sub Specie Aeternitatis o la “delirante” Messianica). Tutti questi elementi sono ovviamente inseriti in brani che raramente scendono sotto i quattro minuti e che si assestano su durate piuttosto consistenti; a tal proposito spicca Passages, pezzo di circa otto minuti in cui tutto il potenziale del gruppo viene messo al servizio di quella che è una dimostrazione di qualità invidiabile. Un brano in cui spiccano tutti gli elementi che caratterizzano tutti i singoli brani come dissonanze (da notare le chitarre in Feeding Off the Blind che esaltano l’ispirazione presa da gruppi come Deathspell Omega, Lvcifyre e simili), arpeggi, il groove ed una sezione ritmica a dir poco travolgente. L’operato di Giulio Galati alla batteria e di Stefano Franceschini (lontanissimo dal limitarsi ai canonici blast beat) al basso non fanno che impreziosire ogni singolo passaggio. Nonostante venga da chiedersi se sia corretto definire semplicemente “technical death metal” il gruppo (non che conti poi molto) data l’enorme varietà qui presente, è apprezzabile il fatto che siano tanti i momenti in cui a farsi sentire è il più puro e semplice death metal, esaltato da ritmiche semplici sostenute dal classico tupa-tupa. Insomma, voglia di cambiare, tante idee, ma l’amore per il genere più classico non svanisce mai, come ulteriormente dimostrato dalla cover dei Sinister Embodiment of Chaos.

È quindi evidente che Adveniens sia un disco a dir poco ottimo e che accompagnerà gli ascolti degli ascoltatori per molto tempo. Un disco a tratti meno immediato dei precedenti ma che offre una varietà che seppur incredibile e vasta non commette l’errore di suonare caotico e sconclusionato, complice una produzione a dir poco eccezionale dei 16th Cellar Studios. Dopo tre anni di duro lavoro, Adveninens è, ad oggi, il miglior disco degli Hideous Divinity; personale, ricco di soluzioni e coinvolgente dal primo all’ultimo minuto.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
81.11 su 9 voti [ VOTA]
Macca
Lunedì 11 Settembre 2017, 14.56.34
10
Un buonissimo album, ben suonato e molto godibile. Personalmente l'ho trovato superiore agli ultimi parti di gente più titolata come Suffocation e Decrepit Birth, che a malapena sono riuscito a finire per la noia (devo risentirmi meglio quello degli Origin anche se sulle prime non mi aveva entusiasmato troppo, spero di cambiare idea). Voto 79
Rejection
Mercoledì 10 Maggio 2017, 14.28.06
9
Tre album e tre centri pieni. Anch'io ho preferito Cobra Verde, anche se di poco. La produzione è davvero buona. 80
Undercover
Martedì 9 Maggio 2017, 12.22.47
8
Suonato bene, prodotto bene e pezzi piacevoli, ma fra questo e "Cobra Verde" c'è un abisso a favore del secondo. 70
Maiden1976
Mercoledì 3 Maggio 2017, 17.10.04
7
Che delusione...Concordo con Igor qui sotto...
Igor
Mercoledì 3 Maggio 2017, 14.30.11
6
Altro gruppo che sembra fatto con lo stampino. Povero Death Metal.
Er Trucido
Martedì 2 Maggio 2017, 10.35.45
5
Uff, devo ancora ascoltarlo. Le anteprime erano belle toste, dovrò provvedere.
Vittorio
Lunedì 1 Maggio 2017, 17.36.27
4
Ascoltato solo una volta per ora, per cui è troppo presto per giudicare in maniera precisa. E' sufficiente dire che questi non sbagliano.
enrico86
Domenica 30 Aprile 2017, 21.11.19
3
hanno di sicuro superato con questo "adveniens" il precendente "cobra verde", e vi giuro che non era per niente facile
Michele
Domenica 30 Aprile 2017, 20.50.31
2
Uno dei migliori gruppi metal in Europa, al momento. Questo devo ancora sentirlo bene, ma sembra davvero molto valido. E dopo quel gioiellino di Cobra Verde non era facile.
Doom
Domenica 30 Aprile 2017, 12.21.32
1
Avevo ascoltato le anteprime ed erano veramente buone. L'album e' in arrivo. Pochi dubbi comunque, uno dei migliori gruppi in circolazione nel campo.
INFORMAZIONI
2017
Unique Leader Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Ages Die
2. Sub Specie Aeternitatis
3. Passages
4. Angel of Revolution
5. Feeding Off the Blind
6. When Flesh Unfolds
7. Messianica
8. Future in Red
9. Embodiment of Chaos (Sinister cover)
Line Up
Enrico "H." Di Lorenzo (Voce)
Enrico Schettino (Chitarra)
Giovanni Tomassucci (Chitarra)
Stefano Franceschini (Basso)
Giulio Galati (Batteria)
 
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