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Ayreon - The Source
02/05/2017
( 4404 letture )
Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità (Neil Armstrong nell'atto di compiere il primo passo sulla superficie lunare nel luglio del 1969)

Un piccolo passo per un uomo (seppur molto alto) chiamato Arjen Lucassen, ma un passo gigantesco per il prog metal, per l'opera e per la musica tutta. L'artista olandese, dopo un duro anno di lavoro sul progetto che lo ha reso celebre, torna a casa ancora una volta sfinito. E mi soprenderebbe il contrario visto che, organizzare e coordinare, anche a distanza, un lavoro di gruppo di un livello "alieno" deve essere davvero una grande impresa. Ma The Source è un album semplicemente devastante, magnifico, dall'artwork agli arrangiamenti, dall'esecuzione agli ospiti. Un disco completo ed elettrizzante che rapisce l'ascoltatore proiettandolo in un'altra dimensione, in un altro mondo, in un'altra vita. E permettetemi di aprire una piccola parentesi personale: se tutti i precedenti lavori di Ayreon li ho ascoltati e riascoltati un migliaio di volte ripartite in mesi, per non dire anni, quest'ultimo capitolo (che poi ultimo non è, un po' come in Star Wars) ha richiesto un solo mese per essere praticamente consumato. Forse perché meno articolato e più immediato? Le sensazioni vanno in questa direzione, soprattutto se si prende come riferimento The Theory of Everything dove la complessità progressiva regna sovrana.

Lo sviluppo tecnologico è sicuramente decisivo affinché l'uomo possa conoscere e superare i propri limiti ed arricchire la propria conoscenza. Senza la tecnologia vedremmo la luna ancora come un semplice satellite dalla superficie sconosciuta. Ma se tra una cinquantina d'anni -secondo le previsioni degli scienziati- le macchine dovessero prendere il sopravvento sulla nostra razza e sulla nostra intelligenza, cosa accadrebbe?
The Source è il prequel di tutto, di una intera saga, ed i suoi avvenimenti sono collocabili, con maggior precisione, prima dell'incredibile 01011001 (Y nel linguaggio binario) e di conseguenza si torna a parlare dei Forever.
La storia inizia su Alpha, un pianeta situato nella galassia di Andromeda, i cui abitanti affrontano essenzialmente gli stessi problemi ecologici e politici che noi stessi viviamo sulla Terra. I computer vengono programmati ed istruiti per porre fine a queste piaghe e, dopo una lunga analisi, i calcolatori arrivano alla classica conclusione che il problema vero sia proprio l’uomo. L'umanità deve essere annientata e le sue radici strappate via. A questo punto, per la vittima prescelta non vi è altra soluzione per sopravvivere: tentare di colonizzare un altro pianeta. Tra le opzioni possibili, la scelta cade su di un mondo molto distante composto principalmente d'acqua e situato vicino alla stella di Sirrah. Solo un piccolo gruppo di "alfani" viene eletto per salire a bordo della Starblade, l'astronave di un capitano (Tobias Sammet), in compagnia di TH-1 (un robot fedele alla causa umana interpretato da Mike Mills), verso un futuro quanto mai incerto. Il resto di Alpha, tra paura e disperazione, viene lasciato alle spalle in uno scenario apocalittico, probabilmente a morire. Decollato a fatica, il gruppo di sopravvissuti, prima di essere ibernato per affrontare il lungo viaggio ancora in vita, viene trattato con un farmaco chiamato comunemente "The Source" inventato dal chimico di turno (Tommy Rogers) ed in grado di donare agli umani telepatia e lunga vita, trasformandoli, inoltre, in specie acquatica. "The Source" tuttavia produce l'effetto collaterale consistente in una progressiva cancellazione della memoria nei suoi portatori. Arrivati a destinazione, il nuovo pianeta viene ridenominato "Y" dai suoi visitatori, da questo momento in poi in grado di guardare solo ai giorni che verranno. L'avventura prosegue nel sequel 01011001.
In realtà, prendendo in prestito le considerazioni del collega "Raven" che già si è espresso su 01011001, la storiella di fondo non è poi così originale. Ma Lucassen ha una di quelle menti invidiabili e iperattive in grado di cucire sul corpo di una prostituta un vestito da suora rendendola tale.

È la musica ad ispirare Lucassen sui vocalist da invitare e -anche questa volta- ci sono nomi illustri da idolatrare come LaBrie, Simons, Kürsch, Allen, ma anche F. Jansen e Sammet (l'ideatore di Avantasia, il gemello power che coi suoi primi due capitoli ha lasciato il segno più di ogni altra opera metal). Tuttavia, in questo paradiso dei cantanti/personaggi è Tommy Karevik ad impressionare maggiormente. L'attuale voce dei Kamelot mostra una capacità vocale ed interpretativa come mai prima d'ora. La sua parte ed il suo attacco nel brano di apertura The Day That the World Breaks Down sono la perfezione e con questo complimento non gli rendo comunque onore. Ma in un progetto così grande non bisogna mai dimenticare i musicisti, ossia coloro che rendono Ayreon così speciale. Ovviamente, Lucassen suona quasi tutto essendo ogni nota partorita dal suo cervello, ma la collaborazione di due chitarristi impareggiabili come Paul Gilbert e Guthrie Govan rende il prodotto finale ancora più prezioso ed atteso. Le rispettive parti soliste le possiamo gustare in Star of Sirrah e Planet Y is Alive! (segnalo caldamente il contributo del guitar god inglese).
Lucassen quindi, prima scrive la musica e poi pensa ai testi da affidare a determinati caratteri e stili. Il disegno finito è già nella sua mente e deve solo sperare che le ugole designate siano disponibili e a loro agio per stupire, ma senza strafare. Per rendere l'idea, i brani che enfatizzano le doti di Kürsch (ad esempio Planet Y is Alive!) sembrano tratti dalla discografia dei Blind Guardian e le parti di Sammet prese in prestito da qualche lavoro degli Edguy. Queste stretegie non sono un male ed anche se suonano come poco originali, sono alla base del successo e delle vendite clamorose. The Source infatti, è il disco targato Ayreon più pre-ordinato in assoluto. Ed ecco spiegato il "tesoretto" utile per sfamare le guest star sempre più importanti in formazione.
Domina comunque la pulizia compositiva ed esecutiva su precisa scelta di Lucassen, ma si spazia tra i generi strizzando l'occhio all'hard rock moderno e dinamico, come all'epic e al folk senza dimenticare le ritmiche furiose tipiche del metal.
Eccitano gli incroci vocali e strumentali e la bellezza dei brani o, per meglio dire, delle canzoni.
Sublime la prima parte dell'album racchiusa nelle cronache The Frame e The Aligning of the Ten, soprattutto perché comprendente la già citata suite The Day That the World Breaks Down -lo specchio dell'intero disco- che vola nei suoi dodici minuti conditi dalla presenza di tutti i personaggi della storia. Un brano straripante e vario, a tratti paragonabile a The Seven Angels dell'Avantasia pt. II. Un gioiello che conquista all'istante. Ma non si conta una flessione nei primi sette brani che completano il "lato A". Al di là del movimentato singolo easy-listening Everybody Dies, molto Queen ed un po' PFM, che spinge The Source al limite dello spot televisivo, sarà possibile godere di momenti di impensabile qualità come Sea of Machines, All That Was o Condemned to Live che più di tutti ricordano quanto Lucassen sia legato sentimentalmente ad ogni sua creazione, in particolar modo all'ultima sotto il monicker The Gentle Storm in compagnia della splendida Anneke van Giersbergen e delle mega sezioni orchestrali.

Il "lato B", suddiviso nelle cronache The Transmigration e The Rebirth si apre col coro (a mio parere leggermente fastidioso) di Acquatic Race. La struttura del brano, però, è un miracolo compositivo che abbraccia la trama e le liriche rilanciando la narrazione saggiamente dettata da un LaBrie in ottima forma. La voce del frontman canadese dei Dream Theater potrà anche non piacere -in effetti quel timbro "sdolcinato" o lo si odia o lo si ama- ma Lucassen è riuscito, ancora una volta, a far ricredere gli scettici più testardi sulle potenzialità (enormi) dell'artista in questione. In fondo, basta riascoltare la bontà di The Human Equation per una pesante conferma.
Anche su questa faccia del disco non viene mantenuto un genere preciso, territorio in cui Arjen si muove comodamente, e si cavalca più rapidamente rispetto alla precedente anche se leggermente alla cieca. Ecco, forse c'è più progressive, anche settantiano e di grande qualità ma, nel complesso e paradossalmente, il lavoro tende ad appiattirsi portando a galla principalmente i pezzi più rilassati e femminili. Di certo le parole come noia o superficialità non troveranno mai spazio in The Source così come in tutti i capitoli di Ayreon semplicemente grazie alle manie perfezioniste di Lucassen, ai calzanti ruoli assegnati agli ospiti e alle emozioni che gli stessi riescono a regalare. Da brividi i versi attraverso i quali Simone Simons e Floor Jansen illustrano la fredda e malinconica The Dream Dissolves, altra perla di stampo The Gentle Storm.

I drift above the clouds, upon the veil of a dream
I reach out to touch the planets, something beautiful evolves
Then the dream dissolves


I float beneath the tides, upon the crest of a dream
In a world of hope and wonder, something magical evolves
Then the dream dissolves


Ma oltre alle ragazze borchiate si registrano le prestazioni maiuscole e scontate di Russell Allen e Tobias Sammet. E pensare che quest'ultimo è sempre stato visto dai gossippari come un rivale di Lucassen. Oggi il bravo Tobias non solo è un amico di Arjen, ma canta anche in un suo disco. Al diavolo le dicerie ed assaporiamo il talento nel pieno della sua forza. Senza questa unione tanto desiderata parleremmo di un The Source bellissimo ma senza quelle punte di brillantezza e non penso di esagerare. Proviamo ad ascoltare Deathcry of a Race senza l'accento tedesco e la grinta di Tobias e vediamo che accade.
Tornando agli strumentisti, esclusi Govan e Gilbert che come sappiamo sono di un mondo a parte nel panorma chitarristico, estremamente condivise e ben valutate sono le conferme di musicisti di grande spessore come Ed Warby alla batteria, Ben Mathot al violino e Jeroen Goossens ai fiati, fondamentali nella realizzazione delle atmosfere ideate da Lucassen. Per il resto, niente da dire ma solo da imparare. Avevate dubbi?

The Source è un album diverso. Meglio evitare paragoni col passato sia perché complicato, sia perché trattasi pur sempre di un altro tassello utile in chiave Ayreon.
Si può comunque arrivare ad amare questo disco in quanto simbolo di una maturità artistica consolidata e mai statica, di un progetto ormai storico e dell'ambizione umana. Arjen Lucassen non deluderebbe nemmeno intenzionalmente. Il perfezionista fissa un limite e lo supera con lo studio attento e concreto che la sua professione richiede. Il perfezionista fissa un traguardo e lo raggiunge con umiltà e sudore. Ma al di là delle qualità (non da tutti pubblicizzate) di Lucassen che non stiamo ulteriormente ad elencare perché ci vorrebbe un articolo a parte, ciò che conta è impossessarsi di questo disco unico e vivo il prima possibile. Di versioni in commercio ce ne sono tante ed alcune a prezzi stratosferici. Occorre fare uno sforzo anche per il box più semplice. La copertina è spettacolare, la musica spaziale in tutti i sensi. Che altro aggiungere?
Voto alle stelle per le stelle.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
86.92 su 28 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 28 Settembre 2017, 18.50.48
52
Gran bell'album! Meglio del precedente che era forse eccessivamente cervellotico. La portata artistica e la qualità tecnica di qualsiasi release del progetto Ayreon sono cose che non si possono neanche lontanamente discutere, quello che poi fa veramente la differenza è la qualità del songwriting... e da questo punto di vista qui siamo quasi agli altissimi livelli di Universal Migrator. Figata!
maska
Giovedì 28 Settembre 2017, 15.04.20
51
Semplicemente stupendo, ormai l'ho consumato a forza di ascoltarlo in macchina. Secondo mè la sua miglior opera. Assolutamente da avere.
Gregorio
Giovedì 18 Maggio 2017, 18.45.13
50
Lo sto ascoltando più volte e mi sta piacendo sempre di più, come è successo con gli altri lavori di Lucassen. Di Mills non mi piacciono solo quelle parti a cappella, come l'inizio di Everybody Dies, o il pre ritornello di Run Apocalypse Run, per il resto al top come sempre. Probabilmente il disco 1 è superiore al disco 2, ma mi sta piacendo molto i pezzi spiniti come Into the Ocean e Planet Y is alive!, un po' in contraddizione con la recensione poco sopra. Recensione che, oltretutto ho apprezzato molto. Ancora presto per trarre conclusioni, con i lavori di Lucassen servono molti più ascolti, ma sembra davvero un gran lavoro.
Gregorio
Mercoledì 17 Maggio 2017, 16.17.29
49
Mi innamorai di The Human Equation, che a quanto pare qui è molto sottovalutato, e una delle cause fu Mike Mills. Una voce splendida, potente e cristallina. Ho ascoltato The Source, una volta sola per intero, quindi non mi esprimo in un nulla ancora, ma so per certezza una cosa che non mi è piaciuta per niente: le parti di Mike Mills. Tutti quei vocalizzi alla Queen non li sopporto, spero di cambiare idea con più ascolti. Ah, come fate a lamentarvi di Eric Clayton in The Human Equation? Probabilmente l'emozione più emozionante (e scusate il gioco di parole) di tutto il disco.
terzo menati
Sabato 13 Maggio 2017, 12.39.07
48
Zorgati e' un grande cantante magari collaborasse con avantasia
Fan
Sabato 13 Maggio 2017, 12.26.41
47
Fantastico. Ricoscibile a parsec di distanza, ma nuovo ogni volta.
Ciro
Sabato 13 Maggio 2017, 11.45.51
46
Avantasia targata LaBrie e Zorgati uh che gioa immensa, ma ve l'immaginate che cosa intelligente
Ciro
Sabato 13 Maggio 2017, 11.42.45
45
Ho saputo che Lucassen mettera' come ospiti fissi LaBrie e Zorgati in tutti i suoi progetti ahahah per la gioia e la delizia dei vostri delicati, sapienti e sopraffini uditi, ma anche Toby Sammett fara' lo stesso con i suoi Avanrasia, visto che ha saputo che gente come Kiske stufa, e si, gente come un kiske, Allen, Bonnett, Barlow stufano, n'e' vero ?. ma ci credete sul serio a quello che dite?
lux chaos
Sabato 13 Maggio 2017, 9.35.06
44
Lalagna ...numero 1! Questo Ciro mi ricorda mooooooooolto un altro utente multi nick (ultimamente in versione motorheadiana) sempre sobrio, intelligente, misurato e sintetico nei commenti
Ciro
Venerdì 12 Maggio 2017, 16.42.23
43
@Hero spero tu stia scherzando Pellek suona 5 strumenti e tutti da favola, ha un timbron e un estensione eccezionali, e capacita' interpretative che se solo la Brie ci provasse sforzandosi con il massimo impegno gli verrebberonsolo le emorroidi con relativa figura di me..., sa farevdintutto praticamente dal rock al metal,ne cosa dovrebbe insegnsrgli LaBrie?. Lalagna forse!?.Ma per piacere non scherziamo, io appoggero' questonragazzo giovane e di talento, comprando qualcosa da lui, perche' ha detto che con l'aiuto delle persone potra' formarsi una band come sindeve e fare degli album veri , che senzaltro vista la voce che ha dinsicuro alle mie orecchie non dispiaceranno, al contrario del cotto, ricotto e stracotto LaBrie, poi De Gustibus, come gia' detto non lo sopporto piu'.
HeroOfSand_14
Venerdì 12 Maggio 2017, 16.04.01
42
@ciro (che mi ricorda altri utenti per i gusti elencati) capisco il tuo disappunto ma non puoi paragonare laBrie a Pellek, non ha alcun senso perché Pellek non ė manco un cantante di un gruppo (quantomeno noto) ma fa cover, rivisitazioni e qualche apparizione live. Il fatto delle 4 ottave non vuol dire che sia migliore di LaBrie che ha moltissimo da insegnarli su interpretazione ed esperienza. Tutti gli altri nomi che hai elencato sono dei classici diciamo, nomi che potrebbero anche stufare visto che si trovano in giro parecchio a parte Barlow, sono contento che Arjen punti sempre su musicisti meno noti ma altrettanto fenomenali, vedasi lo spettacolare Mills. Questo disco comunque mi piace sempre più, splendido il ruolo dato a Tobias e mi sono innamorato del timbro di Eriksen che non conoscevo. Questo ė il bello di questi progetti, che puoi scoprire artisti a te sconosciuti andando poi ad ascoltare anche i loro gruppi di provenienza. Comunque penso che The Human Compulsion sia uno degli apici del disco, in soli due minuti assistiamo a prestazioni meravigliose al microfono, e Tobi qui prende una nota (non un maniera perfetta in realtà) che non gli sentivo cantare da tempo.
Fabio Yaaaaaaaahhhhhh
Martedì 9 Maggio 2017, 22.02.00
41
solo a me sembra di sentire nella parte cantata da Karevik-Eriksen in "acquatic race" l'avvicendamento tra vecchi e nuovi Kamelot?
Ciro
Martedì 9 Maggio 2017, 16.58.09
40
Nella mia anima il sostituto della crisantamatica , pallosa e sonnifera voce di Clayton che io per mio gusto avrei voluto allora presente su Human Equation , c'era eccome e risponde al nome di Matt Barlow, una vera bomba canora, ma potrei elencarni altri , per quanto riguarda a Palla al piede, che mi ha veramente scoglionato, spero mi perdoni, cioe' Labrie, beh visto che si dice largo ai giovani, provate a sentire sul tubo Pellek 4 octave, e ditemi che figura fa Labrie nei suoi confronti.Poi per quanto riguarda le vendite , le classifiche le Chart e le straentusiatiche critiche, il conto in banca ingrossato ecc., son contento per Lucassen, io di certo non mi unisco al coro degli osanna-caplavoro, ma massimo rispetto per chi lo reputa tale, li ho tutti della srie Ayereon, e tutti comprati, solo queso mmi e' stato regalato, e come si dice a caval donato...., io di siuro ne avrei fatto a meno.
ayreon
Martedì 9 Maggio 2017, 12.26.58
39
beh,allora per uno che doveva essere la voce della ragione chi avresti scelto,dee snider,ozzy,allen ? io adoro la voce di clayton e quando ho saputo che lucassen lo aveva scelto mi sono commosso,lui purtroppo ultimamente ha avuto gravi problemi di salute ma comunque al "live equation" c'era,ascoltati qualcosa dei saviour machine .tornando ad ayreon ,sono stracontento che questo disco venda molto ,alla faccia di chi lo trova pacchiano e ripetitivo
OSVALDO
Martedì 9 Maggio 2017, 1.34.39
38
Mamma mia Ayreon, te voglio bene soprattutto per il nick, ma Clayton su the human equation è una lagna mortale, pare Mario Merola... Vedete che poi alla fine avere tanti cantanti può essere un'arma a doppio taglio... a me bene o male piacciono tutti a meno che non siano dotati di una voce così particolare che si può amare od odiare
ayreon
Martedì 9 Maggio 2017, 0.43.54
37
Chi mi tocca eric clayton verra'scomunicato seduta stante, i saviour machine per me sono intoccabili e lui in "human equation" come voice of reason era il meglio sulla piazza.in piu' usci'un singolo con le cover di "no quarter"e"space oddity" nella prima lui duetta con la brie
Ciro
Lunedì 8 Maggio 2017, 14.47.30
36
@Osvaldo, anche io non faccio polemiche ne tantomeno mi sognerei mai di far cambiare idea a chicchessia, anzi mi trovi concorde su Clayton su Human Equation , anche io, mai sopportato, ma contemporaneamente devo anche dire se e' per questo che anche Labrie son 4 o 5 nni che non lo sopporto piu', mi e' caduto in disgrazia, una vera tortura la sua voce per le mie povere orecchie, e anche qui non ce lo ho contato perche' proprio non mi lascia un bel niente, ma anche Zorgati, la sua voce la trovo davvero fuori luogo in questo disco e non mi piace ne mi prende, anche lui non lo ho contato, invece avrei voluto Romero, Kiske e Graham Bonnett, voci piu' adatte ad un power progressive concept, sulle chitarre e sulle donne mi sono gia' espresso, nel complesso il lavoro in questione per me non e' brutto, ma lomtrovo lontano dai voti dal 90 in su, ripete arie e motivi e linee musicali gia' sentiti, non ci vedo genio e sregolatezza per mio gusto personale ne voglia di rimetterlo spesso nel mio stereo, un buon disco ma per me si ferma a 77.
Giaxomo
Lunedì 8 Maggio 2017, 12.51.27
35
Salve a tutti ragazzi, mi permetto di esprimere la mia opinione in merito a quest'album: Davide ha già detto tutto nella sua recensione; il motivo principale dell'opera è abusatissimo e nel cinema, e nella letteratura, tuttavia, sempre molto attuale e con qualche tocco personale -come in questo caso- non si cade nel "già sentito" / "già visto". Ho ascoltato l'album nella sua interezza 5 volte e già alla prima ero rimasto estasiato, anche questo un evento più unico, che raro. Tuttavia, è inutile negarlo: il CD1 è oggettivamente superiore, con la prima traccia d'apertura vero cavallo di battaglia. Se devo valutare singolarmente ogni musicista / riff / assolo, emerge qualche falla: gli assoli, appunto, non trasmettono nulla, riff banali che spuntano qua e là ma non lo trovo così pacchiano come presupponevo sarebbe stato, anzi. Gli arrangiamenti, i testi, gli inserti folkloristici, o piû "powereggianti", denotano gran classe e i cantanti, e l'esito del loro lavoro su quest'album, è il fiore all'occhiello dell'opera stessa. Se il primo CD sfiora il 95, il secondo non va oltre l'80. Direi che un 85 ci sta tutto per il momento, però i PoS stanno ancora al primo posto in questo buono, ma non eccellente 2017. Staremo a vedere.
OSVALDO
Lunedì 8 Maggio 2017, 12.09.46
34
@ciro Ovviamente non era per far polemica ne per farti cambiare idea, era più una considerazione del fatto che ascoltando un disco del genere, valutando più le singole prestazioni dei 1000 ospiti piuttosto che la musica in se stessa, ci sarà sempre qualcosa che non convince. Poi di gustibus per carità, cioè se le trovi proprio disastrose o fuori luogo quelle sono considerazioni soggettive. Io ad esempio quella voce lagnosa di Eric Clayton su the human equation mi fa sempre storcere il naso... ma è un caso abbastanza unico
ayreon
Lunedì 8 Maggio 2017, 11.27.22
33
charts ufficiali ( quelle per intenderci dove c'è anche ed sheeran e i gorillaz ): numero 1 in olanda,10 in germania
ayreon
Lunedì 8 Maggio 2017, 8.46.45
32
nel forum di un altro sito metal hanno giustamente scritto che lamentarsi dei lavori di ayreon è come lamentarsi che non ci sono più le mezze stagioni e concordo ,chi si lamenta si ascolti "the astonishing" o cerchi altro,a meno di 20 euro in giro vediamo cosa compra
Kurujai
Domenica 7 Maggio 2017, 21.34.12
31
a me la simons è piaciuta , adoro the source will flow
Ciro
Domenica 7 Maggio 2017, 17.15.47
30
@Osvaldo felice che questo album ti abbia straconvinto, e massimo rispetto per tutti gli approcci e punti di vista, ma ci tengo a precisare che il mio non e' un vero e proprio approccio, semplicemente si tratta che certe linee vocali non mettono in me pace tra loro testa cuore e anima, cioe' puoi farmi tutti i discorsi che vuoi, tanto non mi prenderanno, e' una questione di sentire con l'animo, personalissima che ognuno di noi sente ed ha in modo diveso, anche gli soli non mi hanno lasciato molto di profondo , fatti bene eseguiti perfettamente, ma sinceramente come detto mi aspettavo di piu', non mi fanno impazzire in sostanza anche se ben eseguiti, e per me in specialmente in un album concept devono stupire e lasciare a bocca aperta chi ascolta, cosa che in me purtroppo non sono riusciti ad instillare, comunque per me 77 e' un buon voto, non lo ho affatto bocciato, solo non e' uno dinquegli album che ascolteri spesso senza stancarmi, quindi confermo il mio 77.
OSVALDO
Domenica 7 Maggio 2017, 15.51.10
29
@Ciro: sai io non riesco ad approcciare in questo modo gli album degli Ayreon. Non riuscirei mai a fissarmi su un particolare assolo o sulla specifica performance canora di uno dei mille ospiti. Anzi mi viene spontaneo ascoltare l'album senza avere davanti la lista di chi canta o suona cosa e giudicare l'opera in base a sensazioni più generali. E devo dire che secondo me l'album è ispirato, i pezzi fantastici, la produzione ottima e cantanti e musicisti, se non vai a fargli le pulci o a confrontarli con le loro bands di provenienza, sono tutti autori di una ottima prova.
Ciro
Domenica 7 Maggio 2017, 14.07.34
28
Dico subito cio' che non mi piace, le linee vocali, ma non in generale, ma quelle in particolare del gentil sesso, la Simons e la Jansen mi hanno lasciato poco e niente, non vi ho trovato nessun spessore vocale ne dal punto di vista espressivo, ne come ancoraggio musicale e melodico con la visione di insieme dell'opera, ne dal punto di vista della esibizione canora vera e propria, davvero poco edificanti le loro esibizioni vocali, quindi anche per la tessitura , la modulazione, la tonalita' e il vocal range usati, colpa di Lucassen , colpa loro ? Non so, fatto sta che non mi prendono, ma anche alcuni maschietti non e' che mi abbiano fatto saltare dalla sedia, lo unico veramentebche che ha dato l'anima, e quindi tanto di capoello alla sua prova e alle capacita' interpretativo-espressive e' il magico timbro di Karevik, qui Lucassen anche gli ha servito un piatto d'argento per fargli sfoderare una prova davvero superlativa, avrei inoltre preferito maggiore spazio Russell Allen, le chitarre direi buone, ma gli assoli di Govan e Gilbert si limitano a fare il loro lavoro, ma considerando la portata dell'opera-concept mi sarei aspeetato qualcosa di piu' emoziale, magnilouente e grandioso, cosa che nei loro assoli sinceramente per mio gusto faccio fatica a trovarcelo, anchevsevla classeve l'leganza stilistica non mancano di certo.Tirando le somme , nel complesso 77.
galilee
Domenica 7 Maggio 2017, 14.01.31
27
..volevo scrivere... che a causa della loro vena troppo power.... scusate..
galilee
Domenica 7 Maggio 2017, 13.59.49
26
Vedremo di ascoltarlo prima o poi. Anch'io sono un fan del primo Ayreon. Purtroppo la voce di Sammet non mi piace a questo mi frena un pò. E nemmeno io ho mai apprezzato i suoi lavori. Ne con gli Edguy, ne con gli Avantasia. Tranne scarecrow ma solo perché c'e Alice Cooper. Artisticamente sicuramente è in gamba ma lo considero troppo pacchiano, scontato e power.. insomma non fa per me. Lucassen invece mi ha sempre conquistato, tranne con i due flight of the migranti che è causa della loro fans troppo power mi stufarono dopo pochi ascolti.
OSVALDO
Domenica 7 Maggio 2017, 12.56.18
25
Sono un fan degli Ayreon da quasi 20 anni... Per me i migliori in assoluto rimarranno sempre the final experiment ed into the electric castle, senza nulla togliere a lavoro come the human equation, che apprezzo molto ma in certi momenti trovo un pò stucchevole (soprattutto il secondo cd). The source riporta prepotentemente gli Ayreon ai migliori livelli di ispirazione e freschezza compositiva. Non dirà niente di nuovo, ma la componente melodica ha ripreso il sopravvento rispetto alle ultime prove(01010011 e TTOE) che qui e li presentavano momenti un pò piatti e poco ispirati.
lux chaos
Venerdì 5 Maggio 2017, 13.36.16
24
Concordo al 100% con HeroOfSand, i generi sono diversi, ma Sammet eccome se è un genio, al di là dei gusti resta uno dei migliori songwriter di genere degli ultimi 20 anni, poco ma sicuro
ayreon
Venerdì 5 Maggio 2017, 11.44.52
23
chi si lamenta di un disco del genere è meglio cambi parrocchia,non ci sono ma e se,è bello e basta, se vi piace il prog,il metal ,il power, il folk,lo space rock ,l'aor,insomma,se vi piace la musica non potete non amarlo,a chi lo critica dico che nei 13 minuti di "when the world break down" lucassen ha fatto un bignami di tutto il suo mondo e non solo,è un genio ma non lo scopriamo solo adesso
Metal Shock
Giovedì 4 Maggio 2017, 22.30.10
22
Non li seguo con costanza e visto la lunghezza devo ancora ascoltarlo bene, pero` ad un primo impatti mi ha colpito non poco, vocalist superbi e strumentalmente ottimo, con alcuni brani di grandissimo impatto. Riascoltero` in questi giorni e ripasso.
Kurujai
Giovedì 4 Maggio 2017, 22.01.38
21
Tommy karevik non mi ha mai convinto nei kamelot mentre qui è superbo e mi ritrovo con quello che dice Hero of sand . Tra ayreon e avantasia il paragone non si può fare non solo per via dei generi ma anche per il tipo di pubblico a cui si rivolgono , avantasia è più "commerciale " , ayreon più complesso
Master
Giovedì 4 Maggio 2017, 20.46.01
20
Gran bell'album! Forse l'unica mancanza che gli trovo è una suite in chiusura, magari bella come "The day when the world breaks down". Voci strepitose, le mie preferite quelle di Kursch, Allen e Karevik. Davvero un forte candidato per album dell'anno!
HeroOfSand_14
Giovedì 4 Maggio 2017, 20.05.36
19
Sono d'accordo con terzo e lux, Ghostlight lo reputo un lavoro di livello superiore a molti altri. @Ayreon: Lucassen è un genio e su questo non ci piove, ma mi sembra corretto paragonare Avantasia e Ayreon per via di quello che fanno, e non ci trovo differenze totali di qualità. Avantasia, nel suo genere (quindi mettiamo in generale power metal) è tra i top e Sammet ha dimostrato di saper scrivere anche concept godibili e interessanti (vedasi The Mystery of Time). Poi, Arjen ha un modo diverso di comporre e suona un genere molto più complesso, non ha senso paragonare Ghostlight a un pezzo a caso di Theory of everything, per dire, considerando che sono opposti. Ma entrambi i mastermind sono dei geni direi, Sammet lo reputo come uno dei migliori songwriter degli ultimi 20 anni. Detto questo, ho ascoltato una volta questo disco, devo ovviamente rifarlo. Beh, grandi cose ho sentito. L'opener mi aveva preso subito, penso sia realmente un capolavoro perfetto, voci, musica, melodie, costruzione.. c'è tutto. E poi c'è Tommy Karevik, bravo a sottolinearlo Davide in recensione, come ha detto anche Arjen, Tommy è probabilmente il miglior cantante metal al momento. Lo adoro dovunque canti e penso ci siano pochi cosi precisi, tecnici e con un timbro cosi emozionale. E pensare che dovrebbe essere autodidatta in teoria. Ah, chiudo per sottolineare che in questo primo ascolto mi ha fatto impazzire anche, oltre a Sammet e La Brie e la meravigliosa Floor, Mills, che non conoscevo e che ha una voce assurda!
Alessio
Giovedì 4 Maggio 2017, 15.54.32
18
Non ce la faccio più ad ascoltare questi album di prog metal, anni fa avrei detto che è stupendo. Oggi mi trasmette una noia pazzesca.... tutto già sentito milioni di volte !!!
ayreon
Giovedì 4 Maggio 2017, 10.41.06
17
sammet nei cocept è bravo,ma paragonare gli avantasia ad ayreon no,lucassen è un genio totale che da "final experiment" ha sbagliato davvero poco ,sa scegliere bene i suoi comprimari ,compone,suona,cura in modo maniacale la promozione,il booklet ,insomma ,la collaborazione con sammett mi è piaciuta, lucassen però con questo disco ha dimostrato che è di un altro pianeta,roba che i theater di "astonishing" al suo confronto sono ancora alla scuola materna del concept,questo lo hanno capito tedeschi ,olandesi e pochi altri,meno male che le 3 serate a tilburg in settembre ( sold out apena usciti i biglietti) verranno registrate e uscirà un dvd
lux chaos
Giovedì 4 Maggio 2017, 9.33.28
16
Gusti. Quoto terzo, per me altro che carino, ghostlights è una bomba, forse il mio preferito dopo i primi due. Per il resto, non vedo l'ora di dedicarmi con calma a questo nuovo parto di Arjen
metalraw
Mercoledì 3 Maggio 2017, 23.43.52
15
grande Davide e grandissimo Arjen. Top.
Kurujai
Mercoledì 3 Maggio 2017, 13.40.39
14
@terzo menati. Ghostlight a mio avviso è un disco carino ma nulla di più , questo per me invece è un capolavoro. Per me si intende . Comunque sono contento che Toby abbia collaborato con Lucassen facendo anche una bella figura
Awake
Mercoledì 3 Maggio 2017, 12.35.43
13
Axoras proprio non ce la faccio, troppo caramelloso per i miei gusti. Vabbè pazienza, non si può essere in sintonia su tutto... : D
terzo menati
Mercoledì 3 Maggio 2017, 12.11.23
12
Sammet negli edguy e' comunque parte di un gruppo più ordinario, pacchiani certamente, dalle mie parti preferiamo dire Marocchi, come solo i tedeschi sanno essere. Però ho citato avantasia perché è un progetto più ambizioso con una testa pensante più ospiti e gregari, quindi più simile alla proposta ayreon.
Lo Struzzo
Mercoledì 3 Maggio 2017, 9.55.16
11
@Terzo Menati: Sammett è leader degli Edguy e gli Edguy sono pacchiani. Fantastici, ma pacchiani. Avantasia è un progetto parallelo. Però non so se Ghostlight sia o meno un capolavoro, sai? Non mi ha preso moltissimo, nonostante vi siano parti fatte davvero bene. Personalmente sono molto legato ai primi due capitoli di quella saga che dopo si è un po' persa davanti allo specchio. Mio parere, sia chiaro.
terzo menati
Mercoledì 3 Maggio 2017, 9.40.51
10
Beh ghostlights più che una pacchianata e' un capolavoro.
Lo Struzzo
Mercoledì 3 Maggio 2017, 9.37.36
9
@Awake: Le vere pacchianate (comunque godibili) sono di Sammett, prima di tutto! Non credo che Lucassen arriverà mai ad un simil livello.
ayreon
Mercoledì 3 Maggio 2017, 7.35.16
8
si è ripreso alla grande dopo "theory of everything",tanta roba e tutta buona,tutti fanno la loro porca figura e la brie canta meglio che nei DT,ma d'altro canto dopo l'assaggio di quel capolavoro di "the day the world break down" c'era da aspettarsi un ritorno alla grande,ho letto che ha finito le copie con l'earbook e ne devono stampare di nuove,di sicuro in germania e olanda entra nelle charts ufficiali, genade arjen
Michele "Axoras"
Mercoledì 3 Maggio 2017, 1.34.18
7
Caro Awake, siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d'onda! Dagli una possibilità, fidati !
Kurujai
Mercoledì 3 Maggio 2017, 0.07.05
6
io credo che ci troviamo innanzi a una metamorfosi di Lucassen . Nel disco è possibile trovare le sonorità di Flyght of the migrator , electric castle e 01 tutte fuse in un genere non esageratamente complesso come si rischierebbe . Per la prima volta le tracce sono di facile presa ma non per questo scontate , insomma tutto suona così dannatamente Ayreon ma anche nuovo .
Awake
Martedì 2 Maggio 2017, 23.43.13
5
Solo io lo trovo una pacchianata irricevibile?
Kurujai
Martedì 2 Maggio 2017, 23.24.14
4
Madoooo KAREVIK !!!! quanto è bravo Karevik !! non è solo un figo della madonna....
Michele "Axoras"
Martedì 2 Maggio 2017, 22.26.51
3
Oltre ad essere completamente d'accordo con il collega e a fargli i miei complimenti, confermo che il disco è veramente strepitoso. Alcuni pezzi sono davvero incredibili. Cosa buffa: anche io ho trovato karevik il migliore del supergruppo e fastidiosi i coretti prima di Aquatic Race !
ocram
Martedì 2 Maggio 2017, 19.46.30
2
Davvero splendido! Mi spingo dicendo che forse è uno dei migliori Ayreon. Dopo il mattone The Teory of Everything questo è quello che i voleva. Canzoni prog, heavy e folk, con il cast di voci migliore di sempre. Forse è un po' sbilanciato nel primo disco (davvero strepitoso) rispetto al seppur bel secondo disco, ma nonostante la sua durata fila liscio che è uno spettacolo. Ancora grande maestria di Lucassen (dopo il capolavoro The Gentle Storm), voto 85.
Monky
Martedì 2 Maggio 2017, 19.41.15
1
Disco assolutamente strepitoso.
INFORMAZIONI
2017
Mascot Label Group
Prog Metal
Tracklist
CD 1
Chronicle 1: The Frame

1. The Day That the World Breaks Down
2. Sea of Machines
3. Everybody Dies
Chronicle 2: The Aligning of the Ten
4. Star of Sirrah
5. All That Was
6. Run! Apocalypse! Run!
7. Condemned to Live

CD 2
Chronicle 3: The Transmigration

8. Aquatic Race
9. The Dream Dissolves
10. Deathcry of a Race
11. Into the Ocean
Chronicle 4: The Rebirth
12. Bay of Dreams
13. Planet Y is Alive!
14. The Source Will Flow
15. Journey to Forever
16. The Human Compulsion
17. March of the Machines
Line Up
James LaBrie (Voce The Historian)
Tommy Karevik (Voce The Opposition Leader)
Tommy Rogers (Voce The Chemist)
Simone Simons (Voce The Counselor)
Nils K Rue (Voce The Prophet)
Tobias Sammet (Voce The Captain)
Hansi Kürsch (Voce The Astronomer)
Michael Mills (Voce TH-1)
Russell Allen (Voce The President
Michael Eriksen (Voce The Diplomat)
Floor Jansen (Voce The Biologist)
Zaher Zorgati (Voce The Preacher)
Will Shaw (Cori Ship's Crew)
Wilmer Waarbroek (Cori Ship's Crew)
Jan Willem Ketelaars (Cori Ship's Crew)
Lisette van der Berg (Cori Ship's Crew)
Arjen Lucassen (chitarra elettrica e acustica, basso, mandolino, sintetizzatore, Hammond)
Paul Gilbert (Chitarra solista nella traccia 4)
Marcel Coenen (Chitarra solista nella traccia 9)
Guthrie Govan (Chitarra solista nella traccia 13)
Joost van der Broek (Pianoforte, pianoforte elettrico)
Mark Kelly (Sintetizzatore nella traccia 9)
Ben Mathot (Violino)
Maaike Peterse (Viola)
Jeroen Goossens (Strumenti a fiato)
Ed Warby (Batteria)
 
RECENSIONI
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