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Sleazy Roxxx - Topless Suicide
05/05/2017
( 1171 letture )
Copertina intrigante, titolo esplosivo, look trascurabile, inclinazione buonissima. Finita la recensione? Nooo, ma diciamo che è meglio mettere in evidenza, sin da subito, alcuni aspetti su questa band non conosciutissima, che arriva dalla Repubblica Ceca. Il quartetto possiede una peculiarità davvero atipica e particolare: ha appena cambiato i tre quarti della formazione, in pratica rispetto al precedente lavoro è rimasto al proprio posto solamente il bassista Jan Vandervell, che ormai è diventato il mastermind del progetto, insomma gli Sleazy Roxxx arrivano a questo nuovo album con una storia davvero diversa dalle solite tiritere che leggiamo sui fogli informativi delle label. Una sorta di cambio di quattro carte in una mano a poker, un vero mistero. In pratica la formazione nuova di zecca, ha innestato giusto un cantante, un chitarrista e un batterista, ruoli pressoché marginali nell'hard music: ovviamente vogliamo essere sarcastici e concederci la battuta.

11 tracce prodotte da Vladimir Budik e il combo al completo, svelano un sound grezzo e sgarbato ma decisamente idoneo, affilato. Si parte con la voce bassissima di Paulie Weston che intona una sorta di introduzione all’opener, Dirty Sanchez, che prende la retta via dello sleaze dei bei tempi, suono spesso, batteria in evidenza, chitarre dentellate che spolpano, una song come manifesto dell’attitudine del four pack del est europeo. Riff temprato per Catch The World che si accavalla a una chitarra svisante, up-tempo diretto alle casse che tremano sotto l’incedere di James Dinner, il chorus è una sorta di loop dissonante ma particolare e in definitiva acchiappa, cori minimali ma ben sagomati, quasi un percorso proveniente da Appetite For Destruction dei mitologici Guns: la band ha personalità e si capisce subito anche da Let’s Roll che si specchia nel hard più vivace, regala immediatezza, con la voglia di muovere lo stivale, tenendo il tempo. Crystal parte sincopata, poi arrivano le tastiere ad arrotondare le atmosfere, però l’inciso, fulminato da ottimi cori, risulta un po’ deboluccio nonostante la voce roca e sghiaccia-marciapiedi del frontman: solismo dell’ascia molto suggestivo. Sex and sex su Nymphomaniac che sboccia da un riff terroso della sei corde, vocalità peccaminose, coralità piene, solo guitar alla nitroglicerina, ritornello vizioso molto L.A. anni ottanta, con un pensiero per i grandi Faster Pussycat, ottimo pezzo che dimostra la compattezza e il songwriting di questi Sleazy Roxxx;successivamente plana la song numero 6, Sweet Suffer In Pain che valorizza la duttilità delle corde vocali del singer, per uno scampolo piacevole. Chi si avvicina ad una band ceca con la puzza sotto il naso verrà smentito, è bene precisarlo senza dubbi oscuri. Riots!!! è una pesante mattonata tosta fatta di lapilli, energia e forza del rock duro, con ritmi caricati a testa bassa che, ancora una volta, dimostrano la bravura del quartetto, solo-guitar ipertecnico e molto spigoloso ma anche qui decisamente attraente, Share The Space fila che è un piacere e martella senza pentimenti, Last Drifter rientra nei canoni della proposta, sfoggiando un delizioso circolo melodico, con la chitarra indomita di James Dinner che cuce la ritmica e lampeggia con gli interventi in assolo, mettiamoci poi i cori incastrati perfettamente tra bridge e inciso e il gioco è fatto. Penultima orma del lotto, Galaxy Rider si svela come una composizione variegata con cambi di tempo e stilettate strumentali acuminate, una voce sempre all’altezza della partita e ennesima canzone perlacea che brilla di luce torbida, quella della periferia delle grandi metropoli. Chiude questo Topless Suicide una nuova scarica di adrenalina come The Stinger, addobbata da un riff trapanante e ossessivo, batteria e basso all’unisono compatti e rocciosi e la voce del singer in pole position, per un’ottima riuscita soffocante e deragliante.

Il quartetto aveva dei punti deboli evidenti in passato, soprattutto una voce monotona, non adatta e poco poliedrica, oggi gli Sleazy Roxxx sono allestiti per battagliare ad armi pari con tutti, queste undici tracce ci confermano tutto ciò. Sapiente l’uso dei cori che dimostra preparazione musicale e carattere d’acciaio, ogni singolo musicista suona bene, fornisce un ottimo contributo al prodotto finale, sugli scudi una chitarra indomita e un cantante che dà il “kick ass” sempre e comunque, ma anche la sezione ritmica schiaffeggia senza ritegno. Un lavoro molto interessante, ben orchestrato e indiscutibilmente riuscito, che il “suicidio del topless” abbia inizio!



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
92.5 su 4 voti [ VOTA]
Radamanthis
Domenica 7 Maggio 2017, 12.52.42
5
Che bel culetto...
terzo menati
Venerdì 5 Maggio 2017, 21.15.39
4
Dirty Sanchez dovrebbe essere coprofilia...praticamente porno metal stile Steel panther
Metal Shock
Venerdì 5 Maggio 2017, 20.32.19
3
Ehila ciao Rik!! Copertina molto sobria vero? Questi ancora non li conosco m rimediero. Hai detto bene buona annata per il glam, hair metal sleaze, chiamatelo come vi pare (Crazy Lixx su tutti per adesso), ma anche nel thrash siam messi bene, tanti dischi molto belli.
rik bay area thrash
Venerdì 5 Maggio 2017, 17.36.30
2
La review è indicativa di un prodotto veramente valido e mi sembra di capire ( se non sbaglio) che ha evidenti riferimenti allo sleazy anni 80. L' unica cosa che mi ha sorpreso è il voto. Da come è redatta la review pensavo a un voto un pochino più alto. Comunque mi sembra che anche quest'anno in campo glam/sleazy non ci si possa lamentare ( vedasi anche i vain ).
rik bay area thrash
Venerdì 5 Maggio 2017, 17.28.35
1
..... che bella cover !!!!!! Il disco ? ..... aaahhh si certo leggerò con più calma .. eh eh
INFORMAZIONI
2017
City of Light Records
Hard Rock
Tracklist
1. Dirty Sanchez
2. Catch The World
3. Let’s Roll
4. Crystal
5. Nymphomaniac
6. Sweet Suffer In Pain
7. Riots!!!
8. Share The Space
9. Last Drifter
10. Galaxy Rider
11. The Stinger
Line Up
Paulie Weston (Voce)
James Dinner (Chitarra, Cori)
Jan Vandervell (Basso)
Vinnie Cage (Batteria, Cori)
 
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