Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Origin
Unparalleled Universe
Demo

Project Renegade
Cerebra
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

26/07/17
ADAGIO
Life

28/07/17
SHADOWSIDE
Shades of Humanity

28/07/17
NEXUL
Paradigm of Chaos

04/08/17
CURSED EARTH
Cycles of Grief Volume 1: Growth

04/08/17
BONEHUNTER
Sexual Panic Human Machine,

04/08/17
SEVEN SPIRES
Solveig

04/08/17
THE NIGHTS
The Nights

11/08/17
THE LURKING FEAR
Out Of The Voiceless Grave

18/08/17
THE NECROMANCERS
Servants of the Salem Girl

18/08/17
ULVEDHARR
Total War

CONCERTI

22/07/17
COLONY OPEN AIR (DAY 1)
PALA BRESCIA - BRESCIA

22/07/17
DREAM ROCK EVENT
SAN PANCRAZIO SALENTINO - BRINDISI

22/07/17
WINTERAGE
TEATRO BOTTO - SAVIGNONE (GE)

23/07/17
COLONY OPEN AIR (DAY 2)
PALA BRESCIA - BRESCIA

25/07/17
MARILYN MANSON + GUEST
IPPODROMO CAPANNELLE - ROMA

26/07/17
MARILYN MANSON + GUEST
CASTELLO SCALIGERO - VILLAFRANCA (VR)

26/07/17
UZEDA + SUDOKU KILLER
LA LAMPARA - PESCARA

28/07/17
REBEL CIRCLE FESTIVAL (day 1)
PARCO SAN ROCCO - SANT'ILARIO D'ENZA (RE)

29/07/17
VENOM INC + GUEST TBA
BARDANERIS - THIESI (SS)

29/07/17
PORTO LIVE METAL FEST
PORTO ANTICO - GENOVA

Double Crush Syndrome - Die for Rock n` Roll
11/05/2017
( 176 letture )
Ricordate Andy Brings, chitarrista e seconda voce dei Sodom nella prima metà degli anni 90? Sì? No? In entrambi i casi, è lui il mastermind del nuovo gruppo che intendiamo presentarvi: stiamo parlando dei germanici Double Crush Syndrome, grintoso trio fondato a Monaco di Baviera dal suddetto nel 2013 e che, dopo essersi fatto le ossa in questi anni con un robusto rodaggio dal vivo, giunge in queste settimane alla pubblicazione del primo, sudato full-length.

Al contrario di quanto potrebbe far pensare la sua pregressa esperienza nei thrashers di Gelsenkirchen (città essenzialmente nota per i Sodom e lo Schalke 04), lo stile del gruppo che ha fondato non è fatto di riff in palm-muting e “tupa-tupa”, ma affonda le sue radici nel rock e nel punk, senza peraltro andare mai eccessivamente sul pesante. Una sorta di garage rock, dunque, semplice, grezzo, ma indubbiamente passionale, anche se, come vedremo, non necessariamente sempre all'altezza. La matrice punk del sound del trio, con palesi richiami ai Misfits, è evidentissima già nella prima traccia, Gimme Everything, il cui testo non particolarmente elaborato fa da contraltare ad un pezzo energico e tirato. Un inizio discreto, dunque, seppur non travolgente, che trova una logica continuazione nella title-track, anch'essa incentrata su una sezione ritmica minimalista e su riff di chitarra semplici e diretti; la voce di Brings, a sua volta, contribuisce ad evocare reminescenze punk, giacché a tratti risulta un filo sgraziata e non certo squillante, ma si confà perfettamente alle canzoni; il nostro, peraltro, dimostra di saperci fare come solista e di essere in possesso di buona tecnica. Come detto poc'anzi, la pesantezza non è ricercata dalla band, che preferisce puntare sull'impatto dei propri brani, non rinunciando anzi mai all'orecchiabilità soprattutto dei ritornelli: ecco dunque che una traccia come She's a Pistol potrebbe ricordare qualche brano pop punk in stile anni 90, senza peraltro possederne la qualità. Un piccolo passaggio a vuoto, dunque? Non necessariamente, ma di sicuro le tracce migliori dell'album sono quelle dove, pur senza sfociare in un hard rock pesante, la band dà sfogo ad un tocco punk leggermente più “hardcore”. Anche On Top of Mount Whateverest soffre di una eccessiva leggerezza di fondo, oltre che, nuovamente, di una certa banalità sia nei testi sia nello svolgimento musicale; per fortuna i Double Crush Syndrome si riprendono con l'incalzante Yeah! Pain! e con la meglio congegnata Slow Suicide. In generale, comunque, la prima metà dell'album possiede qualche sbavatura di troppo, ma la band trova fortunatamente il modo di correggere il tiro, migliorando nella seconda metà, quando qualche ascoltatore poteva magari scoraggiarsi definitivamente: Revolution, pur senza inventare nulla, è di fatti una buona canzone dotata di piglio e sufficiente energia, al pari di And They Say We Are the Freaks, nella quale abbiamo modo di sentire in maniera continuativa la seconda voce del bassista Slick Prolidol, sensibilmente più graffiante di quella del pur bravo Brings. Non è un caso che quella che è probabilmente la miglior traccia di Die for Rock n' Roll, vale a dire Right Now, presenti ancora una volta una ampia prova vocale del suddetto. Con questo naturalmente non vogliamo bocciare la prova al microfono di Brings, ma è indubbio che, in alcuni pezzi, un po' più di “durezza” avrebbe giovato.

Come accennato, Die for Rock n' Roll è un album suonato con passione e dedizione, che però non sempre soddisfa appieno: la sua fortuna è che, dopo una prima metà francamente zoppicante, assistiamo ad una netta ripresa nella seconda parte, grazie alla quale possiamo premiare i Double Crush Syndrome con una stiracchiata sufficienza che, altrimenti, non avremmo potuto concedergli. Naturalmente si tratta solo del primo album, quindi c'è tutto il tempo per rimediare e produrre un secondo LP meno altalenante dal punto di vista qualitativo e più personale. Lo auguriamo a Brings ed ai suoi ragazzi con tutto il cuore!



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2017
Arising Empire Records
Punk Rock
Tracklist
1. Gimme Everything
2. Die For Rock N’ Roll
3. Unfriend Me Now
4. She’s A Pistol
5. On Top Of Mount Whateverest
6. Yeah! Pain!
7. I Wanna Be Your Monkey
8. Slow Suicide
9. Can’t You Be Like Everyone Else
10. Blood On My Shirt 11. Revolution
11. And They Say We Are The Freaks
12. Fuck You Is My Answer
13. Right Now
Line Up
Andy Brings (Voce, Chitarra)
Slick Prolidol (Basso, Cori)
Julian Fischer (Batteria)
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]