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Wolfpakk - Wolves Reign
12/05/2017
( 746 letture )
Superband e progetti stellari ne abbiamo? Pare proprio di sì, leggere già solo le note informative fa accapponare la pelle per la iper abbondanza di grandi del Heavy presenti su queste 11 tracce, a nome Wolpakk. Nello specifico, la collaborazione tra Michael Voss e Mark Sweeney nasce nel 2011, entrambi sono personaggi che hanno goduto di credito e continuano a ottenere positivi riverberi nel panorama del metallo continentale, il primo con la cult band Casanova e Mad Max, con una parentesi anche nei Bonfire, e altri act, il secondo noto come vocalist originario dei Crystal Ball. Entrambi sono fautori di questo progetto che ha, come intento, quello di ospitare grandi musicisti di status, appartenenti all’universo hard e affini.

E i nomi sono davvero tanti e di grande storicità, da Byff dei Saxon, passando per cantanti di assoluto pregio come Ronnie Atkins (Pretty Maids), Michael Vescera (ex- Yngwie Malmsteen), Tony Harnell (TNT) e Claus Lessman ex Bonfire; alle sei corde troviamo, tra gli altri Brad Gillis (Night Ranger), George Lynch (ex-Dokken), Jen Majura (Evanescence) e Chris Holmes (ex-W.A.S.P.); al basso la leggenda Rudy Sarzo che ha suonato con tutti i più grandi (Quiet Riot, Whitesnake, Dio) ma anche Marc Lynn (Gotthard), Volker Krawczak (Axel Rudi Pell), per finire con Alex Holzwarth (Avantasia) a pestare pelli e distruggere piatti. Insomma un paradigma di grandi star che si calano nei panni del “gruppo di lupi” pronti ad azzannare, ovviamente coordinati dal duo Sweeney-Voss. Copertina suggestiva, poi fuoco alle polveri da sparo, che s’incendiano subito con l’avvincente opener Falling, dove il riconoscibilissimo, Claus Lessman, conduce le danze vocali, incalzato da un riffing di pesante impatto e atmosfere curate e piene, nulla di nuovo sotto il sole, mi pare giusto specificarlo, ma una song colma di eruzioni con un solismo dell’ascia tagliente e appuntito, un bell'inizio non c’è dubbio. Run All Night è metal puro modernista, con una batteria sugli scudi per ritmo indiavolato ma un suono un po’ troppo sintetico, la song va dritta come un fuso lanciato ai 230 all’ora e viene arricchita da ottimi cori e sensazioni epiche; Blood Brothers vive di una sorta di canto indiano come intro, con Byff dietro al microfono, poi ara di brutto con il basso, le chitarre fondono qualsiasi ostacolo, la voce vola alta con acuti di tradizione comprovata, anche qui i cori epici e anthemici svolgono la loro parte, tutto molto assimilabile al metallo teutonico che bene conosciamo. Solismo della chitarra ipertecnico ma decisamente godibile. Wolves Reign è uno dei tre brani migliori dell’intero lotto, per costruzioni melodiche, porzioni strumentali e vocalità acuminata che sfreccia tra i paradisi, riff cantilenante ma che trapana le meningi, il solo chitarristico poi è semplicemente da standing ovation, una grande traccia dilatata, doveroso sottolinearlo. No Remorse è un brandello tipico con cori virulenti e mascolini, chitarre che spiccano, un bel chorus e una doppia cassa che viaggia da libidine; Inside The Animal Mind spacca dall’alto di una voce selvaggia, cattiva, sparando striature indubbiamente metal ma con imponenti siringature da hard americano nel ritornello, un pezzo ben cucito e confezionato che diventa serrato nella seconda parte tra uno spoken e bordate sfascia-amplificatori. Spirit Of The Hawk è l’ennesima capsula spara scintille, filo spinato appiccicato a un chorus che acchiappa subito, arredata con andamento epic, mentre The 10 Commandments pare assimilabile alla precedente canzone ma con una linea melodica ancora più estesa, nulla di originalissimo, sia chiaro, ma tremendamente catchy, con la drums che attraversa ritmi pestatissimi ovviamente in doppio pedale. Poi arriva lei: Mother Earth vive di un giro di chitarra molto suggestivo, ritmo più pacato, spazio a ugole meno tirate ma che si incastrano con giochi audiofonici e svelano l’identità del grande Ronnie Atkins, sicuramente un pezzo sperimentale in tutte le componenti con linee vocali stupende, gorgheggi femminili in stile soprano, e per questo si fa ancora più apprezzare: tematiche vicine alle ultime produzioni dei Pretty Maids che hanno concentrato l’attenzione sulla terra e il suo respiro, denunciando i danni che l’uomo sistematicamente apporta al pianeta. Davvero una grandissima song, dalla durata non indifferente, una vera e propria suite con tracciati musicali divergenti uno dall’altro, un piccolo capolavoro. Tomorrowland forse rappresenta l’unica caduta di stile, una ballad che fotocopia tanti altri capitoli editi nel passato da miriadi di band, diciamo che se proprio si voleva gettare in pasto ai kids un lentone, poteva essere più originale ma tant’è, chiude le ostilità I’m Onto You, una canzone che sinceramente non aggiunge molto, abbastanza scialba che si poteva evitare.

Wolpakk è realmente un bel progetto, nulla per cui strapparsi la lingua e metterla in salmì, ma risulta essere un bel CD con tre pezzi di livello superiore a tanti altri dischi assai declamati, con una struttura restante degna di nota anche se, a parte, Mother Earth, l’originalità compositiva non è certo il punto di forza eccellente, però questo album è suonato alla grande con intrecci di peculiarità, tecnicismi e personalità di livello empireo nel genere. Un disco da ascoltare parecchie volte, per apprezzare sempre di più sfumature, vene ispirative e scheletrati musicali, gli ospiti hanno lasciato il segno.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2017
AFM Records
Heavy Rock
Tracklist
1. Falling
2. Run All Night
3. Blood Brothers
4. Wolves Reign
5. No Remorse
6. Inside The Animal Mind
7. Spirit Of The Hawk
8. The 10 Commandments
9. Mother Earth
10. Tomorrowland
11. I’m Onto You
Line Up
Mark Sweeney (Voce)
Michael Voss (Voce, Chitarra, Basso)

Musicisti Ospiti
Biff Byford (Voce)
Ronnie Atkins (Voce)
Michael Vescera (Voce)
Tony Harnell (Voce)
Oliver Hartmann (Voce)
Jioti Parcharidis (Voce)
Steve Grimmett (Voce)
Pasi Rantanen (Voce)
Claus Lessmann (Voce)
Danny Vaughn (Voce)
Andy Lickford (Voce)
Timo Somers (Delain)
Brad Gillis (Chitarra)
George Lynch (Chitarra)
Alen Brentini (Chitarra)
Jen Majura (Chitarra)
Chris Holmes (Chitarra)
Rudy Sarzo (Basso)
Marc Lynn (Basso)
Volker Krawczak (Basso)
Michael Müller (Basso)
Alex Holzwarth (Batteria)
Gereon Homan (Batteria)
 
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