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Grave Digger - Knights of the Cross
13/05/2017
( 796 letture )
Se parliamo di metal, di heavy metal, non possiamo non fare sosta nella florida terra tedesca, culla di alcuni dei nomi più rilevanti della scena mondiale, tra i quali non sfigura di certo quello degli storici Grave Digger. Gli scavatori di tombe calcano i palchi di tutto il globo ormai da più di trent'anni ed hanno contribuito pesantemente allo sviluppo del genere, nella sua accezione più rude ed incontaminata.

Dopo un'onesta gavetta in patria, tre lavori pubblicati sotto Noise Records, la breve parentesi con il monicker abbreviato semplicemente a Digger ed il conseguente scioglimento, è arrivato per la band il momento di risollevare la testa, o il teschio che dir si voglia. The Reaper ed Heart of Darkness sfornati nel cuore dei '90 formano un solidissimo trampolio di lancio che ne risolleva la carriera verso le meritate vette e che sfocia quindi nell'apice della stessa grazie ad una fantastica trilogia che splende tutt'oggi di di luce propria. Due anni prima ci pensa Tunes of War a sviscerare le vicende della lotta per l'indipendenza scozzese a suon di heavy metal, mentre dopo altri due anni toccherà ad Excalibur, disco che affonda invece le sue radici nell'intrigante leggenda di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. Nel mezzo, ovvero nel 1998, arriva Knights of the Cross, cuore di questo trittico di concept album basati su tematiche storico-leggendarie che hanno sancito un prima e un dopo all'interno della discografia dei Grave Digger e forse dello stesso metal teutonico.

Knights of the Cross, come suggerisce il nome, affronta il delicato quanto affascinante tema delle Crociate e lo fa con una maestria ed un impegno da invidiare. Dodici episodi per un totale di cinquanta minuti abbondanti mascherati da macchina del tempo e pronti per farci viaggiare tra le barbarie della prima crociata fino alla ben più tarda battaglia di Bannockburn, passando quindi dalla ricerca del Sacro Graal e dalle crude inquisizioni di Re Filippo Il Bello, senza scordare la follia suicida degli assassini islamici guidati dal "Vecchio della montagna" o ancora, le eroiche imprese del nobile Riccardo Cuor Di Leone.

This is the fascinating tale of the templars, probably the most powerful and mysterious organisation of the Middle Ages.
A Journey, wich will lead us to the legendary world of the Knights of the Cross.


Inizia tutto così, con la soffusa introduzione narrata di Deus Lo Vult, è questo il mantra che si ripetono colorono che si muovono armati alla volta della terra santa: "Dio lo vuole." L'esito positivo dell'efficace quanto disorganizzata prima crociata viene subito trattato nell'esplosiva title-track Knights of the Cross; una cavalcata rozza e vincente tanto quanto la voce del solito Chris Boltendahl che getta le fondamenta su cui edificare l'intera opera: brani tritatutto in perenne altalena tra i tre e i cinque minuti permeati da un riffing violento e da una ricerca melodica praticamente assente che può solo accaparrarsi un copione da comparsa sul set dei Digger, niente di più. Monks of War ci racconta dell'ordine dei templari e va alzando decisamente il tiro seppur mantenendosi sempre a doverosa distanza da quel power squillante da sempre materia d'indirizzo di colleghi connazionali quali Helloween o Gamma Ray. Con Heroes of This Time le ritmiche tornano a farsi più cadenzate mentre l'innesto di qualche arpeggio pulito e di un timido assolo offrono una prima alternativa alle linee guida del platter, oltre a fare da sfondo alla riorganizzazione del grande esercito del condottiero ed unificatore Saladino. Si passa dunque attraverso l'insana devozione della setta degli assassini di cui sopra, resa alla grande da un brano altrettanto spregiudicato come Fanatic Assassins, per incontrare poi il prode Riccardo Cuor di Leone grazie ad una canzone come Lionheart resa decisamente epicheggiante dalle tinte delicate del suo ritornello. Una lunga intro arpeggiata ci consegna nelle mani di Keeper of the Holy Grail, o al contrario, consegna la leggendaria reliquia direttamente nelle nostre mani grazie ad un brano davvero evocativo e dai tratti piuttosto oscuri e maligni, così come le seguenti Inquisition e Baphomet, che trattano invece il tema delle inquisizioni e del relativo ed ipotetico idolo occulto adorato in segreto dai cavalieri templari, il Bafometto per l'appunto, a suon di chorus incalzanti e coinvolgenti. Over the Sea potrebbe essere interpretata come una godibile quanto primordiale forma di pirate metal, anche se si tratta di un campo già accuratamente seminato dai cugini Running Wild mentre The Curse of Jacques ci illustra la leggenda della maledizione di Jacques de Molay, ultimo maestro dell'ordine dei templari, lanciata da quest'ultimo direttamente dal rogo e rivelatasi poi fatale per i suoi giustizieri Filippo IV il Bello e papa Clemente V. Chiude il cerchio The Battle of Bannockburn, unico pezzo che sfora i sei minuti e che traccia un filo conduttore con il disco precedente grazie alle cornamuse in apertura ed il tema prettamente scozzese affrontato.

La trilogia che va dal 1996 al 1999 segna una catena fondamentale nella discografia dei Grave Digger e Knights of the Cross ne rappresenta indubbiamente, se non il picco più alto, uno tra i più maestosi. Un concept album coi fiocchi, ben ideato e realizzato alla grande. Certo, va sottolineato come dal punto di vista prettamente musicale Boltendahl e soci non siano mai stati dei veri pionieri del genere di cui si fanno portavoci, né tantomeno la sperimentazione ne ha mai raffigurato una delle doti principali. Tecnicamente Knights of the Cross si mostra a tutti gli effetti come un lavoro un po' monocorde e con una serie di tracce schiacciasassi che si susseguono senza tregua dal principio alla fine. Eppure quello che rischierebbe di palesarsi come un grosso difetto in questo caso si rivela proprio l'arma vincente della band, perchè è evidente come sia la compattezza il vero asso nella manica di questo e degli altri loro dischi: l'omogeneità più che la varietà, la rocciosità più che l'eleganza. Un lavoro solido, quindi, quadrato, con un concept di fondo impegnato ed affrontato con il massimo del rispetto e della serietà richiesti dalle circostanze, si può chiedere di meglio?



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
91.5 su 8 voti [ VOTA]
Hellone
Giovedì 18 Maggio 2017, 12.36.15
18
mai amati i Grave Digger, per molti motivi: 1) mancanza o quasi di melodie e assoli melodici che fanno ricordare i pezzi 2) voce sgraziata e poco piacevole 3) canzoni tutte uguali o quasi, 4) album fotocopia 5) cambi continui di line up che hanno portato a passi falsi notevoli
Vanni Fucci
Mercoledì 17 Maggio 2017, 21.03.15
17
Giusto in questi giorni l'ho ascoltato per la prima volta, e devo dire che mi piace anche un po' di più del "famoso" Tunes of War. Mi sembra giusto il voto dato! Le ultime due canzoni sono qualcosa di pazzesco.
Radamanthis
Lunedì 15 Maggio 2017, 11.01.59
16
A mio avviso il loro top, album perfetto in tutto. Tema avvincente che mi ha sempre affascinato così come quelli affrontati in tunes ed excalibur. Il Medioevo è l'era storica per eccellenza! Un disco piu che consumato anzi, stra consumato. Un ricordo piacevole di quegli anni, un regalo di compleanno avuto e ancora oggi fortemente apprezzato. Il bello dei dischi è che alcuni di loro fanno conservare ricordi anche di un periodo delle nostre vite. Ogni volta che sento sto disco grandi emozioni! Voto 98
Mr.Darcy
Domenica 14 Maggio 2017, 9.35.13
15
Album splendido, non so quante volte l'ho ascoltato. Per me il migliore del gruppo.
nonchalance
Domenica 14 Maggio 2017, 1.01.57
14
Io, invece, ritengo che, i loro album migliori, siano: "The Reaper" - "Heart of Darkness" - "Tunes of War".
lux chaos
Sabato 13 Maggio 2017, 19.02.46
13
Buon album, uno dei loro che preferisco, anche se ammetto che non sono mai impazzito per i becchini! So che tantissimi apprezzano Tunes e la trilogia ma per me il capolavoro resta lo strepitoso Heart Of Darkness, che stacca di netto precedenti e successivi per i miei gusti
Tevildo75
Sabato 13 Maggio 2017, 17.37.31
12
Per me quest'album è inferiore solo a TOW ed a Heart of darkness che reputo il loro capolavoro. Dalla prima all'ultima canzone non ci sono cali, nè sbavature, erano davvero in forma i GD in quegli anni. Tra le mie canzoni preferite ci sono Monks of War e Fanatic Assassins.
Metal Shock
Sabato 13 Maggio 2017, 16.11.42
11
Per me inferiore solo a Tunes of war, disco da 100, a questo 95 ci stà tutto. Dall'iniziale Knights of the cross, full frontal attack, alla conclusiva e stupenda e poco rinomata Battle of Bannockburn, un disco fenomenale. Chiamatelo come volete, heavy metal, power metal, fa lo stesso un disco sensazionale con la band al top e riferimenti storici che a me piacciono tantissimo. Masterpiece!!!
InvictuSteele
Sabato 13 Maggio 2017, 15.27.40
10
Il miglior album del Becchino e uno dei dischi power fondamentali degli anni 90. Splendido, assieme a Tunes Of war e ad Excalibur forma una trilogia medievale spaventosa. Negli anni 90 i Digger erano al loro apice. Voto 87
Rob Fleming
Sabato 13 Maggio 2017, 14.51.12
9
Invece, per me, rispetto al precedente ci siamo già di più. Sarà per merito di Heroes of this time, The keeper of the Holy Grail, Inquisition o The curses of Jacques, ma alla fine lo preferisco di gran lunga a Tunes. 80
nonchalance
Sabato 13 Maggio 2017, 14.22.39
8
Di quest'album, invece, io penso che sia il classico disco ben scritto per cavalcare quanto di meglio fatto con il precedente. Ciò non significa che sia brutto ma, solamente "inferiore" a quanto fatto prima. Difatti, come dichiarato ai tempi dallo stesso Chris, "Tunes of War" non era proprio un concept album. Ma, visto il successo che ha avuto, è stata creata ad arte una sorta di "trilogia". Detto ciò, io preferisco nettamente il successivo, che risulta più spinto..anche se, in quello cercano "solo" di recuperare un pò di ruvidità che qua manca! Purtroppo, però, le cartucce migliori eran state sparate già con la precedente line-up. P.S.: Pur non avendo la doppiacassa a elica, questo si chiama Power Metal.
Undercover
Sabato 13 Maggio 2017, 14.15.39
7
Mi accodo a Punto Omega e Steelminded, anche per me questo è il loro migliore, pure affettivamente parlando mi sento molto legato a questo disco, insieme a "Tunes Of War", li metto alla pari. Tematicamente interessante e prestazione stellare.
lisablack
Sabato 13 Maggio 2017, 14.10.14
6
Be' la tematica di questo grande album, a me piace un sacco. Ho letto e sto ancora leggendo libri sui Templari, su Jacques de Molay, su cosa è veramente il Santo Graal..e poi le Crociate, io sono davvero appassionata al medioevo anche se come periodo storico, per chi l'ha vissuto non è certo stato facile. Comunque tornando all'album, direi che qui i Digger sono a dir poco fantastici!
nonchalance
Sabato 13 Maggio 2017, 14.08.06
5
Ci sono un paio di errori: "formano un solidissimo trampoliNo di lancio.." e "..mentre dopo altri due anni toccherà ad Excalibur". Quest'ultimo è del 1999..come scritto, anche, a fine recensione!
Steelminded
Sabato 13 Maggio 2017, 13.57.36
4
Grande punto omega: stavo proprio scrivendo lo stesso, il migliore dei grave digger. Sempre combattuto nella classificazione se metal o power. Alla fine mi sono convinto che sia più corretto heavy metal... ma può essere soggettivo.
Rino
Sabato 13 Maggio 2017, 13.03.39
3
Piccola sottigliezza: più che di heavy, parlerei di power metal. Anzi, per certe ritmiche tirate e tritatutto azzarderei addirittura un power-thrash.
Punto Omega
Sabato 13 Maggio 2017, 12.57.32
2
Il migliore dei Grave Digger!
Doom
Sabato 13 Maggio 2017, 11.14.31
1
Finalmente. Ci mancava questo. Grande album per me...il degno successore di Tunes of War. Grandi pezzi e grandi atmosfere per un concept sempre intrigante. Confermo il voto anche io.
INFORMAZIONI
1998
GUN Records
Heavy
Tracklist
1. Deus Lo Vult
2. Knights of the Cross
3. Monks of War
4. Heroes of This Time
5. Fanatic Assassins
6. Lionheart
7. The Keeper of the Holy Grail
8. Inquisition
9. Baphomet
10. Over the Sea
11. The Curse of Jacques
12. The Battle of Bannockburn
Line Up
Chris Boltendahl (Voce)
Uwe Lulis (Chitarra)
Hans Peter Katzenburg (Tastiere)
Jens Becker (Basso)
Stefan Arnold (Batteria)
 
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